MATIOSKI SHOW RECENSIONE

Posted on 22 Feb 2018 in Attualità, Cinema, Letteratura, Televisione

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Titolo: Matioski Show
Nazione: Italia
Anno: 2018
Condotto da: M.Pozzoli

INTRODUZIONE
Nella vasta gamma di video di “cultura nerd” presenti sulla Rete ce ne sono alcuni che dimostrano che non è sempre necessario avere “ospiti in collegamento” e che si può fare qualcosa di soddisfacente anche semplicemente parlando da soli davanti ad una webcam.

Vediamo un esempio di questi nuovi format, che si aggiunge a quelli analizzati finora.

STRUTTURA
Il Matioski Show è una nuova “trasmissione”, appena arrivata su YouTube, relativa al mondo delle serie tv, del cinema e dei fumetti.

Ogni puntata presenta un argomento centrale, relativo ad uno di questi ambiti, ed è divisa, idealmente, in due parti: la prima a carattere “informativo”, con news ed approfondimenti, la seconda in cui viene dato spazio al pubblico, attraverso la lettura di commenti e/o domande in chat.

OPINIONI
Trovo che questo genere di “trasmissioni” siano molto interessanti, perché approfondiscono argomenti sui quali è relativamente difficile informarsi.

In aggiunta bisogna considerare che il Matioski Show è un format nato da pochissimo tempo e interamente gestito da una sola persona, quindi non è per niente facile!

TECNICAMENTE
Come ogni trasmissione live possono verificarsi problemi tecnici, relativi, ad esempio, ad un cattivo funzionamento della connessione.

In un paio di puntate è capitato, ad esempio, che lo streaming si bloccasse, troncando a metà un discorso.

Purtroppo, in quei casi è impossibile risolvere il problema e la trasmissione risulta frammentata.

È un peccato, ma sono cose che possono succedere e che bisogna tenere in conto, quando si decide di tentare qualcosa del genere.

CONCLUSIONI
Un’altra produzione estremamente settoriale che, nonostante ciò, risulta supportata, con donazioni consistenti, da parte del pubblico.

Nell’idea generale era prevista come appuntamento quotidiano, impossibile da mantenere nei fatti.

Se siete tra quelli che amano le serie tv, il cinema e i fumetti consiglio di dare un’occhiata.


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SPECHLESS RECENSIONE

Posted on 16 Feb 2018 in Televisione

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Titolo: Speechless
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: M.Driver, J.R.Bowie

INTRODUZIONE
La diversità e le diverse forme di disabilità non sono mai state molto trattate in ambito televisivo e cinematografico, almeno non in modo “leggero”.

Questa volta, invece, si è deciso di adottare un approccio completamente diverso per una tematica tanto delicata.

STORIA
Spechless è una serie tv che racconta la difficile vita della famiglia DiMeo.

I protagonisti, infatti, hanno un tratto che li rende diversi da chiunque altro: uno di loro presenta gravissime difficoltà di linguaggio, trovandosi costretto a parlare solo tramite un dispositivo, una sorta di computer.

La loro vita nel nuovo quartiere si rivelerà, sin da subito, non semplice, a causa di questo “problema”.

OPINIONI
Ho visto oggi i primi due episodi di Speechless e devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso: quando si parla di disabilità si pensa subito a qualcosa che punta ad un certo tipo di emotività, con scene strappalacrime, tristi, drammatiche o “patetiche”, questa, almeno, sembra essere l’idea che si sono fatti dal punto di vista cinematografico.

Questa serie tv, invece, pur mettendo alla luce le difficoltà del protagonista e della sua famiglia, si presenta, fin da subito, con un tono molto scanzonato e leggero, pur senza ridicolizzare o banalizzare la tematica di fondo.

TECNICAMENTE
Questa serie tv non presenta grandi innovazioni dal punto di vista strettamente tecnico, quanto, piuttosto, da quello prettamente “recitativo”: avendo a che fare con una persona che non può parlare ci si trova, infatti, a tentare di prestare particolare attenzione ai gesti, all’espressività e se non è possibile ci si affida, allora, alle parole dell’”assistente”.

So che, spiegato così, è difficile da capire, bisogna guardare con i propri occhi.

CONCLUSIONI
Brillante ed ironica, un ottimo esempio di come si possa trattare un argomento serio senza cercare la “lacrima facile” o la commozione a tutti i costi.


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SE CI CONOSCESSIMO OGGI RECENSIONE

Posted on 13 Feb 2018 in Cinema

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Titolo: Se ci conoscessimo oggi
Nazione: USA
Anno: A.Sandel
Con: A.DeVine, A.Daddario

INTRODUZIONE
Quante volte, nella nostra vita, ci è capitato di pensare cosa sarebbe successo se avessimo fatto qualcosa in modo diverso?

Rimpiangere il passato e le occasioni perse non serve a niente, non si può tornare indietro, tuttavia esistono casi in cui questa eventualità stimola la fantasia di autori e scrittori, come in questa pellicola.

STORIA
Se ci conoscessimo oggi è un tipico film che pone la domanda: “Cosa sarebbe successo se…”.

Il protagonista è Noah, ragazzo timido e insicuro che, invitato al matrimonio della ragazza di cui era innamorato ai tempi del liceo, si trova a pensare come sarebbe stata la sua vita se le cose fossero andate in modo diverso.

Grazie ad una cabina per fototessere si ritroverà catapultato indietro di tre anni, rendendosi conto di aver sempre avuto tutto ciò di cui aveva bisogno.

OPINIONI
Se ci conoscessimo oggi è un film che rielabora uno spunto già noto ed utilizzato più volte al cinema e in televisione, proveniente, a sua volta, da un altro celebre prodotto cinematografico, Ricomincio da Capo.

Sebbene, quindi, lo spunto non sia originale lo è il modo in cui questo viene elaborato.

È divertente vedere la cabina delle foto istantanee come una sorta di “macchina del tempo”, anche se chi utilizza certi strumenti dovrebbe capire che, talvolta, è pericoloso cambiare la storia.

TECNICAMENTE
Per quanto riguarda soggettivamente il lato tecnico mi è sembrato che il film fosse abbastanza buono. Probabilmente un occhio più esperto potrebbe cogliere molti più dettagli che io non colgo.

CONCLUSIONI
Un film che ho trovato molto piacevole, su una tematica sfruttata in modo molto particolare, se non altro dal punto di vista dello strumento impiegato che, ormai, non credo venga molto utilizzato, se non in alcuni laboratori fotografici.


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CINQUANTA SFUMATURE DI NERO RECENSIONE

Posted on 12 Feb 2018 in Cinema

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Titolo: Cinquanta Sfumature di Nero
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: J.Foley
Con: D.Johnson, J.Dornan

INTRODUZIONE
Continua la “grande storia d’amore” tra Anastasia e Christian.

Questa volta, però, si scoprono nuovi dettagli sul passato del ragazzo e si tenta, senza successo, di aggiungere “una marcia in più” alla storia, vediamo come.

STORIA
Cinquanta Sfumature di Nero è il secondo film tratto dalla trilogia di best-seller erotici più popolare degli ultimi anni.

Dopo aver scoperto l’oscuro segreto di Christian, Anastasia ha deciso di lasciarlo, purtroppo il ragazzo non vuole arrendersi e decide di tentare in tutti i modi di riconquistare la sua partner, attirando l’attenzione di alcune ex che cercheranno in tutti i modi di interferire nella loro relazione.

OPINIONI
Anche questa volta, leggendo semplicemente questo abbozzo di trama, si potrebbe pensare a Cinquanta Sfumature di Nero come ad un film molto più intrigante di ciò che è in realtà.

Effettivamente ci sono alcuni tentativi di rendere la trama molto più interessante, inserendo perfino risvolti thriller.

Nonostante questo la pellicola non raggiunge il suo scopo, presentandosi, invece, come un’autentica perla del trash.

TECNICAMENTE
Nonostante il cambio di regista il film si mantiene, più o meno, sullo stesso livello del precedente: la regia è discreta e la fotografia è nella media, così come la colonna sonora, composta, per la maggior parte da cover di canzoni pop.

Quello che può lasciare interdetti è la presenza di Kim Basinger, nei panni della “prima volta” di Christian, una sorta di Mrs Robinson, come viene definita anche nella pellicola.

CONCLUSIONI
Un film che, come il precedente, si presenta più come un dramma sentimentale che come qualcosa di veramente “piccante”. Consiglio comunque di guardarlo solo se siete maggiorenni, a patto che non siate troppo impressionabili circa tematiche come la violenza sulle donne, per dirne una.


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SMETTO QUANDO VOGLIO: MASTERCLASS RECENSIONE

Posted on 09 Feb 2018 in Cinema

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Titolo: Smetto Quando Voglio; Masterclass

Nazione: Italia
Anno: 2017
Regia: S.Sibilia
Con: E.Leo, P.Sermonti

INTRODUZIONE
A volte, per combattere una minaccia o un criminale, si è costretti a scegliere “il male minore”, per quanto anche questa persona non sia esattamente il miglior modello da seguire.

Sembra essere in parte questo il ragionamento seguito da alcuni personaggi di questa pellicola, vediamo meglio il motivo.

STORIA
Smetto Quando Voglio: Masterclass è il secondo film che vede protagonista la cosiddetta “banda dei ricercatori, formata da alcuni brillanti scienziati disoccupati e “traditi” dalle stesse istituzioni per cui lavoravano.

Questa volta il gruppo viene contattato dalla polizia con una proposta interessante: collaborare alla cattura di una pericolosa organizzazione di spacciatori, in cambio di uno sconto sulla pena.

Tra mille difficoltà e qualche risata la storia giungerà ad un finale “aperto”.

OPINIONI
Effettivamente i film della serie Smetto Quando Voglio presentano alcuni modelli narrativi interessanti: se nel primo l’ispirazione più evidente era Breaking Bad, serie culto molto seguita negli anni passati, in questo film abbiamo a che fare addirittura con un’ispirazione di tipo cinefumettistico, infatti il riferimento palese è a Suicide Squad, una banda di criminali viene temporaneamente liberata per annientare una potenziale minaccia!

Chissà se Sibilia se n’è accorto e se Ayer ha apprezzato, anche se è improbabile perfino che i due non si conoscano, ma sarebbe estremamente divertente!

TECNICAMENTE
Dal punto di vista tecnico il film non si discosta dal suo predecessore: la regia è sempre di buon livello e la fotografia mantiene l’effetto “sotto acido”, anche se, forse, leggermente meno forte, del resto è normale, trattandosi del “capitolo di mezzo” di una trilogia.

CONCLUSIONI
Una buona commedia, brillante e divertente ma che conserva quel fondo di amarezza e di critica sociale che aveva fatto apprezzare anche il primo capitolo.

Uscito da qualche mese nelle sale anche l’ultimo film.


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SMETTO QUANDO VOGLIO RECENSIONE

Posted on 08 Feb 2018 in Cinema

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Titolo: Smetto Quando Voglio
Nazione: Italia
Anno: 2014
Regia: S.Sibilia
Con: E.Leo, P.Sermonti

INTRODUZIONE
La situazione economica in Italia, negli ultimi anni, è difficilissima, per questo molti giovani decidono di scappare all’Estero, per cercare lavoro.

Chi decide di rimanere si deve accontentare di quello che riesce a trovare!

Come possiamo vedere in questo caso anche una carriera apparentemente remunerativa come quella del ricercatore universitario può essere messa in pericolo, costringendo chi la intraprende a cercare rimedi più “creativi”, al limite dell’illegalità.

STORIA
Smetto Quando Voglio è un film che racconta la vicenda di Piero, ricercatore universitario che, dopo essersi visto sospendere i fondi per un progetto da parte dell’Università stessa, decide di mettersi in società con alcuni amici e creare una nuova molecola per sintetizzare una sostanza da commercializzare prima che venga dichiarata illegale.

Ovviamente questa operazione genererà notevoli perplessità da parte del gruppo coinvolto e si rivelerà notevolmente complessa e rischiosa.

OPINIONI
Smetto Quando Voglio è un film comico e quindi, come tale, dovrebbe far ridere.

Il punto è che questa commedia riesce nel suo obiettivo molto bene, ma la risata che ne scaturisce ha un qualcosa di amaro, data la forte carica di critica sociale che ne sta alla base.

Certo, nella realtà nessuno si metterebbe a sintetizzare e a spacciare una nuova droga con la scusa che, essendo appena stata inventata non è ancora stata dichiarata illegale, ma il messaggio passa comunque: si tratta dell’estremizzazione di una situazione disperata, nella quale il talento e la genialità di individui brillanti vengono “sprecati”.

TECNICAMENTE
Dal punto di vista tecnico il film è particolarissimo perché utilizza alcune trovate tecniche molto peculiari: la regia è buona e la fotografia si avvale di colori molto “acidi”, sulle tinte del verde e del giallo, che, nelle intenzioni del regista, dovrebbero riprodurre visivamente la sensazione di un “trip” allucinogeno, effetto che, per quanto mi riguarda, riesce alla perfezione.

CONCLUSIONI
Un film molto divertente ma che, dietro a questo aspetto superficiale e colorato, nasconde una profonda riflessione sullo stato attuale del nostro Paese.


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L’ASSASSINIO DI GIANNI VERSACE RECENSIONE

Posted on 05 Feb 2018 in Televisione

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Titolo: L’Assassinio di Gianni Versace
Nazione: USA
Anno: 2018
Con: E.Ramirez, P.Cruz

INTRODUZIONE
Negli ultimi anni fatti di cronaca relativamente recenti hanno iniziato ad ispirare la fantasia di registi e sceneggiatori che li utilizzano, con opportuni rimaneggiamenti, come base per la creazione dei propri prodotti.

Vediamo, ad esempio, questo caso, che ci tocca da vicino, in quanto trae origine da un fatto avvenuto nel nostro Paese.

STORIA
L’Assassinio di Gianni Versace è la seconda serie tv del “ciclo” American Crime Story, che prende spunto dall’omicidio del noto stilista italiano, avvenuto nel 1997.

La storia utilizza il delitto come pretesto per fornire una propria interpretazione della vicenda, mostrandoci le reazioni del mondo a questa tragica notizia e le indagini della polizia, alla ricerca del colpevole.

OPINIONI
Ho visto tutte e tre le puntate disponibili finora di L’Assassinio di Gianni Versace e devo dire che mi sta coinvolgendo molto.

Non ricordo molto di quando si venne a sapere della morte di Versace, ma, a quanto pare, più che dai fatti in sé e per sé, questa serie tv è tratta da un libro sulla vicenda, probabilmente, gran parte di quello che ci viene mostrato ha una radice letteraria, piuttosto che reale, alcuni avvenimenti potrebbero essere stati “romanzati”, del resto nessuno di noi saprà mai come sono andate realmente le cose.

TECNICAMENTE
L’impianto tecnico di questa serie tv è molto ben riuscito: la regia è molto buona e la fotografia conferisce quell’aspetto “elegante” che ci si potrebbe aspettare da un prodotto ambientato nel mondo della moda.

Il cast è composto, per la maggior parte, da volti noti del mondo dello spettacolo e Penelope Cruz, in particolare, nei panni di Donatella Versace è molto credibile, mentre Darren Criss è inquietantissimo, nei panni dell’escort serial-killer.

CONCLUSIONI
Una trasposizione convincentissima di un romanzo e di un capitolo di cronaca nera italiana che, forse, avevamo dimenticato.


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