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BORED TO DEATH RECENSIONE
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Titolo: Bored to Death
Nazione: USA
Anno: 2009
Con: J.Schwatzman, Z.Galifianakis

INTRODUZIONE
Tutti, almeno una volta, hanno pensato di provare a cercare un piccolo lavoretto, magari per raccogliere soldi per potersi permettere qualche piccolo “sfizio”.

Il problema nasce quando la motivazione che ci spinge a farlo è sbagliata e non si possiedono le opportune qualifiche per farlo, come in questo caso.

STORIA
Bored to Death è una serie tv che racconta la storia di Jonathan Ames, aspirante scrittore in crisi che, dopo essere stato lasciato dalla sua ragazza, in preda, forse, ad una sbronza da vino bianco, il suo vizio più grande, decide di pubblicare un annuncio su Craig’s List, spacciandosi per un investigatore privato.

Sfortunatamente per lui ciò che era iniziato come un gioco, si trasformerà, fin troppo presto, in un vero e proprio secondo lavoro.

OPINIONI
Ho visto oggi i primi due episodi di Bored to Death e devo dire di averli apprezzati moltissimo.

Si vede molto chiaramente che questa serie tv vuole fare la parodia del filone noir, anche se qui ci troviamo in un contesto più contemporaneo e non nella Los Angeles anni Quaranta.

Quello che si capisce fin da subito e che non ho trovato una buona mossa, invece, è scrivere l’annuncio specificando di non avere la licenza.

Ottima mossa, se vuoi farti arrestare, ma non se vuoi che i tuoi clienti ti prendano sul serio, eppure sembra funzionare.

TECNICAMENTE
Essendo una serie tv a carattere comico l’aspetto tecnico è quasi quello classico  del genere, anche se, avendo appena iniziato a guardarla, non posso dirlo con certezza.

La sigla, però, è molto carina, in quanto è realizzata in stile libro animato, con la tecnica che si usa per creare i cartoni animati, per capirci, o almeno così pare.

CONCLUSIONI
Una serie brillante e spiritosissima, che recupera un genere cinematografico importante come il noir, riattualizzandolo in modo fresco e leggero.


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