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DEATH NOTE-IL QUADERNO DELLA MORTE RECENSIONE
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Titolo: Death Note-Il Quaderno della Morte
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: A.Wingard
Con: N.Wolff, M.Qualley

INTRODUZIONE
Nell’ambito delle trasposizioni da un medium ad un altro, com’è ovvio, non tutto può venire bene ed essere apprezzato.

Questo accade, però, in modo particolare, quando si cerca di trasporre un’opera che reca in sé concetti propri di una certa cultura che, quindi, non possono mantenere le loro caratteristiche originarie, vediamone un esempio.

STORIA
Death Note è un film originale Netflix tratto dall’omonimo anime, disponibile analogamente sulla medesima piattaforma e tratto, a sua volta, da un manga, ovvero il fumetto giapponese.

Light è un ragazzo fortemente problematico che, una mattina riceve, letteralmente come dono dal cielo un misterioso libro chiamato Il Quaderno della Morte.

Sfogliando le sue pagine il ragazzo entrerà in contatto con il misterioso Ryuk, antico demone della Morte e da quel momento in avanti ogni persona il cui nome verrà scritto sul quaderno sarà destinata a morire.

Ma questo è solo l’inizio…

OPINIONI
Pur non trovando Death Note un film scabroso come tanti sostengono sono del parere che, forse, questa non sia una delle operazioni più felici e sensate portate a termine da Netflix negli ultimi anni.

Non ho mai visto l’anime e ho in programma di farlo prossimamente, quello che è certo è che, se davvero si tratta di un’opera così profonda come molti pensano, forse si sarebbe potuta prestare maggiore attenzione, senza contare che alcuni personaggi si comportano in modo molto scorretto, in particolare uno, che compare nei primi minuti del film.

TECNICAMENTE
Anche dal punto di vista tecnico il film non è poi così spettacolare: la resa grafica di Ryuk, in particolare, non mi ha convinto tanto: il fatto di non mostrarlo bene faceva quasi pensare che non avessero saputo realizzarlo in modo soddisfacente.

Una critica che io appoggio è, inoltre, quella relativa all’occidentalizzazione, dal momento che così si perdono alcune caratteristiche specifiche dell’opera, a causa dell’ovvia differenza culturale tra Giappone e America.

CONCLUSIONI
Un esperimento parzialmente fallito che, comunque, non rispetta la fonte da cui trae ispirazione.


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