OMICIDIO ALL’ITALIANA RECENSIONE

Posted on 26 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Omicidio all’Italiana
Nazione: Italia
Anno: 2017
Regia: M.Macchia
Con: M.Macchia, S.Ferilli

INTRODUZIONE
A volte capita che piccoli paesini italiani sperduti e che nessuno ha mai sentito nominare diventino, improvvisamente, famosi per un fatto di cronaca nera verificatosi proprio lì.

Come ci si potrebbe aspettare anche i protagonisti di queste vicende acquisiscono una popolarità enorme, grazie al “lavoro” dei media, che generano veri e propri “movimenti d’opinione”.

Vediamo cosa accade in questa storia.

TRAMA
Omicidio all’Italiana è un film ambientato nella piccola e sperduta cittadina di Acitrulla, “ferma nel tempo” ad un’epoca nella quale sembra non esistere nemmeno Internet.

Improvvisamente un personaggio molto influente muore, in circostanze abbastanza strane.

Il sindaco, per “pubblicizzare” la città e movimentare il turismo, copre la vicenda, simulando un omicidio.

Nel giro di pochissimo tempo la cittadina registra un vero e proprio boom ed iniziano i veri e propri problemi.

OPINIONI
Omicidio all’Italiana è un film inquietantemente realistico: nel corso degli ultimi anni abbiamo conosciuto molti paesini , come Cogne o Novi Ligure non per particolari meriti di queste realtà territoriali, ma grazie ad atroci delitti e al “circo mediatico” creatosi intorno a questi ultimi.

Secondo me è molto triste, perché il luogo in questione finisce per essere noto solo come “il posto dove la madre pazza ha ucciso il suo bambino”.

TECNICAMENTE
Il film è gestito abbastanza bene, in particolare per quello che riguarda la “costruzione” di una piccola realtà sperduta, lontana chilometri dal più vicino centro abitato, in questo caso Campobasso, che viene visto dai personaggi come “la grande metropoli”.

Ho trovato molto credibile Sabrina Ferilli nei panni della giornalista cinica a cui non interessa la verità, ma solo lo share, ovvero gli ascolti.

Una sorta di novella Barbara D’Urso.

CONCLUSIONI
Un film che riesce a divertire con un umorismo apparentemente “nonsense”, facendoti, però, riflettere su un aspetto molto amaro della nostra società.

Spesso la verità non conta, ciò che importa è lo spettacolo.


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MEN IN BLACK RECENSIONE

Posted on 22 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Men in Black
Nazione: USA
Anno: 1997-2012
Regia: B.Sonnenfeld
Con: T.L.Jones, W.Smith

INTRODUZIONE
Quante volte, nel corso di varie trasmissioni televisive, abbiamo sentito avanzare ipotesi circa l’esistenza di altre forme di vita intelligenti di origine extraterrestre?

Immaginate, solo per un momento, che tutto questo sia vero, cosa accadrebbe?

Scopriamolo insieme, analizzando un’altra trilogia cult fantascientifica.

TRAMA
Men in Black è una trilogia, creata tra la fine degli anni Novanta e la metà degli anni Duemila, che racconta le vicende di un’immaginaria agenzia governativa segreta il cui compito è quello di regolamentare e controllare l’arrivo di potenziali minacce aliene sulla Terra, “eliminandone” qualsiasi prova e testimonianza, al fine di prevenire la diffusione del panico.

La serie approfondisce, ovviamente, anche il rapporto tra i due protagonisti, l’Agente K il veterano dell’organizzazione e l’Agente J, il “novellino”, coinvolto, inizialmente, suo malgrado, in un inseguimento con un criminale alieno.

OPINIONI
Anche in questo caso, come è accaduto con Matrix, si tratta di una trilogia che non avevo mai visto o meglio, forse l’avevo già vista, ma non me la ricordavo, dal momento che ero molto piccolo.

Certamente, però, si tratta di qualcosa di non particolarmente originale, almeno per quanto riguarda le dinamiche, la strana coppia, uno più controllato e calmo che bilancia l’altro, un po’ più impulsivo.

TECNICAMENTE
Trattandosi di una trilogia che si sviluppa a cavallo tra gli anni Novanta e il Duemila si assiste ad un progressivo avanzamento tecnologico, sebbene si tratti di prodotti il cui principale marchio di fabbrica è costituito dalla presenza massiccia di effetti speciali tangibili più che di effetti visivi e CGI, almeno così mi è parso.

Men in Black è una delle poche produzioni in cui si preferiva puntare sull’aspetto “artigianale”, almeno per la realizzazione delle varie creature.

CONCLUSIONI
Una trilogia divertente e spettacolare, che unisce fantascienza e commedia in un mix molto ben riuscito. Prossimamente al cinema il “quarto” capitolo: Men in Black-International.


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MATRIX RECENSIONE

Posted on 21 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Matrix
Nazione: USA
Anno: 1999-2003
Regia: A. e L.Wachowski
Con: K.Reeves, K.A,Moss

INTRODUZIONE
Ben prima di pellicole come Ready Player One, Pixels o Game Therapy, ambientate, come noto, nel mondo videoludico, erano già stati affrontati argomenti e concetti importanti come la realtà virtuale, la simulazione e il libero arbitrio.

Affrontiamo. Allora una sintetica analisi di quella che è stato,  uno dei pilastri del genere fantascientifico inteso in un certo modo.

TRAMA
Matrix è una trilogia di film che si colloca a cavallo tra gli anni Novanta e i primissimi anni Duemila. La storia, in realtà piuttosto complessa, si fonda su una sorta di archetipico “cammino dell’eroe”, presentandoci l’evoluzione del giovane Thomas, timido tecnico informatico che conduce una sorta di doppia vita, in quanto, al di fuori dell’orario di lavoro, opera segretamente come hacker.

Le sue capacità verranno notate da un gruppo di individui con l’obiettivo di “liberare l’umanità” e di sconfiggere le macchine.

OPINIONI
Non avevo mai visto la trilogia di Matrix fino a qualche giorno fa e devo dire che si tratta di qualcosa che, anche visto con gli occhi di adesso, risulta molto suggestivo.

Certo, i film di oggi ci hanno abituato ad un altro tipo di spettacolo e ad effetti visivi e speciali realizzati, magari, anche meglio, ma, indubbiamente, anche questi risultano, dal mio punto di vista. molto ben realizzati, tenendo conto che si tratta di una produzione “di fine secolo” / inizio “nuovo millennio”.

TECNICAMENTE
Tenendo conto di quanto detto, si può dire che, nel complesso, gli effetti digitali di questa trilogia siano molto buoni.

Una cosa che, forse, può dare noia è la fotografia, sui toni del verde, fino al terzo capitolo, nel quale rientriamo, finalmente, “nel mondo reale”, ma, come ben sa chi si occupa d’informatica e programmazione, questo è caratteristico degli ambienti di lavoro virtuali utilizzati per la scrittura di codici, quindi, trattandosi, di fatto, di avventure in un mondo “simulato”, l’effetto è più che voluto.

CONCLUSIONI
Una trilogia spettacolare, che consiglio a tutti gli appassionati di informatica e in un certo senso, anche agli studiosi/studenti di filosofia, in quanto pone riflessioni interessanti in tale ambito.


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LA VERSIONE “DEI CATTIVI”

Posted on 19 Mar 2019 in Letteratura

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Uno dei metodi utilizzati per raccontare nuove storie e l’inversione del punto di vista; prendere una storia già conosciuta e provare a raccontare le vicende da un’angolazione diversa, magari quella di un personaggio secondario o opposto al protagonista classico.

Una tecnica molto usata, soprattutto in ambito fumettistico per la creazione di “storie alternative”, in cui la realtà ha preso una piega peggiore rispetto al classico finale “e vissero felici e contenti”, a quanto pare anche la Dusney ha deciso di provare ad adottare questa tecnica, già utilizzata in passato, ad esempio dalla Marveli.

Credo che sia questo lo spirito che anima Disney’s Twisted Tales, una collana di libri, a quanto pare già diffusa in America, che racconta e riscrive la storia di diversi celebri classici Disney., dal punto di vista del “cattivo della storia”, che, ovviamente, nella versione classica, subisce la sconfitta che porta al trionfo del buono e alla risoluzione positiva della vicenda.

Non sono sicuro di aver compreso pienamente quest’operazione, quello che posso dire è che, certamente, si tratta di un progetto abbastanza interessante, tenendo conto di alcuni aspetti estetici abbastanza peculiari: ogni libro sarà dedicato ad un personaggio e avrà una copertina con un colore che, in qualche modo, lo richiama, il titolo, in lingua originale, sarà quello di una canzone famosa della colonna sonora del film, in versione italiana, invece, almeno per quel che riguarda il primo volume, sarà una sua traduzione letterale.

Il primo libro di questa nuova collana, ad esempio, avrà come titolo italiano Un Mondo Nuovo e come protagonista Jafar, il visir del film Aladdin, la frase di copertina recita: “E se Aladdin non avesse mai trovato la lampada?”. Lasciando presagire una storia dai risvolti tutt’altro che rosei.

Disney’s Twisted Tales sarà disponibile nelle librerie italiane a partire del 29 Maggio, tenete d’occhio questa nuova serie!


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L’INFERNO DI VICTOR RECENSIONE

Posted on 18 Mar 2019 in Letteratura

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Titolo: L’Inferno di Victor
Autore: M.Ferrari
Editore: Limited Edition Books
Anno: 2016

INTRODUZIONE
Una delle forme più diffuse e in un certo senso più antiche d’intrattenimento è la parodia che può essere applicata quasi ovunque.

Prendiamo, ad esempio, uno dei più grandi classici della letteratura italiana, l’Inferno di Dante, prima parte della Divina Commedia, ed immaginiamo di ambientarlo in epoca contemporanea.

TRAMA
L’Inferno di Victor è un libro che racconta la storia di un ragazzo di circa trenta anni, appassionato di cinema che, improvvisamente, muore.

Dopo l’incidente il ragazzo si “risveglia” in quella che sembra una gigantesca sala cinematografica e ben presto fa conoscenza con la sua guida, l’attore Robin Williams.

Quel luogo, infatti e l’Inferno Cinematografico, nel quale scontano la loro pena attori, registi e sceneggiatori coinvolti nei peggiori film esistenti.

Il ragazzo e la sua guida dovranno tentare di fuggire, affrontando un lungo e pericoloso viaggio.

OPINIONI
Sto leggendo L’Inferno di Victor proprio in questo periodo e devo dire di trovarlo molto divertente, non è stato facile, a suo tempo, procurarmi questo libro, ho dovuto fare qualche ricerca ma, alla fine, come potete vedere, ce l’go fatta!

Per motivi di studio ho letto anche parti dell’opera alla quale l’autore si è ispirato e devo dire che, in questo modo, il parallelismo tra le due versioni risulta ancora più evidente, in particolare in determinati passaggi.

SCRITTURA
Dal punto di vista stilistico, sebbene si noti, forse, qualche incertezza tipica delle “opere prime”, devo dire che il libro risulta molto piacevole.

I riferimenti cinematografici presenti al suo interno, forse, sfuggono leggermente, se non conoscete l’autore e la sua opinione su certi film, altre volte, si tratta di cose più o meno note.

CONCLUSIONI
Una lettura che consiglio agli amanti di un certo tipo di cinema che potremmo definire un po’ “trash” p “di serie B”.

Per quanto detto precedentemente consiglio di “consultare” il canale YouTube Victorlaszlo88, in modo da “fare conoscenza” con l’autore.


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JHON WICK-CAPITOLO 2 RECENSIONE

Posted on 15 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Jhon Wick-Capitolo 2
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: C.Stahelski
Con: K,Reeves, R,Scamarcio

INTRODUZIONE
Secondo capitolo delle avventure del sicario vendicatore, costretto a rientrare in attività dopo la brutale aggressione di una banda di rapinatori.

Preparatevi a qualche piccola sorpresa, grazie alla presenza di alcuni volti noti anche del cinema italiano!

TRAMA
Dopo i fatti raccontati nel primo film Jhon Wick è rientrato ufficialmente in attività, questa volta ingaggiato dal giovane gangster italiano Santino D’Antonio.

La missione, apparentemente semplice, sarà quella di infiltrarsi nell’organizzazione criminale La Gran Tavola, con l’obiettivo di uccidere il suo capo, la futura madrina Gianna D’Antonio.

OPINIONI
Jhon Wick-Capitolo 2 è un film che, come accennato precedentemente, riserva quasi fin dai primi minuti qualche sorpresa: in primo luogo il ruolo del cattivo è affidato qui ad un attore italiano noto soprattutto per i suoi ruoli nelle pellicole sentimentali per ragazzine, Riccardo Scamarcio, utile, se non altro, per contestualizzare il fatto che, questa volta, la vicenda si svolga quasi interamente in Italia, motivo per cui vediamo anche altri volti noti del nostro cinema, come Franco Nero o Claudia Gerini.

TECNICAMENTE
Jhon Wick-Capitolo 2 è un film che si dimostra sufficientemente all’altezza del suo predecessore, con scene d’azione che sono, più o meno, ben costruite dal punto di vista tecnico.

Per una volta, inoltre, il fatto che un film americano sia ambientato in Italia non ha dato luogo ai soliti stereotipi sugli italiani all’estero, come accade, invece, in altri casi.

Se devo trovare un difetto posso dire che l’interpretazione e il doppiaggio di alcuni attori non mi hanno convinto molto, in particolare Scamarcio che, forse, risulta, in questo caso, leggermente inespressivo e piatto.

CONCLUSIONI
Un film che, come il primo, mantiene ciò che promette, fornendo un buon intrattenimento e una caratterizzazione dei personaggi, seppure tra alti e bassi, abbastanza soddisfacente.

Attendiamo ansiosi il capitolo 3, previsto in uscita nei prossimi mesi.


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JHON WICK RECENSIONE

Posted on 14 Mar 2019 in Cinema

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Titolo: Jhon Wick
Nazione: USA
Anno: 2014
Regia: C,Stahelski
Con: K.Reeves, M.Nyqvist

INTRODUZIONE
L’affetto per un animale domestico è un sentimento bellissimo, che diventa ancora più forte con il passare del tempo, specialmente se questo rappresenta l’ultimo ricordo di una persona amata, scomparsa prematuramente.

Perdere l’animale in questione, in modo altrettanto prematuro, allora, può scatenare, specialmente negli individui instabili, conseguenze inimmaginabili.

TRAMA
Jhon Wick è il primo film di una futura trilogia che racconta la storia di un uomo che, dopo la scomparsa della moglie, cade in una sorta di depressione, almeno fino a quando, sulla porta di casa, trova l’ultimo regalo della donna, un cagnolino.

Purtroppo, una sera, una banda di rapinatori entra in casa e dopo aver portato via tutto il possibile, uccide il cane e ruba la macchina di Jhon che, da quel momento, decide di vendicarsi.

OPINIONI
Non avevo mai visto Jhon Wick, ma conosco i film con protagonista Keanu Reeves che, secondo me, è diventato, negli ultimi anni, il simbolo del “duro” dei film action, quello che, una volta poteva essere, ad esempio, Silvester Stallone.

La motivazione del personaggio potrebbe sembrare leggermente esagerata, ma bisogna tenere conte che si trattava dell’ultimo regalo della moglie, scomparsa da pochissimo, quindi, anche se può sembrare un pretesto assurdo, nell’ottica di quanto mostrato inizialmente, risulta vagamente plausibile.

TECNICAMENTE
Per quanto riguarda il lato puramente tecnico devo dire che questo film soddisfa abbastanza gli appassionati delle pellicole action “ignoranti”: i combattimenti sembrano molto ben gestiti e la regia risulta chiara quanto basta, anche se alcune scene sono ambientate di notte.

La caratterizzazione dei personaggi offre esattamente ciò che ci si aspetterebbe: il protagonista apparentemente invincibile, i classici mafiosi russi leggermente sopra le righe.

CONCLUSIONI
Nel complesso una buona pellicola, adrenalinica ma divertente.

Disponibile da qualche anno anche il sequel, che riserva ben più di una sorpresa.


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