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Come abbiamo già avuto modo di vedere in almeno altre due occasioni La Bella e la Bestia è uno dei racconti con il più alto numero di trasposizioni della storia del cinema e della televisione.

Non si sa bene quale sia il fascino di questa fiaba, probabilmente il suo forte messaggio di fondo, ancora profondamente attuale nella società odierna, che invita a non fidarsi e a non lasciarsi ingannare dalle apparenze.

Proprio in queste ore, infatti, le sale cinematografiche italiane sono state “invase” da una nuova trasposizione di questo classico che, questa volta, a differenza delle versioni precedenti, attinge pienamente ed evidentemente dalla versione animata del 1991 che i più grandi di noi hanno sicuramente visto almeno una volta nella vita.

La storia è sempre la stessa, ma quello che colpisce maggiormente è l’estrema fedeltà e somiglianza di questa versione a quella sopracitata, trasparente fin dai primi trailer e “contaminata” da qualche elemento di quella ritenuta la versione originale: la storia del mercante che, dovendo partire per un viaggio, chiede alle figlie cosa desiderino, mentre le prime due chiedono accessori frivoli, come nastri e merletti, la più piccola esprime un desiderio semplice: ricevere una rosa.

Questa volta risulta evidente fin da subito la volontà, da parte del regista di commuovere e generare fin da subito nello spettatore il famoso “effetto nostalgia”, operazione che, per quanto mi riguarda, è riuscita in pieno!

La produzione di questa versione di La Bella e la Bestia è affidata, anche stavolta, alla Disney e se proprio si vuole essere precisi si può trovare strano che la stessa casa di produzione abbia lavorato alla stessa storia sia in versione animata che in live-action.

Se volete un consiglio approfittatene e correte a vederlo, tornerete sicuramente bambini!

Finalmente un’”operazione nostalgia” che funziona, quantomeno più di tante altre tentate nel corso di questi ultimi anni!


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