SMETTO QUANDO VOGLIO: AD HONOREM RECENSIONE

Posted on 09 Nov 2018 in Cinema

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Titolo: Smetto Quando Voglio: Ad Honorem
Nazione: Italia
Anno: 2017
Regia: S.Sibilia
Con: E.Leo, P.Sermonti

INTRODUZIONE
Si conclude la trilogia delle avventure della “banda dei ricercatori”!

Questa volta il nostro improbabile gruppo si troverà ad affrontare una gravissima minaccia bioterroristica, vediamo meglio la trama nel dettaglio.

STORIA
Smetto Quando Voglio: Ad Honorem è il terzo film della trilogia sulla “banda dei ricercatori”, che abbiamo già imparato a conoscere nelle prime due pellicole.

Dopo gli eventi dei capitoli precedenti il gruppo viene separato e confinato in diverse strutture carcerarie.

A causa di una possibile minaccia biologica Pietro Zinni, il capo del gruppo si troverà costretto a riunire i suoi compagni per tentare di sventare il pericoloso piano di Walter Mercurio, intenzionato ad attaccare La Sapienza durante una cerimonia alla presenza delle più alte cariche dello Stato.

OPINIONI
Smetto Quando Voglio: Ad Honorem non è propriamente un film a sé, quanto, piuttosto, la seconda parte delle vicende iniziate nel secondo capitolo.

Senza anticipare nulla, si può, infatti, dire che la pellicola precedente si concludeva con un finale aperto, infatti, probabilmente, qui la storia parte quasi immediatamente dopo la conclusione di quanto mostrato in Masterclass, il che ne rende imprescindibile la visione.

TECNICAMENTE
Ovviamente, anche in questo film, la regia è molto buona e la fotografia conserva quel taglio e quelle tinte “acide” che sono il marchio di fabbrica di tutta la serie, questo è anche normale, se si pensa che le due pellicole sono state girate contemporaneamente, tanto da essere considerate come un unico film spezzato in due parti, questo si nota di più se si tiene conto del finale “tronco” del suo predecessore.

Pur conservando una sua identità, inoltre, sono riscontrabili alcune citazioni a pellicole o serie tv abbastanza note, una, in particolare abbastanza riconoscibile, in particolare per gli estimatori dell’opera televisiva più nota di JJ Abrams, Lost.

CONCLUSIONI
Un prodotto interessante, che mantiene i tratti caratteristici di tutta la serie, incluso un sottofondo amaro di critica sociale


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IL MISTERO DELLA CASA DEL TEMPO RECENSIONE

Posted on 06 Nov 2018 in Cinema

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Titolo: Il Mistero della Casa del Tempo
Nazione: USA
Anno: 2018
Regia: E.Roth
Con: J.Black, K.Blanchett

INTRODUZIONE
La magia, l’illusionismo e la prestidigitazione sono tre cose completamente diverse, anche se, solitamente, tendono ad essere raggruppate e confuse insieme.

Se e quando questi aspetti si uniscono veramente, come accade in questo caso, allora, lo spettacolo è assicurato!

STORIA
Il Mistero della Casa del Tempo è un film fantasy molto particolare che racconta l’incredibile storia di Jake, ragazzino rimasto orfano dopo un incidente.

Una sera, mentre si trova su un autobus, il nostro protagonista viene avvicinato da un uomo molto bizzarro, che afferma di essere suo zio e di volersi occupare di lui, sostenendo, inoltre, di essere uno stregone.

Le cose inizieranno a farsi sempre più strane da quel momento, dato che la casa di questo individuo si rivela piena di orologi e con uno di questi nascosto dietro una parete.

Tale congegno, secondo quanto affermato dal padrone di casa, rischierebbe, inoltre di cancellare l’intera esistenza.

OPINIONI
Il Mistero della Casa del Tempo è un film che mi ha “catturato” subito, fin dai primi trailer: la premessa di mescolare illusionismo e magia vera e propria è accattivante e si rivela, in effetti, efficace, per quanto la parentesi “illusionistica” venga presto ridotta ad un puro pretesto, lasciando posto all’aspetto più “soprannaturale” della vicenda.

TECNICAMENTE
Trattandosi di un film fantasy l’impiego di effetti visivi e grafica digitale è piuttosto massiccio, nonostante questo ci troviamo davanti ad un prodotto ben realizzato e tutto sommato “credibile”. Possiamo anche trovare, in un piccolo ruolo, il protagonista della popolare serie tv anni Novanta Twin Peaks, qui nei panni dell’antagonista.

CONCLUSIONI
Un ottimo prodotto fantasy che però, almeno dal mio punto di vista, ricorda, in un certo senso, per alcuni aspetti un po’ Miss Peregrine e un po’ Harry Potter.


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IL CALENDARIO DI NATALE RECENSIONE

Posted on 05 Nov 2018 in Cinema

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Titolo: Il Calendario di Natale
Nazione: USA
Anno: 2018
Regia: B.Walsh
Con: K.Graham, E.Peck

INTRODUZIONE
Quest’anno, almeno cinematograficamente, il Natale arriva in anticipo!

A partire da questo mese, infatti, le grandi case di produzione approdano in sala con le prime pellicole ambientate in questo magico periodo dell’anno e Netflix non poteva certo farsi sfuggire l’occasione per regalarci la prima delle sue produzioni originali “a tema”, vediamola insieme.

STORIA
Il Calendario di Natale è il primo film “festivo” di quest’anno, con una storia molto particolare: Abby Sutton è una giovane fotografa, specializzata nella realizzazione delle classiche fotografie dei bambini in braccio a Babbo Natale, un lavoro che la ragazza non sembra apprezzare particolarmente.

Una sera Abby riceve in regalo dal nonno un vecchio Calendario dell’Avvento che ogni giorno si apre automaticamente, rivelando un oggetto che avrà a che vedere con un particolare evento.

OPINIONI
La trama riassunta poco sopra rende Il Calendario di Natale un film non facile da comprendere, ma è giusto così, in modo da non anticipare troppo, rovinando, così, il gusto della visione a chi fosse interessato.

Diciamo solo che si tratta di una storia che, a modo suo, coinvolge i classici concetti già visti, sentiti e spiegati mille volte, su come il destino o il caso possa operare per dare la giusta svolta alla vita del protagonista di turno, insoddisfatto e alla ricerca di un’opportunità per ottenere ciò che desidera.

TECNICAMENTE
Trattandosi della classica commedia natalizia tutto ciò che troviamo in questo film potrebbe “sapere di già visto”: la fotografia è molto calda e luminosa nelle scene ambientate all’interno, mentre all’interno domina il bianco, dato che, ovviamente, come in ogni pellicola di questo tipo che si rispetti, a Natale nevica!

CONCLUSIONI
Un ottimo prodotto per passare un’oretta e mezza in compagnia, anticipando, allo stesso tempo il clima e l’atmosfera di festa.

Se avete già voglia di immergervi nello spirito del Natale non perdetevelo!


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EYES WIDE SHUT RECENSIONE

Posted on 16 Ott 2018 in Cinema

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Titolo: Eyes Wide Shut
Nazione: USA
Anno: 1999
Regia: S.Kubrick
Con: T.Cruise, N.Kidman

INTRODUZIONE
Non c’è nulla di più forte dell’amore, in qualunque sua forma, sia che si tratti di quello all’interno di una coppia o di una forma in senso più largo, come quello tra madre e figlio.

Quando questo sentimento, in una coppia viene messo in crisi dal sospetto del tradimento e si trasforma in una sorta di ossessione, però, la situazione può diventare anche pericolosa.

STORIA
Eyes Wide Shut è un film passato alla storia come l’ultimo capolavoro di Kubrick; Bill e Alice sono una coppia apparentemente felice che, una sera, partecipa ad una festa prenatalizia a casa di un amico. Durante la festa l’uomo viene chiamato per cercare di risolvere una situazione potenzialmente “spiacevole”: una ragazza si è sentita male dopo aver fatto uso di sostanze stupefacenti e bisogna assolutamente cercare di capire quanto sia grave per poter evitare uno scandalo.

Poco dopo un amico di Bill scompare in circostanze apparentemente misteriose e l’uomo si troverà, suo malgrado, a vivere quella che potrebbe essere la notte più surreale della sua vita.

OPINIONI
Ho visto Eyes Wide Shut solo in tempi relativamente recenti e devo ammettere di averlo trovato un film abbastanza strano: da un inizio, tutto sommato, realistico si passa presto ad un’atmosfera molto surreale, in bilico tra plausibilità e avvenimenti quasi assurdi.

Non voglio fare anticipazioni e rovinare la pellicola a quelli tra voi che non l’avessero ancora vista, dico solamente che la sequenza del “festino” ti porta subito a pensare di essere finito a guardare qualcosa che non ha molto a che fare con la logica, quasi una sorta di sogno/visione/incubo.

TECNICAMENTE
Questo film è noto per essere stato l’ultimo diretto dal regista, scomparso prematuramente prima di poterne terminare il montaggio.

Ad un occhio non esperto come il mio questa particolarità non risulta assolutamente evidente ma, del resto, il montaggio, nel cinema, deve essere invisibile, quindi penso che questo aspetto potrebbe “sfuggire” anche ad un esperto o ad un critico.

CONCLUSIONE
Una pellicola molto particolare, considerata una delle perle della storia del cinema, con una trama che si sviluppa in modo originale ed inaspettato. Da recuperare se siete amanti dei grandi “classici” del genere thriller.


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TONNO SPIAGGIATO RECENSIONE

Posted on 04 Ott 2018 in Cinema

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Titolo: Tonno Spiaggiato
Nazione: Italia
Anno: 2018
Regia: M.Martinez
Con: M.Costabile, F.Matano

INTRODUZIONE
Perdere una persona amata, in entrambi i sensi, è una cosa terribile, ma quando si è veramente disperati possono venire in mente idee veramente folli e assurde.

In questo caso, forse, si oltrepassa leggermente quella linea che non dovrebbe mai essere varcata, con risultati non proprio ottimali.

STORIA
Tonno Spiaggiato è un film comico che racconta la storia di Francesco, aspirante comico poco talentuoso, il cui umorismo non riesce a far ridere nessuno.

Una sera, durante uno spettacolo, però, le cose cambiano, dopo che il ragazzo riesce, finalmente, a strappare una risata con una sua battuta.

Da quel momento inizia una relazione con Francesca, la quale, sfortunatamente, rimane ferita nei sentimenti e decide di lasciarlo.

Per riconquistarla Francesco tenterà perfino di sfruttare un funerale, decidendo, poi, di cercare addirittura di uccidere la zia della sua ex-ragazza, con risultati molto goffi.

OPINIONI
Come avete appena letto Tonno Spiaggiato è un film con una trama non particolarmente brillante: tentare di riconquistare la propria ex ad un funerale solo perché quest’ultima, in un attimo di sconforto, si è letteralmente buttata tra le tue braccia non è un gran piano.

Lo è ancora meno se si tenta di provocare la situazione, “forzando” il naturale corso degli eventi!

TECNICAMENTE
Come tutti i film comici, dal lato tecnico non ci sono particolarità da segnalare: l’unica parte degna di nota è la sequenza di presentazione di Francesco a casa della nonna di Francesca, che potrebbe essere un omaggio o un riferimento a qualche pellicola horror che io, non essendo esperto del genere, non sono riuscito ad identificare.

Anche le musiche sono abbastanza “assurde”, con brani cantati che presentano testi piuttosto divertenti.

CONCLUSIONI
Un “filmetto”, ideale per una serata in compagnia in famiglia o con gli amici.

Sicuramente, cercando, si può trovare di meglio, come anche, logicamente, di peggio.


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READY PLAYER ONE RECENSIONE

Posted on 02 Ott 2018 in Cinema, Tecnologia, Videogiochi

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Titolo: Ready Player One
Nazione: USA
Anno: 2018
Regia: S.Spielberg
Con: T.Sheridan, O.Cooke

INTRODUZIONE
I videogiochi e la realtà virtuale sono mezzi d’intrattenimento che stanno acquisendo sempre maggiore popolarità e dignità con il passare degli anni, tanto da fornire spunti sempre crescenti per nuove produzioni in ambito cinematografico.

Questa volta non si tratta della semplice trasposizione di un brand o di una saga, ma di una creazione totalmente diversa, vediamo come.

STORIA
Ready Player One è un film fantascientifico distopico in cui una potentissima compagnia, inizialmente produttrice di una tecnologia applicata, principalmente, in ambito videoludico ha assunto il controllo dell’intera società, instaurando una sorta di regime.

L’unica speranza di libertà per i cittadini è rifugiarsi in un mondo virtuale, chiamato Oasis.

Quando si sparge la notizia che il creatore di questo mondo ha nascosto al suo interno una “sorpresa” che darà la possibilità a chiunque la trovi di assumere il controllo dell’intro mondo virtuale, parte una gigantesca caccia al tesoro che avrà esiti totalmente inaspettati.

OPINIONI
Ready Player One, come avete avuto modo di capire, è un film “sui videogiochi”, nel senso che non si tratta della trasposizione sul grande schermo di un titolo videoludico più o meno famoso, ma il riferimento principale è comunque da ricercarsi in questo ambito, anche se, più in generale, le citazioni fanno riferimento alla cultura pop.

Oltre alla sfera dei videogiochi vengono toccati anche ambiti come il cinema, in particolare con un riferimento abbastanza riconoscibile ad una famosa pellicola horror.

TECNICAMENTE
Trattandosi prevalentemente di un film ambientato in un mondo virtuale vi è un massiccio impiego di effetti visivi e CGI, ovvero grafica digitale, realizzata al computer.

Le poche scene ambientate nel mondo reale, invece, nostrano una fotografia molto cupa, che rende perfettamente l’idea dell’oppressio0ne e della disperazione di un mondo post-apocalittico.

CONCLUSIONI
Spettacolare fino all’ultima scena e ricco di citazioni che faranno felici molti appassionati di cinema “nerd” e videogiochi.

Purtroppo, in situazioni come quella presentata in quest’opera, la vita virtuale è meglio della realtà.


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