L’IMPRONTA RECENSIONE

Posted on 10 Dic 2018 in Letteratura

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Titolo: L’Impronta
Autore; T.Neil
Editore: Mondadori
Anno: 1999

INTRODUZIONE
Negli anni Novanta il termine “operazione commerciale” non esisteva ancora o almeno non era così utilizzato come oggi.

Certi prodotti, però, nascevano con questo spirito già allora, opportunamente “nascosti” da espedienti più o meno riusciti, come in questo caso.

STORIA
L’Impronta è un libro che racconta le vicende dell’agente Meg C.Green, incaricata da un misterioso committente di recuperare un misterioso codice maya.

Con il procedere delle indagini la donna si renderà conto di essere coinvolta in una gigantesca cospirazione, con l’obiettivo di svelare uno dei più grandi segreti della storia, l’esistenza e l’ubicazione della città perduta di Atlantide!

OPINIONI
L’Impronta è un libro molto interessante e coinvolgente, un buon thriller, con una storia che non manca di riservare colpi di scena che tengono il lettore con il fiato sospeso.

Il motivo principale per cui prima ho parlato di “operazione commerciale”, però, risiede nel fatto che si tratta di una storia volta, principalmente, a contestualizzare una serie di spot televisivi di una nota compagnia telefonica, attiva negli anni Novanta.

Il nome dell’autore è ottenuto anagrammando le lettere del nome della compagnia stessa!

Se un’operazione del genere venisse mesa in atto oggi non so quanto potrebbe riscuotere successo!

SCRITTURA
Tolte le perplessità esposte sopra circa la sua “origine” questo libro si dimostra abbastanza ben scritto e con una buona storia.

L’unico neo può, semmai, derivare dal fatto che, trattandosi di quanto detto poco fa, leggendo la descrizione della protagonista, non si può quasi fare a meno di pensare alla modella che lo “interpretava” in tv q questo potrebbe togliere parte del fascino, come quando si guarda un film tratto da un’opera letteraria senza prima averla letta.

CONCLUSIONI
Un libro che, a parte i piccoli “difetti” appena esposti, se li si vuole considerare tali, si dimostra molto scorrevole.

Credo, però, che, essendo un’opera di ormai quasi dieci anni fa, non sia così facilmente recuperabile.


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LA PRIMA SERIE “INTERATTIVA”

Posted on 07 Dic 2018 in Televisione, Videogiochi

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Una volta cinema. Serie tv e videogiochi erano tre media totalmente diversi e teoricamente, lo sono ancora.

In linea generale, infatti, si tratta di tre modi di “raccontare storie” con strutture e regole proprie, che non possono essere applicate in altri ambiti.

L’evoluzione della tecnologia, però. come tutti sanno, può contribuire ad abbattere le barriere esistenti tra questi tre campi dell’intrattenimento, dando vita, talvolta, ad esperimenti molto curiosi.

In campo videoludico, ad esempio, una delle software-house leader in questo settore è stata la TellTale, recentemente fallita, che, nel corso della sua attività, ha dato vita a prodotti “su licenza”, ispirati ad alcuni tra i titoli più famosi degli ultimi anni, come Jurassic Park, The Walking Dead o Game of Thrones. Dall’arrivo di Netflix in Italia, poi, anche l’offerta di serie tv si è notevolmente ampliata, con l’aggiunta, ogni mese, di decine di nuovi titoli al catalogo della piattaforma.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare un tale successo, al quale, a quanto pare, neppure il colosso videoludico ha saputo resistere, almeno fino alla sua brusca e prematura chiusura.

Una delle ultime novità aggiunte al catalogo della piattaforma è infatti, è Minecraft-Story Mode,   avventura prodotte dalla TellTale.

Non ho ancora avuto il piacere di “provare”/guardare Minecraft-Story Mode, non amo troppo la grafica “blocchettosa” del gioco dal quale la serie prende il nome ma devo ammettere che si tratta, senz’altro di un esperimento interessante, frutto, ovviamente, di un precedente accordo tra le parti.

Dato ciò che è accaduto al colosso videoludico penso che questo sia destinato a rimanere l’unico prodotto di questo tipo presente sulla piattaforma, di fatto un’avventura grafica episodica “giocabile” su Netflix, ma non si può mai dire, io stesso non ci avrei mai creduto se me l’avessero detto qualche anno fa, all’arrivo di Netflix in Italia!

Quello che posso dire è che se amate i videogiochi e Minecraft potreste rimanerne insuriositi.


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LA FRECCIA AZZURRA RECENSIONE

Posted on 06 Dic 2018 in Cinema

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Titolo: La Freccia Azzurra
Nazione: Italia
Anno: 1996
Regia: E.D’Alò
Con le Voci di: D.Fò, L.Costa

INTRODUZIONE
Le feste si avvicinano e non c’è migliore occasione per recuperare alcuni vecchi classici animati che, magari, hanno “fatto la nostra infanzia”, anche se non si tratta del solito cartone della major di turno. Esaminiamo insieme questo piccolo gioiello.

STORIA
La Freccia Azzurra è un film animato ambientato nel periodo immediatamente successivo al Natale, con la città ancora decorata a festa.

Francesco è un ragazzino che ha deciso di scrivere la lettera alla Befana chiedendole un solo semplice regalo, un trenino azzurro.

Purtroppo, il commesso del negozio di giocattoli, il signor Scarrafoni, ha deciso che, quell’anno, i bambini non dovranno più ricevere i regali gratuitamente, ma acquistarli.

Toccherà, allora, ai giocattoli stessi, animatisi come per magia, imbarcarsi in un lungo viaggio per raggiungere il nostro protagonista.

OPINIONI
La Freccia Azzurra è un tipico film per bambini e ragazzi. un po’ “vintage”, infatti risale al periodo in cui circolavano ancora le videocassette.

La cosa particolare di questo cartone animato è che, pur trovandoci sotto le feste, non viene nominato Babbo Natale ma la Befana. i nomi dei personaggi sono, comunque, italiani, quindi si può presumere che ci troviamo, comunque, nel nostro Paese, ma l’ambientazione vera e propria rimane, comunque, abbastanza indefinita.

TECNICAMENTE
Trattandosi di un film animato possiamo dire che, pur risalendo a metà anni Novanta, per quello che ricordo, la qualità dei disegni e delle animazioni era, tutto sommato, molto buona.

Il doppiaggio è ben riuscito e si avvale di un nome illustre, Dario Fò, all’epoca famoso attore teatrale, scomparso, se ben ricordo, in tempi relativamente recenti.

CONCLUSIONI
Un classico natalizio che merita una visione, sebbene leggermente diverso dal solito, in quanto non si avverte più di tanto l’atmosfera propria di questa festa.

Purtroppo non sono in grado di dirvi quanto e se sia facilmente recuperabile.


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LE LEGGI DELLA TERMODINAMICA RECENSIONE

Posted on 05 Dic 2018 in Cinema

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Titolo: Le Leggi della Termodinamica
Nazione: Spagna
Anno: 2018
Regia: M.Gil
Con: V.Sanz, B.Vàzquez

INTRODUZIONE
L’amore, di qualunque natura sia, è un sentimento potentissimo, in grado di farci compiere anche le follie più esagerate, pur di attirare l’attenzione della persona che ci attrae.

Sfortunatamente, a volte, si tenta di analizzare ciò che accade in questi casi da un punto di vista “scientifico” e qui, in un certo senso, ne abbiamo un esempio.

STORIA
Le Leggi della Termodinamica è un film che cerca di ripercorrere, in un modo tutto particolare, la storia d’amore tra Manel, timido insegnante di scienze, ed Elena, una bellissima modella.

Stranamente, forse a causa della goffaggine dell’uomo, il rapporto tra i due continua a “naufragare”, secondo Manel proprio a causa di alcune leggi fisiche, che rappresentano, di fatto, la sua ossessione.

OPINIONI
Le Leggi della Termodinamica è un film fin qui esposto in maniera molto “confusa”: non si può, di fatto, pretendere di spiegare un sentimento complesso come l’amore in maniera logica, fredda e razionale, per quanto, ne sono sicuro, alcune persone lo preferirebbero.

Il personaggio di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory insegna!

TECNICAMENTE
Il film alterna riprese tradizionali a “girato” di un finto programma televisivo di stampo scientifico, allo scopo di tentare di spiegare allo spettatore le Leggi della Termodinamica citate nel titolo, principi fondamentali della fisica.

Questo sistema, dal mio punto di vista è piuttosto “straniante” e rende la pellicola, di fatto, più simile ad un documentario che ad un prodotto cinematografico, questo, però. porta, inevitabilmente ad uno “stop” della trama, che viene abbandonata in favore di “spiegoni” di matrice scientifica.

CONCLUSIONI
Soggettivamente uno dei pochi passi falsi commessi da Netflix nell’ultimo periodo, una sorta di “Fisica Quantistica per Imbranati”.

Per me è un grosso “no” o meglio ne consiglio la visione solo se credete di essere in grado di comprendere la fisica.


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LA CURA DAL BENESSERE RECENSIONE

Posted on 04 Dic 2018 in Attualità

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Titolo: La Cura dal Benessere
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: G.Verbinski
Con: D.DeHaan, M.Goth

INTRODUZIONE
A volte, per ricaricarsi e rilassarsi, non c’è niente di meglio di un bel week-end, un soggiorno o una giornata al centro benessere o alle terme.

In certi casi, però, questi posti non sono esattamente ciò che appaiono, come imparerà ben presto il protagonista di questa pellicola.

STORIA
La Cura dal Benessere è un film particolarissimo, che racconta la surreale vicenda di Lockart, dipendente di una grande azienda, incaricato di concludere un accordo di fusione.

Per poter completare l’affare l’uomo viene inviato in un centro benessere sulle Alpi Svizzere.

Qui Lockart scoprirà che il personale e i pazienti del centro non sono altro che collaboratori e vittime di una serie di folli esperimenti.

OPINIONI
Sinceramente ero piuttosto indeciso se guardare o meno La Cura dal Benessere, infatti non avevo sentito parlare benissimo di questo film e ora riesco a capirne parzialmente il motivo: senza fare anticipazioni, nel caso qualcuno dei miei lettori volesse vederlo, posso dire che alcuni dettagli risultano molto oscuri.

Ho apprezzato molto, invece, la rilettura del personaggio dello “scienziato pazzo”, per quanto alcune idee espresse dal personaggio risultino, a dir poco, disgustose, in particolare quelle che fanno riferimento alla “purezza della razza” e al modo di mantenerla.

TECNICAMENTE
Per quanto riguarda il lato tecnico posso dire di essere rimasto piacevolmente colpito: la fotografia e le luci creano un’atmosfera suggestiva e angosciante.

I personagi, in questo film, sembrano quasi mostruosi, in particolare il “direttore” della struttura. Sembra quasi di assistere, per certi versi, alla trasposizione di un romanzo ottocentesco come Dracula o Il Mostro di Frankenstein, ma senza vampiri o mostri composti da parti del corpo umane, rianimato grazie all’elettricità.

CONCLUSIONI
Un film abbastanza interessante, che rappresenta un buon esempio di quello che credo venga chiamato “racconto gotico”, al confine tra thriller e horror.


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100 VOLTE NATALE RECENSIONE

Posted on 03 Dic 2018 in Cinema

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Tutolo: 100 Volte Natale
Nazione: USA
Anno: 2013
Regia: N.Ganatra
Con: Z.Gordon, M.Parker

INTRODUZIONE
Il Natale è una festa bellissima e magica, attesa per tutto l’anno da grandi e piccoli.

Immaginate, però, di aver trascorso una giornata terribile, anche se immersa in questa allegra atmosfera e di essere costretti, in qualche modo, a ripeterla più volte, esattamente come accade in questo caso.

STORIA
100 Volte Natale è un film particolarissimo che racconta la strana storia di Pete, quattordicenne che si trova a trascorrere il Natale più brutto della propria vita.

Risvegliatosi il ragazzo scopre di essere intrappolato in un loop temporale e di essere costretto a ripetere varie volte la giornata appena trascorsa.

Dopo qualche tentativo Pete comprenderà di essere in grado di cambiare gli eventi.

OPINIONI
100 Volte Natale è un film estremamente “strano”, risultato, di fatto della fusione tra una commedia natalizia classica e una vecchia pellicola di qualche decennio fa. Ricomincio da Capo, nella quale, di fatto, veniva introdotto il concetto del loop temporale, giustificato, di fatto, con il pretesto narrativo del cosiddetto “Giorno della Marmotta”.

Credo che, in effetti, sia partito tutto da lì, visto che questa particolarità, da allora, è stata introdotta più volte, in vari prodotti audiovisivi.

TECNICAMENTE
Trattandosi, di fatto, di un film che si basa sulla ripetizione contestualizzata della stessa sequenza di scene per più volte di seguito, non abbiamo grandi particolarità o innovazioni dal punto di vista tecnico. La storia, però, seppur non originale, è molto divertente e l’ambientazione natalizia è resa molto bene, grazie al sapiente uso di luci, colori e fotografia.

CONCLUSIONI
Un film ideale per aprire la stagione natalizia con un pizzico di allegria e stravaganza, sebbene anche la morale dj fondo risulti, più o meno, facilmente intuibile da subito: a Natale non è importante ricevere regali, ma trascorrere il tempo con i propri cari.


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FERDINAND RECENSIONE

Posted on 30 Nov 2018 in Cinema

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Titolo: Ferdinand
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: C,Saldanha
Con le Voci di: F.DeFlaviis. C.Gioncardi

INTRODUZIONE
Dopo il Dia de los Muertos si torna in Spagna per esplorare un’altra antica tradizione, tanto spettacolare quanto crudele, la corrida.

Il protagonista di questa vicenda si trova “invischiato” in questo “balletto mortale” a causa di un equivoco. Vediamo meglio come.

STORIA
Ferdinand è un film che prende il titolo dal nome del protagonista della vicenda, un piccolo toro, amante dei fiori e della natura, tenero e sensibile.

Un giorno il nostro amico decide di recarsi al Festival dei Fiori che si tiene in una città vicina.

Lì, a causa di un incidente con un’ape, l’animale verrà catturato e inviato in un allevamento, nel quale verrà scelto come avversario dal famoso torero “El Primero” per la sua ultima corrida.

OPINIONI
Ferdinand è un film che mi ha colpito molto, sia per le tematiche trattate, sicuramente non facili da esporre in un prodotto animato per bambini e ragazzi, sia per alcune frasi pronunciate dai personaggi stessi e per quello che rappresentano.

C’è una frase, in particolare, che ho trovato raggelante: “I teneri non sopravvivono” o qualcosa di simile, pronunciata da Valiente, l’antagonista, che sembra voler dire che, per essere veri uomini, non si può e non si deve essere dolci, teneri e sensibili, un messaggio sbagliatissimo su un ideale di mascolinità distorta che, purtroppo, è veramente sostenuto da alcuni uomini.

TECNICAMENTE
Trattandosi di un film animato ci sono alcuni fattori particolari da tenere in considerazione: la regia è piuttosto buona e ormai, in alcuni casi, eguaglia quella delle pellicole con attori in carne ed ossa.

I colori sono bellissimi, molto brillanti nelle scene all’esterno ma si “stemperano” leggermente in alcuni punti, per sottolineare u passaggi più “drammatici”.

Contrariamente a quanto accade di solito, in Italia, si è deciso di lasciare il doppiaggio nelle mani di quelli che credo siano doppiatori professionisti.

CONCLUSIONI
Un film gradevole e ben realizzato, adatto a grandi e piccoli e con una morale forse non troppo scontata e facile da comprendere.


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