LOST IN SPACE RECENSIONE

Posted on 04 Mag 2018 in Televisione

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Titolo: Lost in Space
Nazione: USA
Anno: 2018
Con: M.Parker, T.Stephens

INTRODUZIONE
Le opere fantascientifiche ambientate in contesti post-apocalittici, nei quali la Terra è stata ormai resa inabitabile, fanno parte, forse, di uno dei generi più classici della fantascienza, fin quasi dai suoi inizi.

È un vero peccato, però, che, a causa di una grave crisi di idee si decida di sfruttare questo filone, riproponendo un rifacimento di un’altra produzione televisiva e cinematografica del passato.

STORIA
Lost in Space è una serie tv che prende spunto da una serie di produzioni degli anni Sessanta, proponendo il classico schema dell’umanità alla ricerca di una vita migliore su un altro pianeta.

A causa dello schianto di un meteorite che ha reso la vita sulla Terra estremamente difficile, la famiglia Robinson decide di imbarcarsi in una missione spaziale, con l’obiettivo di stabilire una nuova colonia su Alfa Centauri.

I contrasti già presenti all’interno del gruppo verranno sfruttati ed amplificati dalla presenza di una passeggera presentatasi come la Dottoressa Smith, che sembra avere in mente un piano molto pericoloso.

OPINIONI
Lost in Space prende spunto da una precedente serie tv e da un film, di quest’ultimo non ricordo niente, anche se sono abbastanza sicuro di averlo visto.

Personalmente penso che sia quasi simbolico che il cognome della famiglia protagonista sia Robinson, proprio come Robinson Crusoe, il famoso naufrago, disperso su un’isola deserta.

Credo che non sia un caso ma che, al contrario, sia un riferimento voluto.

TECNICAMENTE
Essendo una serie tv fantascientifica ci si potrebbe aspettare una certa abbondanza di effetti spettacolari, dal mio punto di vista questo obiettivo è raggiunto abbastanza bene, anche se, più che altro, si punta molto sulla spettacolarità della ricostruzione di certe ambientazioni che risultano abbastanza ben ricostruite.

In alcuni casi si nota anche il tentativo di costruire un certo tipo di tensione, che viene mantenuta molto bene.

CONCLUSIONI
Intrigante e spettacolare, anche se non particolarmente originale, anche data la sua “provenienza”.

Forse, cercando in Rete, è possibile reperire qualche frammento della serie o del film originale!


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WRECKED RECENSIONE

Posted on 16 Apr 2018 in Televisione

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Titolo: Wrecked
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: Z.Cregger, J.Lowe

INTRODUZIONE
Gli incidenti aerei, come tutti sanno, sono qualcosa di terribile.

Se si sopravvive e si finisce su un’isola deserta, però, ci sono due modi di affrontare la situazione: disperarsi o “prenderla con filosofia”, cercando di vedere il lato positivo e di cogliere il meglio dell’esperienza, come in questo caso.

STORIA
Wrecked è una nuova serie tv che parte da una situazione forse non particolarmente originale, ma trattata con un approccio inedito.

La storia è infatti quella di un gruppo di sopravvissuti ad un incidente aereo che, schiantatisi su un’isola deserta, cercano di “organizzarsi” per sopravvivere, trovandosi, ovviamente, a scontrarsi.

OPINIONI
Wrecked è una serie tv che apprezzo molto: come dicevo prima, la situazione di partenza può non sembrare nuova è infatti non lo è, quello che è inedito è il modo di affrontarla!

Guardando il primo episodio, personalmente, non ho potuto fare a meno di pensare ad un’altra serie tv partita con queste premesse, ma di tutt’altro genere, ovvero Lost.

Personalmente considero questa produzione una sorta di “parodia comica” di quest’ultima.

TECNICAMENTE
Dal punto di vista tecnico quello che viene subito messo in luce è una fotografia molto “ampia” e luminosa, che valorizza l’ambientazione tropicale nella quale si svolge la vicenda.

Le battute, invece, non disdegnano qualche “scivolone” in un tipo di umorismo piuttosto grezzo, basato su metafore e doppi sensi, anche di natura sessuale, un po’ come accade in certi film che utilizzano una comicità piuttosto spicciola, ma con qualche momento che tenta anche di essere profondo, pur non prendendosi particolarmente sul serio, com’è normale che accada in qualsiasi serie tv o film comico.

CONCLUSIONI
Un prodotto che, come quasi ogni forma d’intrattenimento, vive di alti e bassi, non particolarmente brillante ma comunque godibile.

Come sempre per serie e film di questo tipo consiglio la visione ad un pubblico adulto.


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BLACK LIGHTNING RECENSIONE

Posted on 28 Mar 2018 in Televisione

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Titolo: Black Lightning
Nazione: USA
Anno: 2018
Con: C.Williams, C,Adams

INTRODUZIONE
Nuova trasposizione di un personaggio poco conosciuto del mondo dei fumetti DC Comics, portato in Italia presso il grande pubblico grazie alla piattaforma streaming su abbonamento Netflix.

Magari questo colosso contribuirà alla sua diffusione, come avvenuto con i Guardiani della Galassia, portati alla ribalta dalla “rivale” Marvel.

STORIA
Black Lightning è una serie tv ambientata nel degradato quartiere di Freeland, dove la criminalità sembra aver trovato nuovo terreno fertile dopo l’apparente ritiro del suo protettore, ormai inattivo da nove anni.

Stanco di questa situazione il tranquillo agente di polizia Jeff Pierce decide di reagire e di tornare a vestire  i panni del giustiziere mascherato Fulmine Nero.

OPINIONI
Black Lightning è una serie tv che mi lascia piuttosto perplesso: io adoro le storie di supereroi, non so bene spiegare il perché ma, da una parte ho la sensazione di essermi perso qualcosa e dall’altra mi sembra una produzione molto “politicamente corretta”: gli attori principali sono afroamericani e l’ambientazione è quella di un immaginario quartiere degradato di periferia, come a voler precisare che i produttori e gli sceneggiatori sono molto sensibili nei confronti di queste tematiche.

Ostentazione che si sarebbe potuta evitare, secondo me!

TECNICAMENTE
Dal punto di vista tecnico non c’è molto da dire su questa serie tv: i pochi effetti visivi, utilizzati nelle scene di “combattimento”, per mostrare i poteri di Fulmine Nero, non sembrano molto convincenti, la costruzione dei personaggi non è molto approfondita ed appare, anzi, piuttosto stereotipata.

CONCLUSIONI
Per una volta devo confessare di non essere rimasto particolarmente colpito da una serie supereroistica. Consiglia a chi volesse approcciarvisi di cercare, prima, qualcosa di relativo al personaggio in fumetteria o su Internet, in modo da avere un quadro più completo e approfondito, un po’ come accade per Jessica Jones.


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ALTERED CARBON RECENSIONE

Posted on 12 Mar 2018 in Televisione

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Titolo: Altered Carbon
Nazione: USA
Anno: 2018
Con: J.Kinnaman, M.Higareda

INTRODUZIONE
L’immortalità è un’ossessione da sempre presente nelle opere e nell’immaginario di molti scrittori ed artisti.

Sono innumerevoli le opere, nel corso della storia umana, in cui un certo personaggio consuma i propri sforzi e la propria vita per inseguire questa chimera.

Questa volta il tema viene indagato con un approccio più fantascientifico e tecnologico.

STORIA
Altered Carbon è una serie tv che racconta la “rinascita” di Takashi, giovane soldato, ucciso durante un’operazione di polizia, la cui coscienza viene “trapiantata” in un nuovo corpo.

Lo scopo di questo esperimento è permettere all’uomo di indagare sull’omicidio di un milionario responsabile dell’invenzione della tecnologia che ha permesso il “ritorno” di Takashi.

OPINIONI
Ho visto un solo episodio di Altered Carbon e non vedo l’ora di continuare!

Riassumere brevemente la trama di questa serie tv, però, non è affatto semplice, dato che le premesse che ne stanno alla base risultano, già in partenza, estremamente confuse.

TECNICAMENTE
Dal punto di vista tecnico, invece, posso fare un ragionamento molto più approfondito, per quanto povero di dettagli strettamente attinenti alla tecnica in sé e per sé.

La regia non è una cosa che si fa notare, com’è giusto che sia, anche per quanto riguarda le produzioni televisive, quello che mi ha colpito, invece, di questa serie tv, è stata la fotografia, molto cupa, anche se, in certi punti mi sembrava quasi che ci fosse un leggero effetto neon.

Mi ha ricordato un po’ grandi capolavori del passato come Blade Runner, per quanto la tematica sia molto differente: lì si parlava di androidi, qui di un “trasferimento di coscienza” da un corpo all’altro.

CONCLUSIONI
Una serie sicuramente interessante, ma che richiede un po’ di tempo per essere compresa, vista la particolarità della tematica.

Da non abbandonare subito, per quanto la partenza sia piuttosto lenta.


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WESTWORLD RECENSIONE

Posted on 02 Mar 2018 in Televisione

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Titolo: WestWorld
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: E.R.Wood, J.Marsden

INTRODUZIONE
Il western è, forse, insieme all’horror, uno dei generi cinematografici con più storia alle spalle, a tal punto che la sua fama ha superato i confini del grande schermo per entrare anche in quello televisivo.

In questo caso si tratta di qualcosa di decisamente particolare, ecco perché

STORIA
WestWorld è una serie tv che si basa su un film omonimo che prende spunto da un’idea molto particolare.

La storia, infatti è ambientata in un parco a tema western “dove tutto è concesso”: la struttura, infatti, è popolata da androidi, esseri artificiali, creati per l’intrattenimento dei visitatori del parco che, in tal modo, possono sfogare i loro istinti più primordiali.

OPINIONI
Ho iniziato a guardare WestWorld con un certo ritardo, rispetto alla sua uscita e devo dire che alcune cose mi risultano molto difficili da comprendere: in primo luogo, ovviamente, questa serie tv si basa sulle cosiddette “leggi della robotica” di Asimov, che impongono all’androide di non fare del male agli esseri umani.

Il problema è che ci  troviamo in un’ambientazione western, quindi in un contesto molto violento e qui le “vittime” sono esseri artificiali che, in quanto tali, per la loro “programmazione” non possono ribellarsi. Nonostante questo sembra che alcuni di loro siano in grado di ricordare ciò che subiscono dai “visitatori” del parco e questo risulta abbastanza disturbante.

TECNICAMENTE
Anche dal punto di vista tecnico questa serie tv è molto ben realizzata: l’ambientazione del vecchio west risulta ben costruita e ogni episodio pone interrogativi molto interessanti, riguardanti, per la maggior parte, la “natura” di alcuni personaggi.

I dialoghi, poi, sembrano mirati ad inserire alcune riflessioni filosofiche in tal senso.

CONCLUSIONI
Profondo, filosofico e potente, un discreto “pugno allo stomaco”, non adatto a tutti, in particolare per certi sfoggi di “crudeltà”, apparentemente insensati.

Una bellissima riflessione sulla natura umana e sul concetto di giusto/sbagliato.


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YOUNG SHELDON RECENSIONE

Posted on 01 Mar 2018 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Young Sheldon
Nazione: USA
Anno: 2017
Con: J.Armitage, R.Revor

INTRODUZIONE
Ormai da molti anni stiamo assistendo all’utilizzo, sempre crescente della pratica dei sequel, dei remake e degli spinoff.

Spesso alcuni di questi vengono realizzati sull’onda del successo di un certo prodotto, magari per approfondire le “origini” di un determinato personaggio, proprio come in questo caso.

STORIA
Young Sheldon è una serie tv ambientata in Texas nel 1989 che racconta la vita della famiglia Cooper, apparentemente normale, se non fosse per il fatto che uno dei figli, il giovane Sheldon, gode di un eccezionale vantaggio: un’intelligenza fuori dal comune, che lo porterà ad affacciarsi al mondo dell’istruzione superiore a soli nove anni.

Almeno inizialmente la vita per il ragazzino non sarà affatto semplice ma, in un certo senso, tutti sappiamo come andrà a finire.

Tutto ciò è narrato dalla voce della “versione adulta” di Sheldon che già conosciamo.

OPINIONI
Ho appena iniziato a guardare Young Sheldon e devo dire che, nonostante venga presentata come serie tv comedy, almeno per il momento, non sembra faccia così ridere o forse si tratta semplicemente di un tipo di umorismo un po’ diverso.

Il discorso sugli spinoff e sul “sapere già come andrà a finire” deriva semplicemente dal fatto che si tratta di un prequel della famosa serie tv The Big Bang Theory.

In questo modo possiamo scoprire l’origine di alcune “fisse” di Sheldon.

TECNICAMENTE
Come in ogni serie tv non è importante tanto l’aspetto tecnico quanto la caratterizzazione dei personaggi.

Purtroppo devo dire che, da questo punto di vista è stato fatto un lavoro che si basa troppo su alcuni stereotipi provenienti da caratterizzazioni dei texani e non solo di alcune produzioni passate: il genio, il fratello maggiore bullo, la madre devota cattolica e non si capisce se ciò sia fatto per la volontà di “mettere alla berlina” certi atteggiamenti o meno.

CONCLUSIONI
Una serie tutto sommato abbastanza godibile, che racconta il passato di uno dei personaggi più amati e odiati della televisione.


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