BLACK MIRROR: BANDERSNATCH RECENSIONE

Posted on 28 Gen 2019 in Attualità, Cinema, Tecnologia, Televisione, Videogiochi

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Titolo: Black Mirror: Bandersnatch
Nazione: USA
Anno: 2018
Con: F.Whitehead, A.Lowe

INTRODUZIONE
Teoricamente un film o un episodio di una serie televisiva dovrebbero essere una cosa totalmente differente da un videogioco, dato che si tratta di due media diversi, ognuno con linguaggi e regole proprie.

Esistono casi, però, in cui, per tentare di fare qualcosa di originale ed innovativo, questi due prodotti si contaminano a vicenda, come in questo caso.

TRAMA
Black Mirror: Bandersnatch è il primo e finora unico esperimento interattivo, basato su una popolarissima serie tv inglese che esamina, estremizzandole, le possibili problematiche derivanti da un uso eccessivo della tecnologia.

Stefan è un giovane programmatore che viene assunto da un’azienda con il compito di creare il prossimo successo videoludico.

La pressione sarà tanta e tale da spingere il ragazzo alla pazzia.

OPINIONI
Black Mirror: Bandersnatch è un esperimento interattivo, quindi, per sua stessa natura, molto più simile ad un videogioco che ad un prodotto televisivo classico.

In quest’ottica posso anche comprendere che qualcuno abbia “storto il naso”: credi di guardare un normale episodio di una serie tv e ti ritrovi, di fatto, davanti ad un videogioco più o meno strutturato come un’avventura grafica,  simile ad una produzione TellTale, piuttosto che alla puntata di uno show. Bisogna, in un certo senso, sapersi “adeguare” al progresso, informarsi e capire a cosa si sta andando incontro.

Una volta acquisite queste premesse, poi, è ovvio che, allo “spettatore medio” possa anche non piacere, non siamo tutti uguali.

TECNICAMENTE
Questo esperimento interattivo ha anche alcuni lati negativi, che vengono allo scoperto soprattutto per quanto riguarda il “gameplay”.

Effettivamente, in alcuni punti, la storia ti “costringe” a tornare indietro, obbligandoti a compiere una determinata azione, quindi  può essere difficile arrivare alla fine.

Le “scelte”, però, sono ben integrate e il possibile “stop” alla trama  viene sostituito da particolari inquadrature sui personaggi.

CONCLUSIONI
Un prodotto, in un certo senso, di non facile collocazione, che si inserisce in un ambito inusuale per la televisione e il cinema.

Non so voi, ma io spero che, in un certo senso, questo possa essere solo l’inizio di qualcosa di nuovo.


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LA FRECCIA AZZURRA RECENSIONE

Posted on 06 Dic 2018 in Cinema

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Titolo: La Freccia Azzurra
Nazione: Italia
Anno: 1996
Regia: E.D’Alò
Con le Voci di: D.Fò, L.Costa

INTRODUZIONE
Le feste si avvicinano e non c’è migliore occasione per recuperare alcuni vecchi classici animati che, magari, hanno “fatto la nostra infanzia”, anche se non si tratta del solito cartone della major di turno. Esaminiamo insieme questo piccolo gioiello.

STORIA
La Freccia Azzurra è un film animato ambientato nel periodo immediatamente successivo al Natale, con la città ancora decorata a festa.

Francesco è un ragazzino che ha deciso di scrivere la lettera alla Befana chiedendole un solo semplice regalo, un trenino azzurro.

Purtroppo, il commesso del negozio di giocattoli, il signor Scarrafoni, ha deciso che, quell’anno, i bambini non dovranno più ricevere i regali gratuitamente, ma acquistarli.

Toccherà, allora, ai giocattoli stessi, animatisi come per magia, imbarcarsi in un lungo viaggio per raggiungere il nostro protagonista.

OPINIONI
La Freccia Azzurra è un tipico film per bambini e ragazzi. un po’ “vintage”, infatti risale al periodo in cui circolavano ancora le videocassette.

La cosa particolare di questo cartone animato è che, pur trovandoci sotto le feste, non viene nominato Babbo Natale ma la Befana. i nomi dei personaggi sono, comunque, italiani, quindi si può presumere che ci troviamo, comunque, nel nostro Paese, ma l’ambientazione vera e propria rimane, comunque, abbastanza indefinita.

TECNICAMENTE
Trattandosi di un film animato possiamo dire che, pur risalendo a metà anni Novanta, per quello che ricordo, la qualità dei disegni e delle animazioni era, tutto sommato, molto buona.

Il doppiaggio è ben riuscito e si avvale di un nome illustre, Dario Fò, all’epoca famoso attore teatrale, scomparso, se ben ricordo, in tempi relativamente recenti.

CONCLUSIONI
Un classico natalizio che merita una visione, sebbene leggermente diverso dal solito, in quanto non si avverte più di tanto l’atmosfera propria di questa festa.

Purtroppo non sono in grado di dirvi quanto e se sia facilmente recuperabile.


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LE LEGGI DELLA TERMODINAMICA RECENSIONE

Posted on 05 Dic 2018 in Cinema

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Titolo: Le Leggi della Termodinamica
Nazione: Spagna
Anno: 2018
Regia: M.Gil
Con: V.Sanz, B.Vàzquez

INTRODUZIONE
L’amore, di qualunque natura sia, è un sentimento potentissimo, in grado di farci compiere anche le follie più esagerate, pur di attirare l’attenzione della persona che ci attrae.

Sfortunatamente, a volte, si tenta di analizzare ciò che accade in questi casi da un punto di vista “scientifico” e qui, in un certo senso, ne abbiamo un esempio.

STORIA
Le Leggi della Termodinamica è un film che cerca di ripercorrere, in un modo tutto particolare, la storia d’amore tra Manel, timido insegnante di scienze, ed Elena, una bellissima modella.

Stranamente, forse a causa della goffaggine dell’uomo, il rapporto tra i due continua a “naufragare”, secondo Manel proprio a causa di alcune leggi fisiche, che rappresentano, di fatto, la sua ossessione.

OPINIONI
Le Leggi della Termodinamica è un film fin qui esposto in maniera molto “confusa”: non si può, di fatto, pretendere di spiegare un sentimento complesso come l’amore in maniera logica, fredda e razionale, per quanto, ne sono sicuro, alcune persone lo preferirebbero.

Il personaggio di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory insegna!

TECNICAMENTE
Il film alterna riprese tradizionali a “girato” di un finto programma televisivo di stampo scientifico, allo scopo di tentare di spiegare allo spettatore le Leggi della Termodinamica citate nel titolo, principi fondamentali della fisica.

Questo sistema, dal mio punto di vista è piuttosto “straniante” e rende la pellicola, di fatto, più simile ad un documentario che ad un prodotto cinematografico, questo, però. porta, inevitabilmente ad uno “stop” della trama, che viene abbandonata in favore di “spiegoni” di matrice scientifica.

CONCLUSIONI
Soggettivamente uno dei pochi passi falsi commessi da Netflix nell’ultimo periodo, una sorta di “Fisica Quantistica per Imbranati”.

Per me è un grosso “no” o meglio ne consiglio la visione solo se credete di essere in grado di comprendere la fisica.


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100 VOLTE NATALE RECENSIONE

Posted on 03 Dic 2018 in Cinema

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Tutolo: 100 Volte Natale
Nazione: USA
Anno: 2013
Regia: N.Ganatra
Con: Z.Gordon, M.Parker

INTRODUZIONE
Il Natale è una festa bellissima e magica, attesa per tutto l’anno da grandi e piccoli.

Immaginate, però, di aver trascorso una giornata terribile, anche se immersa in questa allegra atmosfera e di essere costretti, in qualche modo, a ripeterla più volte, esattamente come accade in questo caso.

STORIA
100 Volte Natale è un film particolarissimo che racconta la strana storia di Pete, quattordicenne che si trova a trascorrere il Natale più brutto della propria vita.

Risvegliatosi il ragazzo scopre di essere intrappolato in un loop temporale e di essere costretto a ripetere varie volte la giornata appena trascorsa.

Dopo qualche tentativo Pete comprenderà di essere in grado di cambiare gli eventi.

OPINIONI
100 Volte Natale è un film estremamente “strano”, risultato, di fatto della fusione tra una commedia natalizia classica e una vecchia pellicola di qualche decennio fa. Ricomincio da Capo, nella quale, di fatto, veniva introdotto il concetto del loop temporale, giustificato, di fatto, con il pretesto narrativo del cosiddetto “Giorno della Marmotta”.

Credo che, in effetti, sia partito tutto da lì, visto che questa particolarità, da allora, è stata introdotta più volte, in vari prodotti audiovisivi.

TECNICAMENTE
Trattandosi, di fatto, di un film che si basa sulla ripetizione contestualizzata della stessa sequenza di scene per più volte di seguito, non abbiamo grandi particolarità o innovazioni dal punto di vista tecnico. La storia, però, seppur non originale, è molto divertente e l’ambientazione natalizia è resa molto bene, grazie al sapiente uso di luci, colori e fotografia.

CONCLUSIONI
Un film ideale per aprire la stagione natalizia con un pizzico di allegria e stravaganza, sebbene anche la morale dj fondo risulti, più o meno, facilmente intuibile da subito: a Natale non è importante ricevere regali, ma trascorrere il tempo con i propri cari.


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FERDINAND RECENSIONE

Posted on 30 Nov 2018 in Cinema

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Titolo: Ferdinand
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: C,Saldanha
Con le Voci di: F.DeFlaviis. C.Gioncardi

INTRODUZIONE
Dopo il Dia de los Muertos si torna in Spagna per esplorare un’altra antica tradizione, tanto spettacolare quanto crudele, la corrida.

Il protagonista di questa vicenda si trova “invischiato” in questo “balletto mortale” a causa di un equivoco. Vediamo meglio come.

STORIA
Ferdinand è un film che prende il titolo dal nome del protagonista della vicenda, un piccolo toro, amante dei fiori e della natura, tenero e sensibile.

Un giorno il nostro amico decide di recarsi al Festival dei Fiori che si tiene in una città vicina.

Lì, a causa di un incidente con un’ape, l’animale verrà catturato e inviato in un allevamento, nel quale verrà scelto come avversario dal famoso torero “El Primero” per la sua ultima corrida.

OPINIONI
Ferdinand è un film che mi ha colpito molto, sia per le tematiche trattate, sicuramente non facili da esporre in un prodotto animato per bambini e ragazzi, sia per alcune frasi pronunciate dai personaggi stessi e per quello che rappresentano.

C’è una frase, in particolare, che ho trovato raggelante: “I teneri non sopravvivono” o qualcosa di simile, pronunciata da Valiente, l’antagonista, che sembra voler dire che, per essere veri uomini, non si può e non si deve essere dolci, teneri e sensibili, un messaggio sbagliatissimo su un ideale di mascolinità distorta che, purtroppo, è veramente sostenuto da alcuni uomini.

TECNICAMENTE
Trattandosi di un film animato ci sono alcuni fattori particolari da tenere in considerazione: la regia è piuttosto buona e ormai, in alcuni casi, eguaglia quella delle pellicole con attori in carne ed ossa.

I colori sono bellissimi, molto brillanti nelle scene all’esterno ma si “stemperano” leggermente in alcuni punti, per sottolineare u passaggi più “drammatici”.

Contrariamente a quanto accade di solito, in Italia, si è deciso di lasciare il doppiaggio nelle mani di quelli che credo siano doppiatori professionisti.

CONCLUSIONI
Un film gradevole e ben realizzato, adatto a grandi e piccoli e con una morale forse non troppo scontata e facile da comprendere.


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IL RAGAZZO INVISIBILE- SECONDA GENERAZIONE RECENSIONE

Posted on 28 Nov 2018 in Cinema

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Titolo: Il Ragazzo Invisibile- Seconda Generazione
Nazione: Italia
Anno: 2017
Regia: G.Salvatores
Con: L.Girardello, K.Rapoport

INTRODUZIONE
Secondo capitolo delle storie del Ragazzo Invisibile che, questa volta, si troverà ad affrontare una minaccia molto più seria della precedente.

Se essere esclusi perché considerati diversi è orribile, non è detto che ritrovare la propria famiglia d’origine possa essere la soluzione migliore!

STORIA
Il Ragazzo Invisibile- Seconda Generazione è il seguito di quello che può essere considerato, forse, il primo film supereroistico prodotto e ambientato in Italia.

Dopo la morte della madre adottiva, a causa di un incidente stradale, Michele cerca di vivere la propria vita come un normale adolescente.

Una mattina il ragazzo si risveglia in una nuova casa, con una donna che afferma di essere la sua vera madre e scopre di avere una sorella.

Inizialmente la situazione sembra idilliaca, purtroppo gli eventi sono destinati a precipitare inesorabilmente.

OPINIONI
Anche Il Ragazzo Invisibile- Seconda Generazione mi ha entusiasmato parecchio: avevo sentito parlare di questo film già parecchio tempo fa e sono contento che sia stato realizzato, dal momento che, se non ricordo male, dopo l’annuncio ufficiale, la pellicola ha rischiato la cancellazione.

Sinceramente sarebbe stato un peccato se questa voce si fosse rivelata vera, viste le premesse gettate dalla scena post-credit del suo predecessore.

Da quello che ho capito, inoltre, per chi fosse curioso di approfondire ulteriormente questo universo, sono stati ideati anche alcuni libri e fumetti che espandono la storia.

TECNICAMENTE
Forse un aspetto che potrebbe non convincere molto sono gli effetti visivi e il comparto tecnico in generale: i primi, infatti, non risultano magari così credibili come nel film precedente.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico più generale, invece, non sono rimasto molto convinto dalla recitazione, un po’ “a mezza voce”, che non permette di cogliere interamente alcuni dialoghi.

CONCLUSIONI
Un film molto interessante, anche se con qualche problema, con un buon messaggio di fondo e che rappresenta una buona occasione per il nostro cinema.


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