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NOAH RECENSIONE
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Titolo: Noah
Nazione: USA
Anno: 2014
Regia: D.Aronofsky
Con: R.Crow, J.Connelly

INTRODUZIONE
Una volta, tanti anni fa, all’inizio della storia della televisione vi fu, per un certo periodo, una discreta diffusione di kolossal, spesso ispirati a brani della Bibbia. Spesso si trattava di coproduzioni, realizzate, per la maggior parte, in collaborazione con paesi come l’Inghilterra.

Questa produzione non si colloca propriamente in tale ambito, anche perché si tratta di una trasposizione cinematografica, comunque si tratta di qualcosa che ci si avvicina molto.

Esaminiamola più da vicino.

TRAMA
Noah, come ampiamente suggerito dal nome, è un film del 2014 che si ispira al mito biblico, riportato nel libro della Genesi, dell’Arca di Noè e del diluvio universale.

Tanto tempo fa, all’epoca della Creazione, quando Dio creò l’uomo e lo pose nel Giardino dell’Eden, creò anche gli Angeli per vegliare su di lui.

Sfortunatamente il Diavolo, sotto forma di serpente, tentò Eva, provocando l’allontanamento suo e di Adamo dal Paradiso e la caduta di alcuni Angeli che, da creature di pura luce, diventarono una sorta di mostri di roccia e fango.

Tempo dopo il Creatore si manifestò a Noè, annunciandogli una grave catastrofe naturale, ma offrendogli la possibilità di salvarsi, costruendo un’arca e piazzandovi due esemplari per ogni specie.

Fu l’inizio di un viaggio epico, del quale il film segue l’evoluzione.

OPINIONI
Da un po’ di tempo si registra, di tanto in tanto, un ritorno di interesse verso produzioni di genere epico-spettacolare, solitamente, però, si tratta di film che presentano un tocco fantastico, piuttosto lontano dalla realtà, tanto da essere ambientati, addirittura, in altri mondi.

Questa volta si è preferito puntare su un genere totalmente diverso e per certi sensi più delicato rispetto ad altri.

Noah si basa, infatti sulla trasposizione di un episodio preso da un testo sacro, quindi la materia richiedeva una certa cura.

Sembra, tuttavia, che si sia cercato di strafare, riempiendo una materia così delicata con mille sfaccettature spettacolari che, in certi punti, appaiono, forse, un po’ esagerate.

TECNICAMENTE
Come ogni produzione di genere epico, il film punta molto sull’utilizzo di effetti speciali che, in certi punti, appaiono più caratteristici e più adatti a produzioni di genere catastrofico.

Le interpretazioni non sono male, anche se forse un po’ sopra le righe, normale per produzioni nelle quali i personaggi si trovano ad affrontare enormi disastri naturali.

CONCLUSIONI
Una produzione sicuramente di discreto livello, che potrebbe aver richiesto l’impiego di sostanziose risorse economiche.

Ideale per gli amanti delle produzioni di una volta, ispirate, per la maggior parte, ad episodi biblici.


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