TALES FROM THE TOUR BUS RECENSIONE

Posted on 16 Mag 2019 in Televisione

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Titolo: Tales from the Tour Bus
Nazione: USA
Anno: 2017
Presentato da: M.Judge

INTRODUZIONE
La musica è un “linguaggio universale” e per alcuni una vera e propria passione: tuttavia non sempre si conoscono le vicissitudini alle base della vita e della carriera di un determinato artista.

Spesso, infatti, questi dettagli sono più conosciuti dai fan che dai semplici “spettatori occasionali”. Analizziamo nel dettaglio questa serie che cerca di “separare la verità dalle leggende”.

TRAMA
Tales from the Tour Bus è la nuova serie tv animata dal creatore dii King of the Hill: in ogni puntata, a metà tra ricostruzioni animate più o meno verosimili e documentario, l’autore stesso ci accoglie all’interno di un immaginario “tour bus”, raccontandoci, in maniera sintetica, la vita e la carriera di alcune tra le più grandi star della musica.

OPINIONI
Tales from the Tour Bus è una serie tv che sto seguendo proprio in questo periodo e che mi sta piacendo abbastanza.

Non la ritengo un capolavoro, sia chiaro, quanto, piuttosto una serie molto ben fatta: la prima stagione è espressamente incentrata sulla country music, ovvero su quel genere che potremmo definire di tipo “western”, mentre la seconda tratta la musica “funk”, che, probabilmente, potrebbe essere più facilmente definita dai veri e propri esperti di musica, ammesso che esistano.

TECNICAMENTE
La cosa più interessante di questa serie tv è la sua tecnica di realizzazione: i disegni sono molto simili, dal punto di vista della pura realizzazione, a quelli della serie precedente.

Ai disegni animati si accompagnano e si alternano filmati di repertorio dai concerti dell’artista in questione e testimonianze di chi l’ha conosciuto da vicino.

All’inizio di ogni puntata, poi, un disclaimer ci informa che non tutto quello che stiamo per sentire potrebbe essere avvenuto, a causa dello stile di vita “alternativo” in voga nel periodo esaminato.

CONCLUSIONI
Un modo originale e nuovo di avvicinare un certo tipo di musica al grande pubblico, magari troppo giovane per conoscere certi artisti.


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THE PUNISHER RECENSIONE

Posted on 26 Apr 2019 in Televisione

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Titolo: The Punisher
Nazione: USA
Anno: 2017
Con: J.Bernthal. A.R.Revah

INTRODUZIONE
Dalla Marvel ecco una nuova produzione, incentrata, questa volta, non tanto su un supereroe quanto su quello che viene definito comunemente “vigilante”

Vediamo nel dettaglio la storia, per spiegare la differenza tra queste due figure.

TRAMA
The Punisher è la serie tv più “normale” tra quelle prodotte dalla collaborazione Marvel-Netflix uscite nel corso degli ultimi anni.

Frank Castle è un ex-marine degli Stati Uniti che ha assistito impotente all’omicidio della propria famiglia, ad opera di un gruppo di uomini mascherati.

A partire da quel momento il suo obiettivo principale sarà quello di vendicarsi.

OPINIONI
A dire la verità la trama della serie tv e molto più complessa, tanto è vero che il desiderio di vendetta di Frank si esaurisce completamente nel corso della prima stagione.

Sono, attualmente, a metà circa della seconda e non si fa più parola di tutto questo, ora The Punisher sembra, piuttosto, incentrato su una sorta di vendetta personale, con componenti quasi thriller, soprattutto in riferimento a certe sequenze.

Non sono presenti riferimenti alle produzioni precedenti, ad eccezione della saltuaria comparsa di un personaggio.

TECNICAMENTE
Questa serie tv non spettacolarizza eccessivamente o almeno non grazie all’uso di effetti visivi; il comparto tecnico e in larga misura rappresentato dall’aspetto coreografico dei combattimenti e da una violenza che, in certi casi, forse, appare eccessiva.

La trama in generale è infatti tipica dei cosiddetti “revenge movie”, nei quali il protagonista cerca giustizia per conto suo, eliminando tutto e tutti quelli che si trovano sul proprio cammino.

Se dovessimo fare un parallelismo potremmo accostarlo probabilmente a personaggi come Batman, almeno dal punto di vista dell’assenza di poteri.

CONCLUSIONI
Una serie “da veri uomini” dura, cupa e violenta.

Sconsigliata alle persone facilmente impressionabili.

Un’altra “vittima” delle cancellazioni operate da Netflix, avvenuta, in questo caso, dopo la seconda stagione.


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THE PROTECTOR RECENSIONE

Posted on 02 Apr 2019 in Televisione

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Titolo: The Protector
Nazione: Turchia
Anno: 2018
Con: Ç.Ulusoy, A.A.Turan

INTRODUZIONE
Primo tentativo orientale di approccio ad una materia, finora, quasi esclusivamente americana,

Stiamo parlando, infatti, di quella che potrebbe essere una trasposizione fumettistica in stile Marvel. Vediamo meglio nel dettaglio.

TRAMA
The Protector è la prima serie tv supereroistica turca, con una trama che potrebbe essere considerata una sorta di “origin story”.

Hakam è un ragazzo che ha perso i genitori da piccolo, uccisi da quello che lui credeva essere un rapinatore,

Presto, però, riceverà in dono una misteriosa “maglia magica” e verrà a conoscenza della sua identità di Protettore, una sorta di prescelto, il cui scopo è quello di eliminare L’Ultimo Immortale.

OPINIONI
Ho apprezzato abbastanza The Protector, si tratta di una serie tv che, come accennato precedentemente, offre una versione nuova di un tema piuttosto diffuso ultimamente: il Protettore è, di fatto, una sorta di supereroe, apparentemente invincibile.

Alcuni tratti, poi, ricordano, seppur vagamente alcuni “esperimenti falliti” e recentemente cancellati, le serie Marvel-Netflix.

Non voglio anticipare troppo, diciamo solo che uno riguarda le modalità di “utilizzo” della maglia magica e uno ha a che vedere con ciò che questo comporta.

Non si tratta di una semplice “copia”, intendiamoci, piuttosto è lecito pensare che questo materiale abbia funzionato come “ispirazione”.

TECNICAMENTE
Anche a livello tecnico questa serie ricorda leggermente le sue controparti occidentali, con effetti visivi e speciali che, però, sono molto più spettacolari e che difficilmente si trovano nelle serie tv americane. Questo tipo di spettacolarizzazione, infatti, in quei casi, è riscontrabile specialmente nelle produzioni cinematografiche che, probabilmente, in quanto tali, in Occidente, godono di un budget più alto.

CONCLUSIONI
Una produzione che, pur non partendo da materiale preesistente, come fumetti o graphic-novel, ne conserva lo spirito e l’estetica, almeno in superficie.

Attualmente annunciata la seconda stagione, in uscita prossimamente.


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THE ORDER RECENSIONE

Posted on 01 Apr 2019 in Televisione

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Titolo: The Order
Nazione: USA
Anno: 2019
Con: J.Manley, S.Grey

INTRODUZIONE
La magia, intesa come forza in grado di permetterti di compiere cose normalmente impossibili o inconcepibili, era un argomento molto in voga nelle produzioni televisive e cinematografiche del passato. Eccola tornare alla ribalta grazie a questo nuovo prodotto.

TRAMA
The Order è una nuova serie tv che racconta la storia di Jack che, dopo aver perso la madre in circostanze inspiegabili, viene accettato in una prestigiosa Università.

Fin da subito il ragazzo entrerà in contatto con una misteriosa organizzazione segreta chiamata L’Ordine Ermetico della Rosa Blu e con I Cavalieri di San Cristoforo, contrapposta all’Ordine e che sembra avere l’obiettivo di distruggerlo.

Jack si troverà, così, coinvolto in quello che pare un conflitto antico tra queste due forze.

OPINIONI
Risulta chiaro quasi immediatamente che The Order si pone come qualcosa che tenta di trattare la magia in modo più “serio” rispetto alle classiche produzioni per ragazzi.

La serie tv in questione ha, infatti, toni leggermente più cupi e maturi, rispetto a quelli a cui siamo già abituati, il tutto inserito nel tipico contesto del college americano, fatto di organizzazioni gerarchiche e società segrete.

Lo stesso Ordine, infatti, almeno inizialmente, sembra configurarsi come una di queste.

TECNICAMENTE
Penso, non essendo un esperto di effetti visivi o speciali, che questa serie tv faccia un uso piuttosto ampio dei primi, soprattutto per le scene di “trasformazione”, limitando i secondi ai momenti in cui devono essere messi in scena i classici combattimenti tra creature mostruose che potrebbero essere realizzate come “pupazzoni”, animatronics per simulare una loro reale presenza in scena, tecnologie sicuramente più costose ma che, secondo alcuni, offrono una resa migliore rispetto alla realizzazione digitale.

CONCLUSIONI
Come avete potuto capire si tratta di qualcosa che offre un punto di vista diverso circa una materia sulla quale, apparentemente “era già stato detto tutto”.


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ARROW RECENSIONE

Posted on 11 Mar 2019 in Televisione

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Titolo: Arrow
Nazione: USA
Anno: 2012
Con: S,Amell, W.Olland

INTRODUZIONE
Il modello del “figliol prodigo” trova una nuova applicazione, grazie all’ormai consolidata tradizione di trasposizioni fumettistiche sul piccolo schermo nelle quali, forse, la DC ha trovato una strada migliore rispetto a quella, già tentata più volte, delle versioni cinematografiche.

Vediamo brevemente un esempio.

TRAMA
Arrow è la storia del giovane Oliver Quin, rampollo di una ricca e potente famiglia di Starling City che, creduto morto dopo un naufragio su un’isola deserta, ritorna dopo circa cinque anni con una missione: annientare ogni forma di corruzione presente in città.

Per fare ciò il giovane si troverà, suo malgrado, costretto ad assumere l’identità del vigilante mascherato Freccia Verde.

OPINIONI
Arrow è una serie tv che non conoscevo o meglio che non avevo mai visto, dato che fa parte di un universo molto più ampio e composito.

Ultimamente molte serie tv stanno tentando la strada dell’universo condiviso, sul modello Marvel, ma dove la prima è riuscita a dare forma al suo progetto, la seconda sta faticando molto, cinematograficamente parlando e riesce a tirare fuori prodotti di buona qualità quasi esclusivamente nell’ambito delle serie tv.

L’unica cosa che non convince è la “questione della lista”, che lo rende più simile ad una produzione del genere “Il Conte di Montecristo”, almeno per quanto riguarda le dinamiche.

TECNICAMENTE
Stiamo parlando di una serie tv quasi esclusivamente action, almeno per ora, quindi l’aspetto tecnico è  di tipo “coreografico”, limitato, cioè alla gestione delle scene di combattimento, che sembrano ben realizzate.

Questa produzione fa già parte di un progetto più ampio, che coinvolge altri personaggi, creati dalla stessa testata fumettistica, quindi so già che, gradualmente, si entrerà in un ambito più fantascientifico e spettacolare.

CONCLUSIONE
Sicuramente un prodotto che può essere apprezzato maggiormente da chi conosce già le avventure fumettistiche del personaggio.

La prima stagione somiglia di più ad un action “di stampo classico”.


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JANE THE VIRGIN RECENSIONE

Posted on 01 Feb 2019 in Televisione

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Titolo: Jane the Virgin
Nazione: Spagna
Anno: 2017
Con: G.Rodriguez, J.Baldoni

INTRODUZIONE
Come sanno tutti, per avere figli ci sono diversi metodi, pur non avendo mai avuto “rapporti intimi” con l’altro sesso, a causa delle proprie convinzioni religiose.

Cosa succede, però, se un errore medico ribalta tali convinzioni?

Scopriamolo insieme.

TRAMA
Jane the Virgin è una serie tv spagnola che racconta la storia di una ragazza cresciuta in una famiglia con una forte convinzione religiosa, inculcatale dalla nonna, che le ha insegnato a preservare la sua purezza fino al matrimonio.

Sfortunatamente, durante una visita medica, a causa di un errore, la nostra protagonista, fino ad allora vergine, si trova incinta.

Comincerà, allora, una bizzarra serie di eventi che porterà all’arrivo di un componente in più in famiglia, il piccolo Mateo.

OPINIONI
Sto seguendo Jane the Virgin proprio in questo periodo e devo dire che, malgrado alcune parti che rivelano la sua natura di telenovela, ci troviamo, tutto sommato, nell’ambito del plausibile e del realistico: penso che l’evento che mette in moto la trama di questa serie tv, ad esempio, si possa verificare, o almeno non lo trovo così improbabile.

Alcune sequenze, invece, sono lo stereotipo per eccellenza della telenovela sud-americana, con relativi “colpi di scena” che lascio a voi il piacere di scoprire.

TECNICAMENTE
Anche sotto questo aspetto ci troviamo davanti ad una serie tv che tenta di “fare il verso” alle tipiche telenovelas, con dialoghi eccessivamente enfatizzati e recitati interamente in lingua originale.

È presente anche un discorso meta-televisivo, dato che uno dei personaggi è un attore.

Assistiamo, quindi, a qualche scena, estrapolata direttamente da queste fittizie serie tv, Le Passioni di Santos e Tiago attraverso il Tempo, nonché ai “drammi” che ne conseguono, come la perdita di fan o un tweet negativo.

Interessanti, infine, gli interventi del narratore, che rappresentano una linea comica irresistibile.

CONCLUSIONI
Per chi ama e per chi odia le telenovelas, un prodotto che permette di avvicinarsi al genere, senza guardarlo veramente.


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