SHAZAM! RECENSIONE

Posted on 11 Apr 2019 in Cinema

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Titolo: Shazam!
Nazione: USA
Anno: 2019
Regia: D.Sandberg
Con: Z.Levy, M.Strong

INTRODUZIONE
Per la seconda volta la DC Comics ci mostra di non essere in grado di trattare i cinecomics esclusivamente in maniere “dark”.

Il primo tentativo in tal senso, infatti, avvenne con Suicide Squad. Anche in questo caso, però, si tratta della trasposizione di un personaggio non così conosciuto, vediamo meglio insieme.

TRAMA
Shazam! è un film che racconta le origini di un nuovo supereroe, partendo dalla storia di Billy Badson, orfano con continui problemi di inserimento nelle varie famiglie affidatarie.

Un giorno, nel tentativo di sfuggire ad un gruppo di bulli, Billy si rifugia nella metropolitana, che, improvvisamente, subisce un “guasto”, catapultandolo in un’altra dimensione.

Un mago gli affida i suoi poteri e la capacità di crescere istantaneamente, pronunciando una semplice formula.

Avrà inizio, allora una nuova vita ed una lotta contro le forze del male che minacciano la città e i suoi abitanti.

OPINIONI
Cinematograficamente parlando preferisco i film Marvel, molto più leggeri e divertenti, salvo rari casi, ma Shazam! mi ha dimostrato che anche una casa di produzione “rivale”, passata alla storia per pellicole molto serie e profonde, se vuole, può cimentarsi con produzioni decisamente più colorate e divertenti, di puro intrattenimento.

Un ostacolo può essere rappresentato dal personaggio, ancora non molto conosciuto, staremo a vedere con il possibile sequel.

TECNICAMENTE
Una cosa che potrei condividere riguarda le critiche circa il film dal punto di vista tecnico: le creature evocate dall’antagonista, rappresentanti i Sette Peccati Capitali, infatti, potrebbero non risultare poi così credibili.

Un discorso a parte, secondo me, può essere fatto sui riferimenti presenti nella pellicola, uno in particolare, infatti, denota una certa volontà di prendersi in giro, riguardo ad una pellicola precedente, non apprezzata dal pubblico.

CONCLUSIONI
Un buon prodotto che ha saputo divertirmi in più di un momento.

Rimanete davanti allo schermo fino alla fine dei primi titoli di coda, per assistere ad una piccola scena post-credit.


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R.I.P.D.-POLIZIOTTI DALL’ALDILÀ RECENSIONE

Posted on 09 Apr 2019 in Cinema

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Titolo: R.I.P.D.-Poliziotti dall’Aldilà
Nazione: USA
Anno: 2013
Regia: R.Schwentke
Con: R.Reynolds, M.L.Parker

INTRODUZIONE
La morte, in molti casi, non viene vista come la fine di qualcosa, ma come un nuovo inizio, o meglio è così solo in alcune culture.

Quando questa si configura come una sorta di passaggio per una nuova dimensione, totalmente surreale, il divertimento è garantito.

TRAMA
R.I.P.D.-Poliziotti dall’Aldilà è un film che racconta la storia di Nick, giovane agente impegnato in una difficile operazione per arrestare un pericoloso boss della droga.

Quando l’uomo viene ucciso in servizio da un collega si trova, improvvisamente, in un’altra dimensione ed entra in contatto con il Dipartimento Riposa in Pace, una specie di forza di polizia dell’aldilà.

La sua missione sarà quella di recuperare tutti i frammenti di un misterioso manufatto, al fine di impedirne la costruzione e il ritorna dei morti sulla Terra.

OPINIONI
R.I.P.D.-Poliziotti dall’Aldilà è un film che si configura, di fatto, già in partenza, come una parodia dei classici polizieschi: il nome stesso del Dipartimento, infatti, gioca fin da subito con un’ambiguità, infatti, in inglese R.I.P. significa “Riposa in Pace” e P.D. “Police Department”, ovvero Dipartimento di Polizia, quindi, anche se la sigla non venisse spiegata nei primi minuti del film sarebbe, comunque, facilmente intuibile.

TECNICAMENTE
Credo che, dal punto di vista tecnico, più che di effetti visivi si possa quasi parlare di veri e propri effetti speciali, dal momento che, secondo me, alcune cose all’interno del film siano state realizzate sfruttando veri e propri “effetti speciali tangibili”, piuttosto che effetti digitali.

Le creature, ad esempio, i cosiddetti Dead-O, sembrano ottenuti utilizzando maschere e pupazzi, anche se, non essendo esperto, potrei sempre sbagliarmi.

CONCLUSIONI
Un film che parte da una buona idea e la sviluppa in modo abbastanza originale e divertente.

È un po’ “vecchio”, ma merita una visione.


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MAMMA MIA!-CI RISIAMO RECENSIONE

Posted on 08 Apr 2019 in Cinema

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Titolo: Mamma mia! Ci risiamo
Nazione: USA
Anno: 2018
Regia: O.Parker
Con: A.Seyfried, D.Cooper

INTRODUZIONE
A volte, quando si cerca di organizzare un evento importante, si vuole che tutto vada per il verso giusto, soprattutto se si lavora tanto per portare a termine un determinato progetto e l’evento menzionato prima ne segna la conclusione.

Purtroppo in questo caso, la protagonista dovrà affrontare diversi problemi prima di raggiungere il suo obiettivo.

TRAMA
Mamma mia! Ci risiamo è un film tratto da una storia totalmente originale, a differenza del precedente.

Sono passati anni dalla morte di Donna e Sophie ora vorrebbe inaugurare un nuovo albergo sull’isola che, in qualche modo, possa rendere omaggio alla madre.

Contemporaneamente assistiamo alla storia del personaggio di quest’ultima, ambientata nel 1979 e all’estate in cui la ragazza conobbe, nel corso di un’estate, tre giovani, avendo una piccola storia con ognuno di loro.

OPINIONI
Lo so, la trama di Mamma mia! Ci risiamo riassunta nel punto precedente crea una leggera confusione, ma, se avete visto il film precedente, torna tutto quanto.

Risulta subito chiara, fin dai primi minuti, l’assenza di Donna “per cause di forza maggiore”, quindi ci si sposta, quasi fin da subito, tra passato e presente e questa sorta di ping-oong è presente nel corso di tutta la pellicola.

Qui facciamo anche la conoscenza della nonna di Sophie che, in un certo senso, è uno “spirito libero” come la figlia.

TECNICAMENTE
L’aspetto tecnico si mantiene sul livello del film precedente, restituendo perfettamente l’idea della spensieratezza e della leggerezza tipiche sia della giovinezza che dell’estate.

Immancabili, anche in questo caso, le canzoni degli ABBA, sia i classici più conosciuti, che vengono anche “canticchiati” dai personaggi, sia alcuni brani che, magari, sono noti quasi solo presso u fan del gruppo, ad eccezione di una canzone in particolare, collocata, più o meno, verso il finale.

CONCLUSIONI
Non è da tutti ed è anche piuttosto difficile realizzare il sequel di un’opere riconosciuta ed apprezzata da molti, devo dire che, in questo caso, ho gradito il risultato.


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MAMMA MIA! RECENSIONE

Posted on 04 Apr 2019 in Cinema

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Titolo: Mamma mia!
Nazione: OK/Germania
Anno: 2008
Regia: P.Lloyd
Con: M.Streep, P.Brosnan

INTRODUZIONE
Le storie estive sono qualcosa di molto comune, al punto tale che certe persone riescono ad averne anche più di una all’anno.

Se si è particolarmente “leggeri” può capitare che tali relazioni producano un certo frutto e che, a distanza di qualche anno, si cerchi di fare il possibile per rintracciarne l’origine, come accade in questo caso.

TRAMA
Mamma mia! è la trasposizione cinematografica di un celebre musical, rappresentato ancora oggi dalle compagnie teatrali.

Sophia è una ragazza prossima alle nozze che, come da tradizione, vuole essere accompagnata all’altare dal padre.

Il problema è che la madre della ragazza, da giovane, ha avuto tre piccole “avventure” nel corso della stessa estate, quindi bisogna cercare di capire chi potrebbe essere il vero padre della giovane prima del suo matrimonio.

La “convivenza” tra i tre ex-pretendenti della donna darà il via ad una catena di situazioni assurde.

OPINIONI
Mamma mia! è una trasposizione cinematografica che rappresenta il classico esempio di “commedia degli equivoci”: i tre uomini in questione non sanno l’uno della presenza degli altri, così come non sono a conoscenza del vero motivo dell’invito.

Una situazione piuttosto verosimile, dal mio punto di vista, che potrebbe capitare abbastanza facilmente anche nella vita reale: spesso le donne hanno più di un partner e può capitare che, da una di queste relazioni nasca un figlio e che, anni dopo, non si riesca più a risalire all’identità del vero padre.

TECNICAMENTE
Essendo la trasposizione cinematografica di un musical la colonna sonora è molto importante e composta interamente da brani del suddetto, cantati dagli interpreti, in questa versione, dagli interpreti della pellicola, ma passati alla storia grazie agli ABBA, un famoso gruppo musicale anni Settanta.

CONCLUSIONI
Un musical molto suggestivo, frizzante e divertente,

Disponibile da qualche tempo anche un sequel/prequel, con protagonista la madre di Sophia.


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THE PROTECTOR RECENSIONE

Posted on 02 Apr 2019 in Televisione

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Titolo: The Protector
Nazione: Turchia
Anno: 2018
Con: Ç.Ulusoy, A.A.Turan

INTRODUZIONE
Primo tentativo orientale di approccio ad una materia, finora, quasi esclusivamente americana,

Stiamo parlando, infatti, di quella che potrebbe essere una trasposizione fumettistica in stile Marvel. Vediamo meglio nel dettaglio.

TRAMA
The Protector è la prima serie tv supereroistica turca, con una trama che potrebbe essere considerata una sorta di “origin story”.

Hakam è un ragazzo che ha perso i genitori da piccolo, uccisi da quello che lui credeva essere un rapinatore,

Presto, però, riceverà in dono una misteriosa “maglia magica” e verrà a conoscenza della sua identità di Protettore, una sorta di prescelto, il cui scopo è quello di eliminare L’Ultimo Immortale.

OPINIONI
Ho apprezzato abbastanza The Protector, si tratta di una serie tv che, come accennato precedentemente, offre una versione nuova di un tema piuttosto diffuso ultimamente: il Protettore è, di fatto, una sorta di supereroe, apparentemente invincibile.

Alcuni tratti, poi, ricordano, seppur vagamente alcuni “esperimenti falliti” e recentemente cancellati, le serie Marvel-Netflix.

Non voglio anticipare troppo, diciamo solo che uno riguarda le modalità di “utilizzo” della maglia magica e uno ha a che vedere con ciò che questo comporta.

Non si tratta di una semplice “copia”, intendiamoci, piuttosto è lecito pensare che questo materiale abbia funzionato come “ispirazione”.

TECNICAMENTE
Anche a livello tecnico questa serie ricorda leggermente le sue controparti occidentali, con effetti visivi e speciali che, però, sono molto più spettacolari e che difficilmente si trovano nelle serie tv americane. Questo tipo di spettacolarizzazione, infatti, in quei casi, è riscontrabile specialmente nelle produzioni cinematografiche che, probabilmente, in quanto tali, in Occidente, godono di un budget più alto.

CONCLUSIONI
Una produzione che, pur non partendo da materiale preesistente, come fumetti o graphic-novel, ne conserva lo spirito e l’estetica, almeno in superficie.

Attualmente annunciata la seconda stagione, in uscita prossimamente.


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THE ORDER RECENSIONE

Posted on 01 Apr 2019 in Televisione

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Titolo: The Order
Nazione: USA
Anno: 2019
Con: J.Manley, S.Grey

INTRODUZIONE
La magia, intesa come forza in grado di permetterti di compiere cose normalmente impossibili o inconcepibili, era un argomento molto in voga nelle produzioni televisive e cinematografiche del passato. Eccola tornare alla ribalta grazie a questo nuovo prodotto.

TRAMA
The Order è una nuova serie tv che racconta la storia di Jack che, dopo aver perso la madre in circostanze inspiegabili, viene accettato in una prestigiosa Università.

Fin da subito il ragazzo entrerà in contatto con una misteriosa organizzazione segreta chiamata L’Ordine Ermetico della Rosa Blu e con I Cavalieri di San Cristoforo, contrapposta all’Ordine e che sembra avere l’obiettivo di distruggerlo.

Jack si troverà, così, coinvolto in quello che pare un conflitto antico tra queste due forze.

OPINIONI
Risulta chiaro quasi immediatamente che The Order si pone come qualcosa che tenta di trattare la magia in modo più “serio” rispetto alle classiche produzioni per ragazzi.

La serie tv in questione ha, infatti, toni leggermente più cupi e maturi, rispetto a quelli a cui siamo già abituati, il tutto inserito nel tipico contesto del college americano, fatto di organizzazioni gerarchiche e società segrete.

Lo stesso Ordine, infatti, almeno inizialmente, sembra configurarsi come una di queste.

TECNICAMENTE
Penso, non essendo un esperto di effetti visivi o speciali, che questa serie tv faccia un uso piuttosto ampio dei primi, soprattutto per le scene di “trasformazione”, limitando i secondi ai momenti in cui devono essere messi in scena i classici combattimenti tra creature mostruose che potrebbero essere realizzate come “pupazzoni”, animatronics per simulare una loro reale presenza in scena, tecnologie sicuramente più costose ma che, secondo alcuni, offrono una resa migliore rispetto alla realizzazione digitale.

CONCLUSIONI
Come avete potuto capire si tratta di qualcosa che offre un punto di vista diverso circa una materia sulla quale, apparentemente “era già stato detto tutto”.


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MOONLIGHT RECENSIONE

Posted on 28 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Moonlight
Nazione: USA
Anno: 2016
Regia: B.Jenkins
Con: T.Rhodes, J.Monàe

INTRODUZIONE
Crescere può essere un processo lungo, difficile e a volte persino doloroso ma, spesso, si viene aiutati da persone che dovrebbero avere il compito di aiutarti e guidarti nelle scelte giuste.

Se si vive in contesti e situazioni particolarmente difficili e degradati può essere ancora più complicato.

TRAMA
Moonlight è un film che racconta la difficile esperienza di crescita di Chiron, ragazzino che vive in una realtà molto difficile, in cui la criminalità e lo spaccio sembrano essere le uniche alternative possibili. Fortunatamente nel suo percorso il giovane incontrerà alcune figure che proveranno ad insegnargli parte dei valori fondamentali per affrontare la vita.

OPINIONI
Moonlight non è un film semplice e “per tutti”, sia per quanto riguarda le tematiche affrontate: la crescita in un quartiere difficile e apparentemente senza speranza, pieno di criminalità e tossicodipendenza, sia per l’approccio che sceglie di adottare per trattarle, superficialmente senza speranza e senza possibilità di riscatto.

La storia segue il protagonista in quasi tutta la sua evoluzione, durante la quale, comunque, questa sensazione sembra accompagnarlo costantemente.

TECNICAMENTE
Questo senso di “disperazione” viene trasmesso efficacemente anche grazie al comparto tecnico, con una fotografia dai colori sempre molto freddi.

Il film è diviso, idealmente, in tre parti che rappresentano altrettante fasi della vita di Chiron, ognuna contrassegnata da un titolo e interpretata da un attore diverso che rappresenta il bambino, l’adolescente e l’adulto.

In un certo senso si cerca di accennare anche all’omosessualità, ma l’argomento viene presto abbandonato, non essendo il fulcro principale della storia.

CONCLUSIONI
Intenso, suggestivo ed emozionante, anche se, certamente, non facile da “digerire”, una pellicola che merita una visione.

Vincitrice dell’Oscar come Miglior Film nel 2016, anche se, probabilmente, ciò non significa molto, per alcuni.

Provate, comunque, a recuperarla, se e dove possibile.


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