SULLA MIA PELLE RECENSIONE

Posted on 18 Set 2018 in Cinema, Televisione

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Titolo: Sulla mia Pelle

Nazione: Italia

Anno: 2018

Regia: A,Cremonini

Con: A.Bprghi, J.Trinka

INTRODUZIONE

Una delle pagine peggiori della cronaca nera italiana degli ultimi anni prende vita sul grande e sul piccolo schermo, contemporaneamente.

Questa pellicola, infatti, è fruibile in ben due modi diversi, apparentemente opposti ma, in realtà che, da qualche anno, coesistono senza nessun problema, cerchiamo di capire meglio questo concetto, analizzando l’opera in questione.

STORIA

Sulla mia Pelle è un film che racconta un triste caso di cronaca nera, avvenuto quasi dieci anni fa: ci troviamo a Roma, nell’ormai lontano 2009, mentre Stefano, trentunenne romano, rientra a casa, viene fermato dalla polizia, che lo perquisisce, trovandolo in possesso di un discreto quantitativo di sostanze stupefacenti.

Arrestato il ragazzo passerà diversi giorni in carcere, fino alla sua morte, avvenuta in circostanze tuttora da chiarire.

OPINIONI

Sulla mia Pelle è un film emotivamente molto “pesante”, che mette in gioco una certa cattiveria: la cosa più sconvolgente, in particolare, è vedere quanto le forze dell’ordine fossero sorde alle proteste e alle richieste d’aiuto di Stefano, arrivando addirittura a negargli il diritto fondamentale di avvalersi della consulenza del proprio avvocato.

La cosa peggiore è vedere la frustrazione dei genitori che continuano a vedersi negato il diritto di poter parlare con il ragazzo fino all’ultimo, quando, ormai. è già troppo tardi.

TECNICAMENTE 

Anche dal punto di vista tecnico il film trasmette tutta l’emotività e la cattiveria della vicenda, attraverso un uso della regia e delle luci molto freddo e tagliente.

Le interpretazioni sono molto buone, a partire da quella del protagonista, che restituisce tutta la difficoltà e la sofferenza tipiche di una situazione simile, fino ad arrivare a quelle di tutti gli altri componenti del cast.

CONCLUSIONI  

Un film potente ed intenso, che mette emotivamente alla prova.

Consiglio a chiunque volesse approcciarvisi di informarsi prima, circa la vera storia, in modo da comprendere più a fondo quanto mostrato sullo schermo.

 

 

 


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LA CASA DI CARTA RECENSIONE

Posted on 13 Set 2018 in Televisione

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INTRODUZIONE
Non è la prima volta che assistiamo ad una storia apparentemente strana e senza senso, così come questa non è la prima produzione originale europea di Netflix.

Nonostante queste premesse poco incoraggianti avventuriamoci nell’analisi di questa peculiare serie.

STORIA
La Casa di Carta è una serie tv spagnola ambientata quasi completamente in un’unica location.

La storia, infatti racconta di una particolare “rapina” all’interno della Zecca di Stato, l’obiettivo della banda di rapinatori, infatti, è quello di ottenere il ricchissimo bottina, pari a duemila quattrocento milioni di euro.

Sfortunatamente anche gli impiegati, il direttore e i dipendenti della Zecca si troveranno presi in ostaggio.

OPINIONI
Non ho ancora finito di vedere la prima stagione di La Casa di Carta, ma quello che salta subito all’occhio è che si tratta di una serie tv che “ti prende”, anche se, probabilmente, all’inizio, può sembrare il contrario: il ritmo, infatti, almeno nei primi episodi è un po’ lento, ma si tratta di quel tipo di lentezza finalizzata a costruire la tensione, obiettivo che viene centrato in pieno!

TECNICAMENTE
Nulla da dire sulla regia, che, trattandosi di una serie tv, può variare leggermente da un episodio all’altro, la fotografia, invece, è sempre piuttosto cupa, con colori molto scuri, probabilmente per generare maggiore tensione.

I personaggi, almeno per quanto riguarda i componenti della banda, non sono caratterizzati, ma questo è spiegato fin da subito nella trama.

I loro soprannomi ricalcano i nomi di alcune città, come Nairobi, Mosca, Tokyo, Denver e Berlino.

Solo più avanti, grazie ad un espediente narrativo, verremo a sapere alcuni dei loro veri nomi.

CONCLUSIONI
Una buona serie, verso la quale, in prima battuta, anch’io ero un po’ diffidente ma che, una volta “ingranata la marcia” parte molto bene ed incuriosisce.

Se capita datele almeno una possibilità!


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DISINCANTO RECENSIONE

Posted on 11 Set 2018 in Televisione

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Titolo: Disincanto
Nazione: USA
Anno: 2018
Con le Voci di: R.Caputo, E.Stoppacciaro

INTRODUZIONE
Dopo averci fatto divertire con Futurama e I Simpson Matt Groening ci porta indietro nel tempo, regalandoci la sua versione del genere fantastico.

Vediamo insieme sinteticamente cosa ci riserva questo nuovo mondo.

STORIA
Disincanto è la nuova serie tv prodotta da Netflix e ambientata nell’immaginaria terra di Dreamland. La storia è quella della giovane principessa Bean che, il giorno delle sue nozze, decide di fuggire dal castello, ribellandosi, quindi, al volere del padre.

La ragazza affronterà tante stranissime avventure che la aiuteranno a diventare “artefice del proprio destino”.

Il finale riserverà un colpo di scene e un’amara sorpresa.

OPINIONI
Disincanto è una serie tv che ho apprezzato tantissimo e non comprendo la ragione delle critiche così aspre che le sono state mosse: si tratta di una parodia del genere fantasy, quindi se il problema è il fatto che, nel Medioevo, una donna e per di più una principessa rifiuti il matrimonio combinato dal padre non c’è assolutamente motivo, sebbene storicamente inesatto si tratta, in primo luogo di un cartone animato e secondariamente di un prodotto che non si prende sul serio.

La novità più interessante è l’introduzione di una trama orizzontale, ovvero che continua nel corso della storia, sfociando in un finale aperto che, personalmente, mi ha invogliato a vedere il resto della storia.

TECNICAMENTE
Non ho le competenze tecnico-artistiche necessarie per poter giudicare approfonditamente un prodotto animato, ma, da un punto di vista superficiale, posso dire che questa serie tv è ben realizzata.

Forse nei disegni è possibile cogliere richiami ad opere precedenti dell’autore.

CONCLUSIONI
Una serie che presenta, insomma, molti tratti interessanti ed innovativi e che bilancia abbastanza bene momenti comici con altri leggermente più seri e profondi, senza risultare eccessivamente drammatica o “pesante”.

Consigliata la visione sola ad un pubblico adulto, pur non essendo eccessivamente volgare.


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LEGENDS OF TOMORROW RECENSIONE

Posted on 06 Set 2018 in Televisione

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Titolo: Legends of Tomorrow
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: A.Darvill, C.Lotz

INTRODUZIONE
I viaggi nel tempo, i mondi e le realtà parallele sono tornati prepotentemente di moda negli ultimi anni, non solo nel genere fantascientifico classico, ma soprattutto per ciò che riguarda i fumetti e i racconti di supereroi, a partire da The Flash.

Vediamo un altro esempio di questo tipo, inserito in una sorta di “universo condiviso.

STORIA
Legends of Tomorrow è una serie tv targata DC, casa di produzione fumettistica da moltissimo tempo in competizione con la Marvel.

La storia inizia a Star City, nel lontano 2166, dopo aver perso la famiglia a causa di un crudele tiranno il Time Master Rip Hunter, contravvenendo agli ordini dei suoi superiori, viaggia indietro nel tempo fino al 2016 per reclutare una squadra che lo aiuti a “cambiare la storia”

OPINIONI
Ho finito di guardare la prima stagione di Legends of Tomorrow di recente e posso dire di averla trovata molto gradevole: la DC si è sempre differenziata dalla “concorrenza” per il tono molto più serio ed “oscuro” delle sue produzioni.

Questa scelta, però, almeno dal punto di vista cinematografico, non sta avendo grandissimo successo. Dal punto di vista televisivo, invece, almeno a giudicare da questa serie tv, direi che hanno capito come gestire correttamente la situazione.

Se applicassero questo approccio anche alle loro pellicole, forse, il pubblico le apprezzerebbe di più.

TECNICAMENTE
In questa serie tv vengono utilizzati parecchi effetti visivi che, a conti fatti, risultano spettacolari.

Una componente che può dare fastidio, invece, è quella dell’universo condiviso, che renderebbe necessario aver visto almeno un paio di serie precedenti, come The Flash e Arrow, dal momento che vengono citati personaggi che sono inseriti in tali contesti.

CONCLUSIONI
Un buonissimo tele-fumetto, che dimostra quanto la teoria dell’universo condiviso sia valida e possa funzionare se applicata ad un medium decisamente più “piccolo”.


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RITORNA IL PODCAST “DI TUTTO UN PO’”

Posted on 06 Giu 2018 in Cinema, Tecnologia, Televisione

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A volte può capitare di iniziare un progetto e poi di volerlo abbandonare a causa di una piccola “crisi d’ispirazione” o per mancanza d’idee.

È un po’ quello che è successo anche a me: ricordate Di Tutto un Po’-Il Podcast, un vecchio progetto iniziato tempo fa e del quale, tuttora, sono disponibili solo le prime due puntate?

Ho il piacere di annunciarvi che ho deciso di riprendere la registrazione di questo progetto, lasciando, temporaneamente da parte, per il periodo estivo, la registrazione di quello sulle avventure grafiche, che riprenderà a Settembre, seguendo il modello di alcuni programmi televisivi, che ripartono con la programmazione dei nuovi episodi dall’autunno.

Questo lo faccio principalmente perché voglio dare il tempo ai miei canali e soprattutto al Podcast degli Avventurieri per “maturare” le visualizzazioni, concentrandomi, nel frattempo, sul cinema e le serie tv, che sono altre due mie grandi passioni, sicuramente meno “di nicchia” rispetto alle avventure grafiche. Diciamo solo che ho deciso di variare, ampliando l’offerta dei miei progetti con qualcosa che possa risultare vagamente più “stuzzicante” e dato che tutti noi, almeno una volta ogni tanto, andiamo al cinema o seguiamo una serie tv, vorrei approfittarne per darvi alcuni consigli.

Le prime tre puntate, per chi le ricorda, trattavano Tredici, la terza stagione di Twin Peaks e un discutibile esperimento pseudo-letterario, basato sulla “conversione di Harry Potter in chiave cristiana. Non voglio anticipare altro sulle nuove puntate del podcast. Invitandovi, però, a seguire gli sviluppi di questa iniziativa condividendo le puntate, mettendo Like, commentando ed iscrivendovi al canale.

Spero che mi sosterrete in questa “nuova” idea e vi ringrazio anticipatamente per tutto il sostegno e l’affetto che vorrete dimostrarmi.

Concludo segnalandovi che è attualmente in fase di revisione il mio secondo libro, dal titolo “Serie TV, Netflix & Co.-Guida alla Visione e Consigli”, sull’uscita del quale, ovviamente, non mancherò di tenervi aggiornati.


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IL MIRACOLO RECENSIONE

Posted on 31 Mag 2018 in Televisione

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Titolo: Il Miracolo
Nazione: Italia
Anno: 2018
Regia: N.Ammaniti, F.Munzi, L.Pellegrini
Con: G.Caprino, E.Lietti

INTRODUZIONE
Tantissime volte, nel corso della storia umana, sono accaduti eventi inspiegabili o ritenuti tali ma che alcuni hanno accettato per ragioni di fede.

Del resto tutti noi abbiamo bisogno di qualcosa in cui credere e a cui aggrapparci nei momenti difficili. Peccato che, in questo caso, l’evento in questione sia poco più che un pretesto per dare il via a qualcosa di completamente diverso.

STORIA
Il Miracolo è una miniserie di otto puntate che racconta di Fabio, importante uomo politico intenzionato a candidarsi come premier.

Una sera, dopo un importante evento, l’uomo viene contattato da uno dei suoi collaboratori che lo informa di un ritrovamento insolito, la statua di una Madonna che lacrima sangue!

Probabilmente sconvolto il primo pensiero di Fabio sarà quello di fare il possibile per evitare che la notizia giunga alla stampa.

OPINIONI

Ho visto le prime due puntate di Il Miracolo e devo dire che, nonostante si tratti di una miniserie un po’ particolare, forse, lo è anche troppo: i personaggi, soprattutto il protagonista, non sembrano trattare la vicenda nel modo giusto, ma, piuttosto, come un problema da risolvere, per non intaccare la propria reputazione.

Ciò di cui si parla è un fatto straordinario, che non dovrebbe avere nulla a che fare con la politica, ma che richiederebbe una certa “delicatezza” che qui manca del tutto.

TECNICAMENTE
Anche l’aspetto tecnico di questa miniserie non mi ha colpito particolarmente: la fotografia è molto più “cupa” di quella che ci si potrebbe aspettare da un prodotto che tratta una tematica così profonda, mentre la regia sembra abbastanza buona.

Molto belle, invece, le musiche, con brani anche italiani molto famosi, a partire dalla sigla iniziale.

CONCLUSIONI

Un prodotto con un tema molto particolare, che non viene affrontato in modo corretto.

Più vicino a quello che immagino essere lo stile di serie come Romanzo Criminale, Gomorra o 1992 che non a qualcosa che si basa su un evento misterioso che deve essere accettato per fede.


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