MEN IN BLACK RECENSIONE

Posted on 22 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Men in Black
Nazione: USA
Anno: 1997-2012
Regia: B.Sonnenfeld
Con: T.L.Jones, W.Smith

INTRODUZIONE
Quante volte, nel corso di varie trasmissioni televisive, abbiamo sentito avanzare ipotesi circa l’esistenza di altre forme di vita intelligenti di origine extraterrestre?

Immaginate, solo per un momento, che tutto questo sia vero, cosa accadrebbe?

Scopriamolo insieme, analizzando un’altra trilogia cult fantascientifica.

TRAMA
Men in Black è una trilogia, creata tra la fine degli anni Novanta e la metà degli anni Duemila, che racconta le vicende di un’immaginaria agenzia governativa segreta il cui compito è quello di regolamentare e controllare l’arrivo di potenziali minacce aliene sulla Terra, “eliminandone” qualsiasi prova e testimonianza, al fine di prevenire la diffusione del panico.

La serie approfondisce, ovviamente, anche il rapporto tra i due protagonisti, l’Agente K il veterano dell’organizzazione e l’Agente J, il “novellino”, coinvolto, inizialmente, suo malgrado, in un inseguimento con un criminale alieno.

OPINIONI
Anche in questo caso, come è accaduto con Matrix, si tratta di una trilogia che non avevo mai visto o meglio, forse l’avevo già vista, ma non me la ricordavo, dal momento che ero molto piccolo.

Certamente, però, si tratta di qualcosa di non particolarmente originale, almeno per quanto riguarda le dinamiche, la strana coppia, uno più controllato e calmo che bilancia l’altro, un po’ più impulsivo.

TECNICAMENTE
Trattandosi di una trilogia che si sviluppa a cavallo tra gli anni Novanta e il Duemila si assiste ad un progressivo avanzamento tecnologico, sebbene si tratti di prodotti il cui principale marchio di fabbrica è costituito dalla presenza massiccia di effetti speciali tangibili più che di effetti visivi e CGI, almeno così mi è parso.

Men in Black è una delle poche produzioni in cui si preferiva puntare sull’aspetto “artigianale”, almeno per la realizzazione delle varie creature.

CONCLUSIONI
Una trilogia divertente e spettacolare, che unisce fantascienza e commedia in un mix molto ben riuscito. Prossimamente al cinema il “quarto” capitolo: Men in Black-International.


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MATRIX RECENSIONE

Posted on 21 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Matrix
Nazione: USA
Anno: 1999-2003
Regia: A. e L.Wachowski
Con: K.Reeves, K.A,Moss

INTRODUZIONE
Ben prima di pellicole come Ready Player One, Pixels o Game Therapy, ambientate, come noto, nel mondo videoludico, erano già stati affrontati argomenti e concetti importanti come la realtà virtuale, la simulazione e il libero arbitrio.

Affrontiamo. Allora una sintetica analisi di quella che è stato,  uno dei pilastri del genere fantascientifico inteso in un certo modo.

TRAMA
Matrix è una trilogia di film che si colloca a cavallo tra gli anni Novanta e i primissimi anni Duemila. La storia, in realtà piuttosto complessa, si fonda su una sorta di archetipico “cammino dell’eroe”, presentandoci l’evoluzione del giovane Thomas, timido tecnico informatico che conduce una sorta di doppia vita, in quanto, al di fuori dell’orario di lavoro, opera segretamente come hacker.

Le sue capacità verranno notate da un gruppo di individui con l’obiettivo di “liberare l’umanità” e di sconfiggere le macchine.

OPINIONI
Non avevo mai visto la trilogia di Matrix fino a qualche giorno fa e devo dire che si tratta di qualcosa che, anche visto con gli occhi di adesso, risulta molto suggestivo.

Certo, i film di oggi ci hanno abituato ad un altro tipo di spettacolo e ad effetti visivi e speciali realizzati, magari, anche meglio, ma, indubbiamente, anche questi risultano, dal mio punto di vista. molto ben realizzati, tenendo conto che si tratta di una produzione “di fine secolo” / inizio “nuovo millennio”.

TECNICAMENTE
Tenendo conto di quanto detto, si può dire che, nel complesso, gli effetti digitali di questa trilogia siano molto buoni.

Una cosa che, forse, può dare noia è la fotografia, sui toni del verde, fino al terzo capitolo, nel quale rientriamo, finalmente, “nel mondo reale”, ma, come ben sa chi si occupa d’informatica e programmazione, questo è caratteristico degli ambienti di lavoro virtuali utilizzati per la scrittura di codici, quindi, trattandosi, di fatto, di avventure in un mondo “simulato”, l’effetto è più che voluto.

CONCLUSIONI
Una trilogia spettacolare, che consiglio a tutti gli appassionati di informatica e in un certo senso, anche agli studiosi/studenti di filosofia, in quanto pone riflessioni interessanti in tale ambito.


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JHON WICK-CAPITOLO 2 RECENSIONE

Posted on 15 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Jhon Wick-Capitolo 2
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: C.Stahelski
Con: K,Reeves, R,Scamarcio

INTRODUZIONE
Secondo capitolo delle avventure del sicario vendicatore, costretto a rientrare in attività dopo la brutale aggressione di una banda di rapinatori.

Preparatevi a qualche piccola sorpresa, grazie alla presenza di alcuni volti noti anche del cinema italiano!

TRAMA
Dopo i fatti raccontati nel primo film Jhon Wick è rientrato ufficialmente in attività, questa volta ingaggiato dal giovane gangster italiano Santino D’Antonio.

La missione, apparentemente semplice, sarà quella di infiltrarsi nell’organizzazione criminale La Gran Tavola, con l’obiettivo di uccidere il suo capo, la futura madrina Gianna D’Antonio.

OPINIONI
Jhon Wick-Capitolo 2 è un film che, come accennato precedentemente, riserva quasi fin dai primi minuti qualche sorpresa: in primo luogo il ruolo del cattivo è affidato qui ad un attore italiano noto soprattutto per i suoi ruoli nelle pellicole sentimentali per ragazzine, Riccardo Scamarcio, utile, se non altro, per contestualizzare il fatto che, questa volta, la vicenda si svolga quasi interamente in Italia, motivo per cui vediamo anche altri volti noti del nostro cinema, come Franco Nero o Claudia Gerini.

TECNICAMENTE
Jhon Wick-Capitolo 2 è un film che si dimostra sufficientemente all’altezza del suo predecessore, con scene d’azione che sono, più o meno, ben costruite dal punto di vista tecnico.

Per una volta, inoltre, il fatto che un film americano sia ambientato in Italia non ha dato luogo ai soliti stereotipi sugli italiani all’estero, come accade, invece, in altri casi.

Se devo trovare un difetto posso dire che l’interpretazione e il doppiaggio di alcuni attori non mi hanno convinto molto, in particolare Scamarcio che, forse, risulta, in questo caso, leggermente inespressivo e piatto.

CONCLUSIONI
Un film che, come il primo, mantiene ciò che promette, fornendo un buon intrattenimento e una caratterizzazione dei personaggi, seppure tra alti e bassi, abbastanza soddisfacente.

Attendiamo ansiosi il capitolo 3, previsto in uscita nei prossimi mesi.


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JHON WICK RECENSIONE

Posted on 14 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Jhon Wick
Nazione: USA
Anno: 2014
Regia: C,Stahelski
Con: K.Reeves, M.Nyqvist

INTRODUZIONE
L’affetto per un animale domestico è un sentimento bellissimo, che diventa ancora più forte con il passare del tempo, specialmente se questo rappresenta l’ultimo ricordo di una persona amata, scomparsa prematuramente.

Perdere l’animale in questione, in modo altrettanto prematuro, allora, può scatenare, specialmente negli individui instabili, conseguenze inimmaginabili.

TRAMA
Jhon Wick è il primo film di una futura trilogia che racconta la storia di un uomo che, dopo la scomparsa della moglie, cade in una sorta di depressione, almeno fino a quando, sulla porta di casa, trova l’ultimo regalo della donna, un cagnolino.

Purtroppo, una sera, una banda di rapinatori entra in casa e dopo aver portato via tutto il possibile, uccide il cane e ruba la macchina di Jhon che, da quel momento, decide di vendicarsi.

OPINIONI
Non avevo mai visto Jhon Wick, ma conosco i film con protagonista Keanu Reeves che, secondo me, è diventato, negli ultimi anni, il simbolo del “duro” dei film action, quello che, una volta poteva essere, ad esempio, Silvester Stallone.

La motivazione del personaggio potrebbe sembrare leggermente esagerata, ma bisogna tenere conte che si trattava dell’ultimo regalo della moglie, scomparsa da pochissimo, quindi, anche se può sembrare un pretesto assurdo, nell’ottica di quanto mostrato inizialmente, risulta vagamente plausibile.

TECNICAMENTE
Per quanto riguarda il lato puramente tecnico devo dire che questo film soddisfa abbastanza gli appassionati delle pellicole action “ignoranti”: i combattimenti sembrano molto ben gestiti e la regia risulta chiara quanto basta, anche se alcune scene sono ambientate di notte.

La caratterizzazione dei personaggi offre esattamente ciò che ci si aspetterebbe: il protagonista apparentemente invincibile, i classici mafiosi russi leggermente sopra le righe.

CONCLUSIONI
Nel complesso una buona pellicola, adrenalinica ma divertente.

Disponibile da qualche anno anche il sequel, che riserva ben più di una sorpresa.


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CAPTAIN MARVEL RECENSIONE

Posted on 12 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Captain Marvel
Nazione: USA
Anno: 2019
Regia: A.Boden, R.Fleck
Con: B.Larson, J.Law

INTRODUZIONE
Continuano le avventure dei supereroi Marvel, anche se, dopo quanto successo con l’ultima pellicola, c’è assolutamente bisogno di qualcuno che intervenga e ripristini parzialmente una situazione che, al momento, pare gravemente compromessa.

Questo nuovo prodotto è quello giusto?

Scopriamolo insieme!

TRAMA
Captain Marvel è il nuovo film, firmato Marvel Studios, che segue le vicende di una giovane pilota, schiantatasi con il suo velivolo durante un’esercitazione.

Al suo risveglio la ragazza si accorgerà di non avere più alcun ricordo del suo passato e dovrà cercare di far luce sulla propria identità e contemporaneamente di sventare una pericolosa minaccia aliena.

OPINIONI
Captain Marvel è un film che avevo moltissima voglia di vedere per diversi motivi: prima di tutto era stato anticipato che avremo visto un personaggio “classico”, fondamentale nell’universo creato nel corso di questi dieci anni e collegato ad un’organizzazione altrettanto importante, conosciuta sia cinematograficamente che televisivamente e non vi dico, logicamente, se sia così o meno. Secondariamente ero molto curioso di vedere come questo film si sarebbe collegato al precedente, tenendo conto che, ovviamente, avrebbe dovuto farlo e anche qui non vi dico come questo accada.

TECNICAMENTE
Dal punto di vista tecnico, anche se superficialmente, c’è molto da dire: gli effetti visivi, a mio parere, sono, come sempre, ben gestiti e molto spettacolari.

L’ambientazione anni Novante è ben ricostruita, soprattutto per quanto riguarda alcuni rimandi che potrebbero suscitare certi ricordi.

La colonna sonora conta molte canzoni non originali risalenti al periodo che qualcuno potrebbe conoscere.

Solamente una scena non mi ha fatto proprio piacere, anch’io, come altri, mi aspettavo qualcosa in più, magari relativo ad un incidente durante una missione.

CONCLUSIONI
Una pellicola che vale la pena di guardare se siete appassionati del genere, se non altro per prepararsi al grande evento del mese prossimo, che segna la conclusione della saga degli Avengers.

Rimanete in sala fino alla fine dei primi tutoli di coda, quelli con i nomi del cast e dei registi, perché quella scena è veramente importante.


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BLACK MIRROR: BANDERSNATCH RECENSIONE

Posted on 28 Gen 2019 in Attualità, Cinema, Tecnologia, Televisione, Videogiochi

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Titolo: Black Mirror: Bandersnatch
Nazione: USA
Anno: 2018
Con: F.Whitehead, A.Lowe

INTRODUZIONE
Teoricamente un film o un episodio di una serie televisiva dovrebbero essere una cosa totalmente differente da un videogioco, dato che si tratta di due media diversi, ognuno con linguaggi e regole proprie.

Esistono casi, però, in cui, per tentare di fare qualcosa di originale ed innovativo, questi due prodotti si contaminano a vicenda, come in questo caso.

TRAMA
Black Mirror: Bandersnatch è il primo e finora unico esperimento interattivo, basato su una popolarissima serie tv inglese che esamina, estremizzandole, le possibili problematiche derivanti da un uso eccessivo della tecnologia.

Stefan è un giovane programmatore che viene assunto da un’azienda con il compito di creare il prossimo successo videoludico.

La pressione sarà tanta e tale da spingere il ragazzo alla pazzia.

OPINIONI
Black Mirror: Bandersnatch è un esperimento interattivo, quindi, per sua stessa natura, molto più simile ad un videogioco che ad un prodotto televisivo classico.

In quest’ottica posso anche comprendere che qualcuno abbia “storto il naso”: credi di guardare un normale episodio di una serie tv e ti ritrovi, di fatto, davanti ad un videogioco più o meno strutturato come un’avventura grafica,  simile ad una produzione TellTale, piuttosto che alla puntata di uno show. Bisogna, in un certo senso, sapersi “adeguare” al progresso, informarsi e capire a cosa si sta andando incontro.

Una volta acquisite queste premesse, poi, è ovvio che, allo “spettatore medio” possa anche non piacere, non siamo tutti uguali.

TECNICAMENTE
Questo esperimento interattivo ha anche alcuni lati negativi, che vengono allo scoperto soprattutto per quanto riguarda il “gameplay”.

Effettivamente, in alcuni punti, la storia ti “costringe” a tornare indietro, obbligandoti a compiere una determinata azione, quindi  può essere difficile arrivare alla fine.

Le “scelte”, però, sono ben integrate e il possibile “stop” alla trama  viene sostituito da particolari inquadrature sui personaggi.

CONCLUSIONI
Un prodotto, in un certo senso, di non facile collocazione, che si inserisce in un ambito inusuale per la televisione e il cinema.

Non so voi, ma io spero che, in un certo senso, questo possa essere solo l’inizio di qualcosa di nuovo.


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