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DOCTOR STRANGE RECENSIONE
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Titolo: Doctor Strange

Nazione: USA

Anno: 2016

Regia: S.Derrickson

Con: B.Cumberbatch, A.MacAdams

INTRODUZIONE

Quattordicesimo lungometraggio targato Marvel Studios, ispirato ad un personaggio foese ancora poco conosciuto dell’universo fumettistico di questa etichetta.

Questa volta, però. ci troviamo in presenza di un prodotto molto particolare, vediamo meglio perché.

STORIA

Doctor Strange è un film che racconta la storia di Steven, brillante e bravissimo neurochirurgo che, un giorno, a causa di un grave incidente, perde quasi completamente l’uso delle mani.

Impossibilitato a proseguire il suo lavoro l’uomo cade in una profonda depressione, almeno fino a quando non viene a conoscenza di un misterioso individuo, chiamato l’Antico, in grado di curare danni anche gravi con metodi “alternativi”.

Steven decide, allora, di recarsi in un luogo chiamato Kammartaj, sulle tracce di questo guaritore, entrando, così, in contatto con una mistica comunità di monaci e con un mondo completamente nuovo.

OPINIONI

Doctor Strange è un film innovativo e suggestivo, innovativo perché introduce per la prima volta nell’universo marvelliano il concetto di magia e suggestivo per le ambientazioni e gli effetti visivi altamente spettacolari.

Non si tratta propriamente del primo film che introduce il tema della magia, in quanto se n’era già parlato in Thor, pellicola di qualche anno fa, ma in quel caso, si trattava semplicemente di tecnologia enormemente avanzato, al punto da apparire quasi magica a coloro non in grado di comprenderla.

TECNICAMENTE

Il film è, come quasi tutti i suoi predecessori, altamente spettacolare dal punto di vista tecnico.

Ciò che colpisce in modo particolare sono gli effetti visivi, realizzati, a mio parere, con grande cura, seppure con l’evidente utilizzo della computer grafica.

In certi momenti l’effetto ottenuto è quello di un “viaggio” sotto allucinogeni, ma comunque molto ben riuscito.

CONCLUSIONI

Un film molto interessante, che apre le porte a quella che potrebbe essere una nuova strada del filone supereroistico.

Come sempre si consiglia di rimanere in sala fino alla fine dei titoli di coda, per godere di ben due scene post-credits, l’ultima delle quali anticipa l’evidente intenzione di produrre un sequel.


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