BIG MOUTH RECENSIONE

Posted on 13 Ott 2017 in Televisione

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Titolo: Big Mouth
Nazione: USA
Anno: 2017
Con le Voci di: S.De Filippis, D.Francucci

INTRODUZIONE
L’adolescenza è un periodo molto complicato e pieno di crisi e trasformazioni fisiche, sia per i ragazzi che per le ragazze.

Un aspetto mai trattato finora, però, anche dalle cosiddette “serie per adulti”, è quello dei cambiamenti in ambito ormonale/sessuale.

Ecco dove si colloca questo nuovo e originalissimo prodotto.

STORIA
Big Mouth è una nuova serie tv animata che racconta i cambiamenti nella vita di Bill e Andrew, migliori amici da tantissimo tempo, come nella migliore tradizione di molti prodotti cinematografici e televisivi.

Entrambi i nostri protagonisti sono alle prese con l’adolescenza e le prime esperienze con il sesso opposto.

Bill, in particolare, verrà aiutato e “stimolato” dalla presenza di una particolare figura chiamata il Mostro degli Ormoni.

OPINIONI
Da quanto detto finora Big Mouth potrebbe quasi sembrare una tipica serie tv per adulti, il problema principale, però, risiede nel linguaggio che, a volte, “scivola” nell’ambito della volgarità quasi gratuita.

Non è facile parlarne, infatti, senza scandalizzare qualcuno, dati i frequenti riferimenti a certi “fenomeni corporei” normali, del resto, nell’età dello sviluppo ormonale.

Personalmente ho avuto molte difficoltà, almeno all’inizio, a sentir parlare di certe cose in termini così “espliciti”.

Possiamo quasi dire che, in un certo senso, si tenti di trovare un’alternativa al classico “discorsetto”, ma, badate bene, ho detto “quasi”, il che significa che bisognerebbe, comunque, essere un minimo “preparati”.

TECNICAMENTE
Superate le iniziali difficoltà, dovute ad un certo “moralismo” ciò che colpisce è l’aspetto tecnico: i disegni, in questa serie tv,  sono, infatti, realizzati con il classico stile super-deformed, personaggi con lineamenti molto accentuati, soprattutto per quanto riguarda le bocche.

Il resto del comparto tecnico è più o meno nella media.

CONCLUSIONI
Una produzione originale, che osa e si spinge “dove nessuno si era mai spinto prima”.

Ovviamente, per i temi e le immagini trattate, la visione è sconsigliata ai minori.


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BIG LITTLE LIES RECENSIONE

Posted on 12 Ott 2017 in Televisione

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Titolo: Big Little Lies
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: J.M.Vallèe
Con: A.Skarsgard, R,Whisterpoon

INTRODUZIONE
Se c’è una cosa che le serie televisive come Desperate Housewives ci hanno imsegnato è che le persone con una vita perfetta, spesso, nascondono molti più segreti di quanto si potrebbe pensare e che questa perfezione è solo apparenza. In questo caso le cose si spingono anche troppo oltre, fino ad arrivare, in un certo senso, al punto di non ritorno, vediamo come.

STORIA

Big Little Lies è una miniserie che racconta la storia di tre donne, madri, quindi amche mogli, amiche tra loro, ma con i loro problemi e le loro gelosie. La storia inizia quando una donna viene trovata morta dopo una festa e tutti i presenti vengono portati al più vicino commissariato di polizia per essere interrogati sui fatti.

Le vicende proseguono, così, in flaskback, ovvero a ritroso, mostrandoci gli aventi a partire dall’arrivo in città di una delle protagoniste, fino ad arrivare ai tragici eventi di quella sera.

OPINIONI

Ho visto solo due puntate di Big Little Lies, ma già ne sono rimasto abbastanza affascinato: non sono molte le miniserie che “partono dalla fine” per poi andare all’indietro e mostrarti come si è arrivati a quel punto. Sicuramente non si tratta di una tecnica narrativa molto utilizzata, ma, a mio parere, è perfetta, soprattutto se si tratta di un prodotto di genere mystery/thriller, dato che, per sua natura, questo genere implica una ricostruzione del crimine per scoprirne il colpevole.

TECNICAMENTE

Questa miniserie è estremamente particolare dal punto di vista tecnico: la regia è molto buona e la fotografia luminosa contrasta moltissimo con quelli che sono i presupposti della storia, che richiederebbero di essere trattati in maniera molto più seria.

Si tratta, inoltre, di un prodotto che, ancora una volta, contrasta con la classica idea delle serie televisive come “cimitero degli elefanti” nel quale muoiono le carriere di tanti grandi attori, data la presenza di attrici di grande rilievo, anche cinematografico, all’interno del cast.

CONCLUSIONI

Una miniserie brillante, che alterna momenti di relativa leggerezza ad altri un po’ più “tesi”, il tutto incorniciato nel classico contesto californiano.

 

 


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ARQ RECENSIONE

Posted on 09 Ott 2017 in Cinema

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Titolo: ARQ
Nazione: USA/Canada
Anno: 2016
Regia: T.Elliott
Con: R.Amell, R.Taylor

INTRODUZIONE
Uno dei fenomeni più analizzati della fantascienza, insieme ai viaggi nel tempo, è il cosiddetto “loop temporale”, una particolare condizione nella quale il tempo assume la forma di un anello che porta alla continua ripetizione di una sua porzione, ad esempio una giornata o poche ore.

Vediamo in questo caso come viene sviluppata la tematica.

STORIA
ARQ è un film ambientato in un futuro indefinito nel quale, com’è ormai da tradizione, la Terra è stata resa inabitabile da una gravissima catastrofe ambientale che ha reso l’aria fortemente tossica e ha causato enormi carestie. Ren e Hanna sono una giovane coppia che vive rinchiusa in un bunker, al riparo dall’ambiente ostile.

I due vengono svegliati una sera dall’ingresso di un gruppo di intrusi e da quel momento, a causa di un’invenzione di Ren, i due rimarranno intrappolati in un anello temporale.

OPINIONI
Ho trovato ARQ un film molto interessante, ma con alcune pecche, il titolo della pellicola è dato da un acronimo che ora non ricordo, ma che ha a che vedere con la fisica quantistica, materia che suppongo abbia qualche collegamento con i viaggi nel tempo.

Che io ricordi non sono molte le produzioni fantascientifiche che trattano questo specifico aspetto della materia e nel caso foste interessati suppongo potreste approfondire con una piccola ricerca sul web.

Quello che non mi ha fatto molto piacere, invece, è stato constatare l’immediata partenza dell’azione, senza informazioni di contesto che ci aiutino a capire, ad esempio in che anno siamo, cos’è successo al pianeta e perché.

TECNICAMENTE
Forse il lato un po’ più debole del film riguarda l’aspetto tecnico, almeno per  gli effetti visivi: se siete fan delle pellicole altamente spettacolari, lasciate perdere.

Le scenografie, infine, si limitano esclusivamente ai pochi ambienti interni del bunker e solo verso la fine possiamo vedere qualcosa dell’ambiente esterno, inadatto alla vita, logicamente.

CONCLUSIONI
Un film molto lacunoso, che lascia parecchi non detti e molto spazio all’interpretazione dello spettatore.

Come ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo creativo, anche se non completamente “da buttare”!


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IL NOME DEL FIGLIO RECENSIONE

Posted on 06 Ott 2017 in Cinema

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Titolo: Il Nome del Figlio

Nazione: Italia

Anno: 2015

Regia: F.Archibugi

Con: A.Gassman, V.Golino

INTRODUZIONE 

La nascita di un bambino è un evento meraviglioso che cambia radicalmente la vita di una coppia e riunisce un’intera famiglia per celebrare insieme una grande festa in un clima di gioia e serenità.

Questo, almeno, è ciò che si pensa dovrebbe succedere in questi casi, peccato che, a volte, anche una questione apparentemente stupida e banale come il nome da dare al nascituro possa scatenare reazioni imprevedibili, in grado di rovinare quello che dovrebbe essere un lieto evento.

Se quanto detto finora vi sembra troppo “drammatico” o “pesante” aspettate di leggere cosa succede in questo caso.

STORIA

Il Nome del Figlio è un film comico italiano che racconta la storia della famiglia Pontecorvo, riunitasi a cena per festeggiare un lieto evento: il futuro arrivo di un bambino!

Quando viene chiesto ai futuri genitori che nome pensano di dare al figlio si scatena il pandemonio, dal momento che, pensando di fare uno scherzo, viene risposto Benito!

Questo sarà solo l’inizio, dal momento che questa rivelazione inattesa e “sconvolgente” darà solo il pretesto per sfogare rabbia e risentimento repressi da tempo.

OPINIONI 

Il Nome del Figlio è un film abbastanza carino, ma non originale, dal momento che si tratta del remake di una oellicola francese di qualche anno fa, Cena tra Amici.

Inoltre il pretesto per scatenare la discussione sembra abbastanza stupido, anche se, effettivamente il nome Benito rievoca immediatamente Mussolini, responsabile di uno dei capitoli più neri della storia italiana,

Non parliamo poi della risoluzione finale, altrettanto stupida se non peggiore di quanto esposto finora!

TECNICAMENTE

Dal punto di vista tecnico il film non offre grandi spunti di “critica”: il comparto visivo è nella media, come quello  sonoro, per la verità quasi del tutto assente in determinati momenti.

CONCLUSIONI 

Un film non originale e con una trama che non ha molto senso, soprattutto considerate le premesse.

Ideale per una serata senza pretese, come “scacciapensieri” per passare un’ora e poco più senza preoccupazioni, al termine di una lunga giornata.


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THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW RECENSIONE

Posted on 02 Ott 2017 in Cultura, Televisione

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INTRODUZIONE
Esistono opere, in quasi tutti i campi dell’intrattenimento, che, per quanto iconiche o ritenute universalmente grandi capolavori del genere, spesso non vengono “considerate”

Questo può essere dovuto anche alla relativa difficoltà di recupero e visione/lettura.

Fortunatamente, in molti casi, le moderne tecnologie ci vengono in aiuto, permettendoci, così, di recuperare questi piccoli “gioielli”, esattamente come avviene in questo caso.

STORIA 

The Rocky Horror Picture Show è un film musicale del 1975 che racconta una storia molto particolare: al matrimonio di un’amica la giovane Jennifer riceve la proposta di matrimonio dell’amico Brad e i due decidono di approfittare dell’occasione per celebrare immediatamente la loro unione.

Durante la partenza per la luna di miele la macchina della coppia si ferma nei pressi di una foresta e i due decidono di chiedere ospitalità in un vecchio castello poco distante, dal momento che, nel frattempo, è scoppiato un temporale.

All’interno i due faranno la conoscenza di uno stranissimo gruppo di personaggi, proveniente, nientemeno che dalla Transilvania.

OPINIONI

Non avevo mai visto The Rocky Horror Picture Show, non amo molto il genere, ma questo film musicale mi ha incuriosito molto, è conosciutissimo e molto controverso, perché presenta temi molto particolari per l’epoca, come la sessualità in tutte le sue forme.

Sono abbastanza convinto che, già per questo motivo, ai suoi tempi, sia risultato leggermente “scandaloso” e “scomodo”, più di quanto non lo possa apparire adesso, inoltre, in questo caso, si può dire che abbiamo a che fare con il primo esempio di “uomo-oggetto”, Rocky, una sorta di “bambolotto” in carne ed ossa, creato in laboratorio esclusivamente come “giocattolino” e questo rappresenta un forte elemento di critica sociale, in un serto senso.

TECNICAMENTE

Essendo un film musicale la parte “teatrale” è molto importante e preponderante rispetto al resto: la messa in scena è molto ben realizzata e le canzoni, che sono, logicamente, la parte più importante, danno quel tocco di follia che rende quest’opera così particolare.

CONCLUSIONI

Provocatorio e sensuale, ma molto divertente e non volgare, almeno non per il gusto odierno, abituato a cose ben più esplicite e “pesanti”.

Se però siete eccessivamente moralisti o “bacchettoni” questo non è il prodotto adatto a voi, dato che certi temi potrebbero urtare la vostra sensibilità.

 


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RAPPRESENTAZIONI VISIVE DI UN MONDO DIGITALE

Posted on 29 Set 2017 in Videogiochi

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Internet è una miniera di informazioni e di “prodotti”, spesso gratuiti, ai quali, talvolta, è necessario prestare attenzione, dato che alcuni di questi potrebbero celare i cosiddetti “virus”, minacce invisibili, in grado di compromettere la sicurezza delle applicazioni presenti nel sistema o i nostri dati personali. Termini come virus, bug, bite o cartella, almeno in ambito informatico, hanno una connotazione molto più astratta rispetto ai loro corrispettivi fisici nella vita reale, tuttavia alcuni di noi hanno avuto modo di farsi delle rappresentazioni visive mentali associate a questi termini.

Recentemente mi è capitato di imbattermi in un piccolo gioco che sfrutta proprio questo principio, Digital Upgrade, distribuito gratuitamente da Max Ganes. Digital Upgrade è un gioco che sfrutta le meccaniche di tetris/abbinamento a tre, proponendo delle piccole figure che dovrebbero rappresentare graficamente i termini sopra elencati, alcuni già familiari come le cartelle o i floppy disk, altri, forse meno conosciuti e fortunatamente più difficilmente visibili, come virus e bug.

Questo gioco fornisce, di fatto, vere e proprie rappresentazioni visive di un mondo astratto o associato a ben altri concetti nella vita di tutti i giorni. L’obiettivo del gioco è come sempre quello di eliminare più righe possibili, sbloccando anche degli obiettivi che, di fatto, danno accesso a dei simboli in più che vengono inseriti nel gioco.

Personalmente l’ho scoperto casualmente, navigando su un sito Internet di giochi gratuiti e ora approfitto di ogni momento libero per fare una partita.

Mi rendo conto che, probabilmente, la maggior parte dei lettori è interessata a giochi ben più complessi di un banale tetris, nonostante ciò vi invito comunque a provarlo e magari a farmi sapere cosa ne pensate nei commenti, tenendo conto che si tratta, comunque, di un prodotto gratuito, utilizzabile anche come “scacciapensieri” qualora non si avesse tanto tempo o si fosse semplicemente alla ricerca di qualcosa di divertente e non eccessivamente impegnativo.


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CRAZY EX-GIRLFRIEND RECENSIONE

Posted on 22 Set 2017 in Televisione

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Titolo: Crazy Ex-Girlfriend
Nazione: USA
Anno: 2015
Con: R,Bloom, V,Rodriguez III

INTRODUZIONE
Le commedie musicali sono un genere molto particolare che non piace a tutti. È insolito trovare una produzione televisiva seriale che si ispira a questo modello, ma in questo caso è proprio ciò di cui stiamo parlando.

STORIA
Crazy Ex-Girlfriend è una serie tv che racconta la storia di Rebecca, timida ragazza con una madre che sembra già aver deciso tutta la sua vita che, dopo aver conosciuto un ragazzo ad un campo estivo ed essere stata lasciata, diventa avvocato, assecondando, così, la scelta del genitore.

Durante una giornata di lavoro come tante altre la donna scopre che il ragazzo che frequentava dieci anni prima si è trasferito dalle parti di New York. Decide, allora, di acquistare un biglietto aereo e di partire, sperando di incontrare il giovane e di convincerlo a darle una seconda possibilità.

OPINIONI
Ho visto un solo episodio di Crazy Ex-Girlfriend e devo dire che, pur non amando troppo le commedie musicali, questa serie tv mi ha convinto abbastanza, soprattutto per una scelta tecnica che, solitamente, non viene adottata nel genere musicale.

Essendo distribuita in Italia da Netflix, poi, questa scelta tecnica risulta ancora più particolare, dal momento che credo che questa sia la prima creazione originale di questa piattaforma ad appartenere a tale genere.

TECNICAMENTE
Sotto il profilo tecnico questa serie tv non ha quasi nulla di diverso rispetto alle classiche commedie, se non il fatto che non credo che Netflix abbia mai distribuito musical o commedie musicali.

La caratteristica unica di questo prodotto è la presenza di canzoni completamente doppiate, cosa strana, dal momento che, in un musical, le canzoni vengono sempre lasciate in lingua originale,  in questo caso, in inglese.

CONCLUSIONI
Una produzione molto particolare, sia per il genere che per l’aspetto tecnico. Consigliata solo agli amanti delle commedie musicali!


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