GREAT NEWS RECENSIONE

Posted on 27 Feb 2018 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Great News
Nazione: USA
Anno: 2017
Con: B.Heelan, A.Martin

INTRODUZIONE
Il mondo del lavoro e del giornalismo in particolare può essere spietato e fortemente competitivo.

Se a questo si aggiungono eventuali “interferenze familiari”, poi, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente!

STORIA
Great News è una sitcom che racconta la frenetica vita di una redazione televisiva attraverso lo sguardo di Kate, produttrice televisiva di un notiziario locale.

Un giorno la madre le comunica di voler tornare al lavoro e di aver fatto domanda per un posto da stagista proprio presso l’emittente televisiva in cui lavora anche lei!

OPINIONI
Great News, secondo me, è una sitcom abbastanza verosimile: molte persone, almeno in America, utilizzano il lavoro anche per sottrarsi a situazioni particolarmente difficili nel proprio contesto familiare.

Provate ad immaginare se vostra madre facesse domanda per il vostro stesso posto di lavoro!

Si creerebbero situazioni potenzialmente “imbarazzanti” e sarebbe difficile “tenere separati” i due aspetti, proprio come succede, in parte, in questo caso.

Le premesse, inoltre sono stranissime: è insolito che una donna matura faccia richiesta per uno stage, opportunità, solitamente, “riservata” ai neodiplomati o ai neolaureati, come primo contatto con il mondo del lavoro.

Per certi aspetti invidio la protagonista: questo è quasi esattamente il lavoro che vorrei!

TECNICAMENTE
Solitamente, quando si parla di una serie televisiva e ancora di più di una sitcom l’aspetto tecnico non è molto importante.

Anche qui, in parte, si può fare lo stesso discorso, se non fosse che la fotografia presenta colori piuttosto brillanti, che attraggono fin da subito, facendoci entrare immediatamente nel clima “fuori di testa” e frenetico che, presumibilmente, si respira in una vera redazione giornalistica.

CONCLUSIONI
Brillante, ironica e folle, un ottimo ritratto verosimile dell’ambiente a cui si ispira.

Sicuramente, almeno dal punto di vista della protagonista, avere la madre come “collega”, non è una notizia poi così buona.


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KUNG FURY RECENSIONE

Posted on 02 Feb 2018 in Cultura, Tecnologia

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Titolo: Kung Fury
Nazione: Svezia
Anno: 2014
Regia: D.Sandberg
Con: D.Sandberg

INTRODUZIONE
L’estetica anni Ottanta sta vivendo una seconda giovinezza in questo periodo, grazie a produzioni come Stranger Things o la nuova versione di IT.

A quanto pare, però, il recupero di questo tipo di estetica è iniziato anni fa, vediamo come.

STORIA
Kung Fury è un cortometraggio ambientato a Los Angeles che racconta la storia di un poliziotto che, dopo il brutale omicidio del partner, ad opera di alcuni criminali, si risveglia con alcune particolari abilità.

L’uomo dovrà usare questi suoi particolari “doni” per sconfiggere nientemeno che Adolf Hitler, deciso a conquistare il mondo con il suo esercito.

OPINIONI
Kung Fury è un cortometraggio che, nonostante la sua durata, presenta una trama talmente folle da risultare difficile persino da riassumere!

Quello che è certo è che si tratta, senza dubbio di qualcosa in grado di solleticare la curiosità, soprattutto del pubblico “nerd”, grazie ad alcuni riferimenti di cultura pop che si rifanno a contesti che conosciamo molto bene.

Tutto ciò è visibile, sebbene in misura diversa, sia nella storia che nell’impianto tecnico in generale.

TECNICAMENTE
Questo cortometraggio utilizza trovate tecniche molto particolari: il riferimento principale, com’è ovvio già dal titolo, è ai film di kung-fu anni Settanta e Ottanta, ma con una forte impronta “videoludica”. Il contesto di partenza della storia, infatti, è quello di una città attaccata da un vecchio cabinato arcade, le “macchine da gioco” che si potevano trovare, anni fa, in alcuni bar o oratori.

Non sono stato tanto convinto, però, dalla scelta del regista di puntare su Hitler come “villain” della storia, dato che, essendo un prodotto pubblico, qualcuno potrebbe sentirsi offeso.

Tutti conosciamo le atrocità commesse da quell’uomo e secondo me, quest’operazione può risultare leggermente irrispettosa nei confronti delle “vittime” di quelle ingiustizie e dei loro discendenti.

CONCLUSIONI
A conti fatti un buon prodotto, realizzato sicuramente con un budget modesto e che rappresenta un ottimo omaggio ad un certo tipo di estetica.

Disponibile gratuitamente su YouTube, sia in lingua originale sottotitolato che con doppiaggio amatoriale in italiano.

 


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LO SPAZIO CHE CI UNISCE RECENSIONE

Posted on 26 Gen 2018 in Cinema, Tecnologia

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Titolo: Lo Spazio che ci unisce
Nazione: USA
Anno: 2016
Regia: P.Chelsom
Con: B.Robertson, A.Butterfield

INTRODUZIONE
Molti si chiedono da anni se ci sia vita su altri pianeti e recentemente sono state organizzate molte missioni allo scopo di trovarne le prove. Se il vero problema, però, fosse nascere su un altro pianeta?

Come si potrebbe vivere una vita normale sapendo di essere diversi dagli altri, sebbene apparentemente uguali?

STORIA
Lo Spazio che ci unisce è un film che racconta una storia, almeno inizialmente, verosimile: una spedizione della NASA viene inviata su Marte, allo scopo di trovare prove dell’esistenza della vita sul pianeta e della possibilità di stabilirvi delle colonie. Sfortunatamente, durante la missione, una donna dell’equipaggio rimane incinta, morendo poco dopo, a causa di alcune complicazioni. Sedici anni dopo il figlio decide di voler esplorare la Terra, alla ricerca del padre.

Essendo nato su Marte, però, il ragazzo è estremamente fragile e dovrà affrontare una serie di durissimi ostacoli per realizzare il suo sogno.

OPINIONI
Lo Spazio che ci unisce è un film molto bello e almeno per la prima parte, estremamente verosimile.

Dubito fortemente, però, che la NASA lasci partire per una missione una donna incinta e ancora di più che questa possa partorire durante la missione e che, successivamente, l’Agenzia si trovi costretta a nascondere l’esistenza di un bambino per non compromettere la missione.

Più che altro perché questo renderebbe leggermente moralmente discutibile il tutto, almeno dal mio punto di vista.

TECNICAMENTE
Per ciò che riguarda l’aspetto tecnico di questo film non c’è molto da dire: le scene ambientate sul Pianeta Rosso sono, come sempre, estremamente spettacolari, perché l’ambientazione stessa lo è già di suo, forse “peggiora” leggermente quando ci si sposta sulla Terra, ma non più di tanto.

Non sono più di tanto in grado di giudicare la recitazione, non essendone esperto.

CONCLUSIONI
Una buona produzione fantascientifica che, più avanti, diventa una sorta di Romeo e Giulietta nello spazio.

Ottimo se vi piacciono le storie basate su viaggi spaziali e amori impossibili.


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VOLDEMORT:ORIGINS OF THE HEIR RECENSIONE

Posted on 19 Gen 2018 in Cinema, Tecnologia

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Titolo: Voldemort: Origins of the Heir
Nazione: Italia
Anno: 2018
Regia: G.Pezzato
Con: A.Rossi, M.Codoli

INTRODUZIONE
Il web, come abbiamo già detto altre volte, può essere una “vetrina” interessante, uno spazio per giovani talenti con qualcosa da dire che non riescono a trovare posto o a farsi notare dalle grandi produzioni. Questo caso è molto interessante, perché si tratta di un prodotto collocato in uno degli universi narrativi più amati degli ultimi anni, quello di Harry Potter.

STORIA
Voldemort: Origins of the Heir è un film indipendente italiano che approfondisce la storia di Tom Riddle, dalle sue “origini”, come semplice studente di Hogwarts fino alla sua ascesa e alla trasformazione in Lord Voldemort.

La storia viene narrata dal punto di vista di un’ex-compagna di studi del ragazzo, l’Auror Grisha MacLaghen, catturata dai Sovietici mentre si trovava in missione sulle tracce del diario di Tom.

OPINIONI
Voldemort: Origins of the Heir è un film creato dai fan e pubblicato direttamente su YouTube, cosa che, personalmente, ho apprezzato molto.

È bello vedere come, a volte, nonostante la scarsità di mezzi, la passione possa dare vita a prodotti come questo, soprattutto perché, in casi, come questo, tale aspetto risulta particolarmente visibile.

TECNICAMENTE
Anche dal punto di vista tecnico questo film è molto ben realizzato: gli effetti visivi sono estremamente ben curati e spettacolari, la regia è molto buona e anche le interpretazioni non sono male, contando che si tratta di attori italiani ridoppiati in inglese, scelta che non riesco bene a comprendere ma che, secondo qualcuno, conferisce ai prodotti nei quali viene adottata un’aria più “internazionale”

CONCLUSIONI
Una produzione sicuramente suggestiva che dimostra che, con pochi soldi e tanta passione, a volte, si possono ottenere buoni risultati. Visibile gratuitamente su YouTube, nel canale Tryangle Films. Supportatelo o almeno dategli una possibilità, ne vale la pena!


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BLACK MIRROR RECENSIONE

Posted on 15 Gen 2018 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Black Mirror
Nazione: USA
Anno: 2011
Con: J.Plemons, J.Simpson

INTRODUZIONE
Da moltissimi anni, ormai, la tecnologia occupa un ruolo importante nella nostra vita quotidiana.

I telefonini e i social sono diventati parte di noi e pochissime persone non dispongono di almeno un profilo su Facebook.

Esaminiamo questo prodotto che, in un certo senso, ci illustra, in chiave distopica, le conseguenze dell’abuso di questi mezzi.

STORIA
Black Mirror è una serie tv antologica, ovvero con stagioni e puntate autoconclusive, ognuna delle quali illustra un diverso aspetto, collegato a quelle che potrebbero essere diversi aspetti dell’abuso di una determinata tecnologia.

Ogni puntata è ambientata in un contesto temporale ben differente e non precisato.

OPINIONI
Ho visto solo la prima puntata della prima stagione di Black Mirror e devo dire che, probabilmente, in questa serie tv, potrebbe essere quella che lascia più “sconvolti”.

Senza anticipare nulla a chi non lo avesse mai visto posso dire che, in questo caso, il tema affrontato può lasciare abbastanza sconcertati, anche se, in un certo senso risulta molto familiare, in quanto molti di noi sono abituati ad avere a che fare quotidianamente con Facebook, Twitter, YouTube e altre piattaforme simili.

Quello che lascia sbigottiti, in questo caso specifico, è l’utilizzo che viene fatto di questi mezzi.

TECNICAMENTE
Per quello che mi è sembrato di vedere di questa serie tv, almeno dalla prima puntata, sembra che l’aspetto tecnico sia ciò che viene maggiormente curato, forse per immergere maggiormente nella realtà raccontata.

Una cosa da notare, inoltre è che, come detto in precedenza, almeno per ora, il contesto temporale non è precisato e questo rende l’insieme ancora più inquietante, perché, da ciò che sappiamo, potrebbe trattarsi di una versione alternativa del presente.

CONCLUSIONI
Inquietante e angosciante ma, sicuramente, a tratti, anche profondo. Un invito alla riflessione sulla realtà che ci circonda, nella quale la tua reputazione sui social network può contare più di chi sei davvero!


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GLI ESPORTS ALLE OLIMPIADI?

Posted on 15 Dic 2017 in Attualità, Cultura, Tecnologia, Videogiochi

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Con la crescente diffusione della tecnologia cambia anche la considerazione e la concezione di alcune attività e passatempi considerati, fino a pochi anni fa, marginali o “di nicchia”.

In Paesi come l’America o il Giappone, dove gli aspetti tecnologici sono più “sentiti” ed inseriti da tempo nella cultura popolare, con un ruolo sempre più ampio nella società, può capitare di venire a conoscenza di fenomeni particolari, come la vincita milionaria di un montepremi da parte di un ragazzo in una competizione di videogiochi.

Sembra assurdo, invece è realtà, alcuni considerano i videogiochi un vero e proprio sport, con relativi vantaggi e svantaggi: i primi, probabilmente, sono da ricercarsi nella relativa facilità di allenamento, anche se questo, come negli sport tradizionali, richiede molti sacrifici e molte ore di pratica e di allenamento al giorno, oltre a ciò, ovviamente, l’esercizio di questa disciplina comporta un maggior “assorbimento” e decisamente meno tempo per la vita sociale.

Questa lunga introduzione serve semplicemente a far capire quanto certe idee possano contribuire, a volte, a far sentire i “nerd” e gli appassionati di tecnologia e videogiochi meno “soli”.

È recente, infatti, la notizia che il Comitato Olimpico sta valutando l’idea di inserire i cosiddetti esports nell’ambito delle discipline olimpiche, tra le “gare” in programma alle Olimpiadi del 2024.

Da quanto ho capito, a dire la verità, gli esports non entreranno nelle specialità della manifestazione ma, piuttosto, come competizioni “parallele”.

Questa notizia potrebbe illudere tanti appassionati di videogiochi di poter partecipare a queste manifestazioni.

Quello che è certo, però, è che questo tipo di innovazioni, generalmente, sono già state mostrate in alcune produzioni televisive o cinematografiche americane, dove venivano mostrati scontri tra il protagonista di turno e veri “professionisti” e ora, per pochi fortunati, questa possibilità potrebbe diventare concreta.

Non resta che attendere la conferma ufficiale e definitiva.

 


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