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Titolo: C’era una volta
Nazione: USA
Anno: 2011
Con: J.Morrison, J.S.Gilmore

INTRODUZIONE
Dopo tanti anni, finalmente, le fiabe tornano in televisione ma questa volta non si tratta più di sceneggiati originali di minimo due puntate, trasmessi generalmente in chiaro sulle reti generaliste, ma di qualcosa di completamente diverso, sia per il formato che per i contenuti esposti, trattandosi di una produzione per le reti satellitari ideata e trasmessa in America dalla nota rete televisiva ABC. Esaminiamo meglio questo nuovo prodotto

TRAMA
In una piccola e fittizia cittadina del Maine vive Harry, undicenne molto sveglio, figlio adottivo del sindaco della piccola cittadina di Storybrooke, nascosta al resto del mondo, perché popolata da personaggi delle fiabe che hanno perso la memoria, a causa di un sortilegio lanciato dalla Regina Cattiva,  matrigna diBiancaneve, attuale sindaco della città ed unica ad essere a conoscenza di questo segreto.

Un bel giorno la madre naturale del ragazzo torna dopo anni in cerca del figlio.

I due legano subito, scatenando le ire di Regina che tenta di separarli in tutti i modi, anche perché Harry vuole rivelare a tutti la verità, riconducendoli alla Foresta Incantata.

Dopo tante peripezie i due riusciranno a spezzare il sortilegio, ma questo è solo l’inizio….

OPINIONI
Ho apprezzato molto C’era una volta, ritenedola una buona serie tv che reca con sé un esperimento interessante recuperare e in alcuni casi fondere alcune fiabe dando loro un’impostazione molto più matura e meno infantile, cosa non facile, dato che le fiabe sono, per loro natura, destinate, prevalentemente ad un pubblico infantile.

Non voglio anticipare troppo ma, alla fine dell’ultima stagione, assistiamo all’arrivo di un personaggio molto interessante, sicuramente familiare a chi ha assistito alle ultime produzioni Disney.

TECNICAMENTE
C’era una volta è una serie tv che cerca di affrontare in modo diverso un genere già in passato fonte di ispirazione per trasposizioni varie.

Questa serie tv lo fa in modo molto diverso, avvalendosi anche di mezzi tecnici non indifferenti e di interpretazioni convincenti, anche se non è sempre facile identificare i personaggi o più che altro può capitare di assistere a certi rimescolamenti che sembrano dare vita a qualcosa di diverso.

CONCLUSIONI
Questa serie è consigliata ed adatta ad un pubblico adulto, non tanto per i contenuti violenti o di altra natura che sono quasi del tutto massenti, quanto perché questa produzione potrebbe generare spiazzamento e confusione negli spettatori più giovani non o poco abituati a questo tipo di approccio ad un genere che, bene o male, ha fatto parte dei nostri ricordi più belli, legati all’infanzia, un periodo in cui tutto sembrava più semplice


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