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MAMMA MIA!-CI RISIAMO RECENSIONE
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Titolo: Mamma mia! Ci risiamo
Nazione: USA
Anno: 2018
Regia: O.Parker
Con: A.Seyfried, D.Cooper

INTRODUZIONE
A volte, quando si cerca di organizzare un evento importante, si vuole che tutto vada per il verso giusto, soprattutto se si lavora tanto per portare a termine un determinato progetto e l’evento menzionato prima ne segna la conclusione.

Purtroppo in questo caso, la protagonista dovrà affrontare diversi problemi prima di raggiungere il suo obiettivo.

TRAMA
Mamma mia! Ci risiamo è un film tratto da una storia totalmente originale, a differenza del precedente.

Sono passati anni dalla morte di Donna e Sophie ora vorrebbe inaugurare un nuovo albergo sull’isola che, in qualche modo, possa rendere omaggio alla madre.

Contemporaneamente assistiamo alla storia del personaggio di quest’ultima, ambientata nel 1979 e all’estate in cui la ragazza conobbe, nel corso di un’estate, tre giovani, avendo una piccola storia con ognuno di loro.

OPINIONI
Lo so, la trama di Mamma mia! Ci risiamo riassunta nel punto precedente crea una leggera confusione, ma, se avete visto il film precedente, torna tutto quanto.

Risulta subito chiara, fin dai primi minuti, l’assenza di Donna “per cause di forza maggiore”, quindi ci si sposta, quasi fin da subito, tra passato e presente e questa sorta di ping-oong è presente nel corso di tutta la pellicola.

Qui facciamo anche la conoscenza della nonna di Sophie che, in un certo senso, è uno “spirito libero” come la figlia.

TECNICAMENTE
L’aspetto tecnico si mantiene sul livello del film precedente, restituendo perfettamente l’idea della spensieratezza e della leggerezza tipiche sia della giovinezza che dell’estate.

Immancabili, anche in questo caso, le canzoni degli ABBA, sia i classici più conosciuti, che vengono anche “canticchiati” dai personaggi, sia alcuni brani che, magari, sono noti quasi solo presso u fan del gruppo, ad eccezione di una canzone in particolare, collocata, più o meno, verso il finale.

CONCLUSIONI
Non è da tutti ed è anche piuttosto difficile realizzare il sequel di un’opere riconosciuta ed apprezzata da molti, devo dire che, in questo caso, ho gradito il risultato.


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