BRIGHT RECENSIONE

Posted on 29 Dic 2017 in Cinema

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Titolo: Bright
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: D.Ayer
Con: W.Smith, N.Rapace

INTRODUZIONE
Com’è noto, nel cinema di oggi, i generi “puri” non esistono quasi più, nel senso che ognuno tende a mescolarsi con gli altri, dando vita, a volte, ad “ibridi” molto particolari.

In questo caso ci troviamo, infatti, in presenza di un poliziesco conforti componenti fantasy, ma vediamo meglio.

STORIA
Bright è un film ambientato in una Los Angeles molto particolare, in cui le “creature magiche sono quasi perfettamente integrate nella società o in cui, comunque, i criminali esistenti appartengono a varie “razze” magiche: fate, gnomi, orchi ed elfi.

Anche nel dipartimento di polizia esistono tali distinzioni che, in questo caso, non mancheranno di creare problemi ai nostri protagonisti, a causa della non meglio identificata legge dei clan degli orchi.

A complicare ulteriormente la situazione, poi, interverrà anche la scoperta, da parte dei due poliziotti, di una bacchetta dagli enormi poteri, in grado di riportare in vita un’antica creatura, nota come “il Signore Oscuro”.

OPINIONI
Bright è un film che mi incuriosiva abbastanza, ma che, tutto sommato, mi ha lasciato abbastanza “tiepido”.

Le pellicole brutte sono ben altre, intendiamoci, semplicemente questo è “il solito vecchio fantasy”, con relativo prescelto in grado di sconfiggere le forze del male perché designato dalla classica profezia. La nota maggiormente positiva è l’ambientazione estremamente particolare, sporca e degradata, lontana dai soliti cliché del genere.

TECNICAMENTE
Il film è molto particolare anche dal punto di vista tecnico, con una fotografica cupa e spenta che valorizza le ambientazioni accennate sopra.

Gli effetti visivi, forse, non sono dei più spettacolari, ma comunque risultano ben realizzati.

CONCLUSIONI
Un prodotto interessante, che rilegge in chiave più “cupa” un genere considerato, solitamente, per lo più, per bambini.

Un buon discorso anche sul razzismo e sulla paura del diverso.


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AVENGERS-AGE OF ULTRON RECENSIONE

Posted on 27 Dic 2017 in Cinema

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Titolo: Avengers: Age of Ultron
Nazione: USA
Anno: 2015
Regia: J.Whedon
Con: C.Evans, S.Johanson

INTRODUZIONE
Torniamo a New York per seguire le vicende del noto gruppo di supereroi conosciuto come I Vendicatori.

Questa volta i nostri amici si renderanno conto come, a volte, pur di proteggere un’intera città si possa arrivare a creare qualcosa che avrà conseguenze imprevedibili e devastanti.

STORIA
Avengers: Age of Ultron è il secondo film dedicato a questo gruppo di personaggi.

Stavolta la minaccia deriverà da qualcosa originariamente creato a fin di bene: dopo la distruzione di New York ad opera dei Chitauri Tony Stark decide, infatti che ora è tempo di agire e grazie alle sue avanzate conoscenze crea Ultron, un’intelligenza artificiale con lo scopo di evitare ulteriori stragi.

Ben presto la creatura deciderà di ribellarsi, assumendo il controllo di Internet e di tutta la tecnologia esistente e la squadra dovrà darsi da fare per fermarla.

OPINIONI
Come ho già avuto modo di precisare in recensioni precedenti adoro i prodotti Marvel e questo Avengers: Age of Ultron non rappresenta un’eccezione.

Mi sono trovato in una situazione abbastanza “strana”, però, dal momento che questo è l’unico film del Marvel Cinematic Universe che avevo perso, inspiegabilmente.

Tornando a cose più “serie” possiamo dire che questo prodotto contenga un interessante discorso sulla tecnologia e su come, a volte, qualcosa nato per rendere più sicuri possa, suo malgrado, trasformarsi in un’arma.

TECNICAMENTE
Il film, per quanto ho potuto capire, è girato molto bene e con ottimi effetti visivi.

Il montaggio ipercinetico di alcune sequenze, anche se, per alcuni, può risultare fastidioso, è voluto e aiuta ad immergersi maggiormente nell’azione.

Il regista, inoltre, ha già una certa esperienza con i cinecomics, al punto tale da aver collaborato, recentemente alla regia di Justice League.

CONCLUSIONI
Un ottimo prodotto, sia come cinefumetto che come film d’intrattenimento in generale.

Come sempre consiglio di rimanere fino alla fine dei “primi” titoli di coda, cioè quelli in cui compaiono i nomi del cast e del regista.


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YULETIDE LEGENDS-THE BROTHER CLAUS RECENSIONE

Posted on 22 Dic 2017 in Attualità

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Titolo: Yuletide Legends-The Brother Claus
Sviluppatore: Dark Magic
Distributore: Big Fish Games
Pubblisher: Big Fish Games
Anno: 2016

INTRODUZIONE
Natale è dietro l’angolo e le storie ambientate in questo periodo dell’anno conservano sempre un’atmosfera molto particolare, quasi magica.

In alcuni casi, però, questi racconti ci portano a scoprire anche “drammi” e lati nascosti di alcuni personaggi conosciuti ed amati da sempre e ormai parte dell’immaginario collettivo e della cultura popolare.

TRAMA
Yuletude Legends-The Brother Claus è un hidden object game che racconta una storia molto particolare, per quanto, forse, non originalissima.

Ci troviamo presumibilmente alla Vigilia di Natale e Tinsel, un non meglio identificato personaggio, viene chiamato da Babbo Natale in persona per aiutarlo a sventare una terribile minaccia: il perfido Varik è fuggito dalla sua prigione e il Polo Nord è in grave pericolo!

GRAFICA
Come è possibile intuire da quanto appena detto finora Yuletide Legends-The Brother Claus è un hidden object game ambientato interamente al Polo, quindi, dal punto di vista grafico, abbiamo elementi molto caratteristici di questo particolare contesto geografico.

Inoltre, sebbene l’espressione Yuletide sia, a quanto pare, intraducibile, si tratta di qualcosa che rimanda chiaramente al Natale, quindi, anche da questo punto di vista, l’atmosfera viene restituita alla perfezione.

ENIGMI
Gli enigmi sono molto semplici, come sempre in questo tipo di giochi, ma non sempre.

Si tratta, comunque di puzzle ben contestualizzati ed integrati nella trama.

INTERFACCIA
Come sempre accade in questi hidden object game l’inventario è situato alla base dello schermo e l’interfaccia in generale è molto intuitiva: il movimento è in prima persona, ma le interazioni sono, come sempre, facilmente identificabili, grazie al cambiamento di forma del cursore.

È presente il classico pulsante di aiuto, che diventa “Skip” nelle sezioni ad enigmi e le aree ad oggetti nascosti sono evidenziate dal buon vecchio scintillio.

Da segnalare, infine, un mini gioco di abbinamento a tre, che ha lo scopo di ricaricare la stella magica, utile per annientare la magia oscura di Varik.

SONORO
Trattandosi di un gioco ambientato al Polo Nord a Natale le musiche sono quelle classiche, con le sonorità tipiche dei sonagli e di altri strumenti simili.

Il doppiaggio, come sempre, è solo in inglese,

CONCLUSIONI
Una storia meravigliosa e sognante per un gioco fantastico.

Ideale per infondere un tocco di atmosfera natalizia ai vostri PC


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DESIGNATED SURVIVOR RECENSIONE

Posted on 21 Dic 2017 in Attualità

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Titolo: Designated Survivor
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: K.Sutherland, N.McElhone

INTRODUZIONE
Nella storia e nella politica esistono figure con compiti istituzionali di cui nessuno parla.

A volte tali persone possono assumere una particolare rilevanza a causa di una grave tragedia che, in questo caso, investe uno dei simboli più importanti della democrazia.

Vediamo più nel dettaglio, cercando di chiarire meglio quanto appena detto.

STORIA
Designated Survivor è una serie tv che si basa sulla vicenda di Tom Kirkman, Segretario alla Casa e allo Sviluppo Urbano del Presidente degli Stati Uniti.

Una sera, durante un importantissimo discorso, il Campidoglio viene attaccato e quasi tutti i presenti rimangono uccisi, incluso il Presidente stesso.

Toccherà a Tom prendere in mano le redini del potere, suscitando perplessità e invidie che lo porteranno al centro di cospirazioni e possibili attentati.

OPINIONI
Sono circa a metà della prima stagione di Designated Survivor e nonostante non ami particolarmente i thriller politici devo dire che questa serie tv mi sta coinvolgendo abbastanza.

Se devo trovare un difetto posso senz’altro dire che manca una spiegazione della figura del Sopravvissuto Designato, realmente esistente, incaricato di sostituire il Presidente qualora vengano “eliminati” tutti coloro che fanno parte della linea di successione, come in questo caso.

Mi sono dovuto documentare su Internet, dato che, all’interno della storia, questo compito non viene spiegato chiaramente!

TECNICAMENTE
Se parliamo del lato tecnico, senza dubbio questa serie tv, pur non essendo sicuramente un capolavoro, si mostra molto ben realizzata e questo è sicuramente importante, dal momento che si parla di un prodotto di stampo action.

L’interpretazione degli attori pone molto l’accento sul lato umano e anche questo fa apparire anche una figura di rilievo come il Presidente degli Stati Uniti più vulnerabile ed umano, “uno di noi”.

CONCLUSIONI
Una storia molto particolare, che parte da una premessa verosimile e si sviluppa in modo delicato e più realistico, rispetto a tante altre produzioni televisive e cinematografiche sullo stesso tema.

Per una volta anche il ben noto patriottismo americano non da così fastidio.


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ROGUE ONE-A STAR WARS STORY RECENSIONE

Posted on 18 Dic 2017 in Cinema

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Titolo: Rogue One-A Star Wars Story
Nazione: USA
Anno: 2016
Regia: G.Edwards
Con: F.Jones, D.Luna

INTRODUZIONE
Parte una nuova serie collegata alla famosa saga cinematografica di Star Wars, creata da George Lucas alla fine degli anni Settanta e proseguita negli anni Duemila con la realizzazione di una trilogia prequel non proprio apprezzata.

In questo primo capitolo approfondiremo la conoscenza di un evento accennato in Episodio IV.

STORIA
Rogue One-A Star Wars Story è il primo film di una trilogia spinoff che approfondirà eventi e personaggi accennati nella saga principale.

La storia raccontata è quella della giovane Jyn Erso, che, dopo l’attacco del suo pianeta natale da parte delle forze dell’Impero, decide di unirsi alla Ribellione e partecipare ad una missione molto rischiosa: sottrarre i piani della Morte Nera, progettata dal suo stesso padre.

Come è facile aspettarsi non sarà un compito facile ma, superando innumerevoli difficoltà il gruppo riuscirà a portare a termine l’incarico, pagando, tuttavia, un prezzo molto alto.

OPINIONI
Ho visto Rogue One-A Star Wars Story con piacere, anche se, generalmente, non apprezzo i film di guerra e a conti fatti è di questo che si tratta.

Trovandosi davanti a un prequel, inoltre, si sa già come andranno a finire certe cose e queste, in particolare, sono già note, in quanto affrontate in un precedente film della trilogia classica.

Qui si vede semplicemente come si arriva a quel punto, quindi anche il finale, in un certo senso, risulta prevedibile.

TECNICAMENTE
Come ho sempre detto, non possiedo sufficienti capacità per giudicare un film dal punto di vista tecnico, nonostante ciò la realizzazione di questa pellicola mi ha soddisfatto abbastanza: gli effetti visivi sembrano molto buoni, così come la regia e la fotografia. Anche il cast sembra non essersela cavata male.

CONCLUSIONI
Un buon prodotto per tutti i fan di Star Wars e dei film di guerra e di fantascienza in generale.

Attendiamo fiduciosi la prossima Star Wars Story.

 


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GLI ESPORTS ALLE OLIMPIADI?

Posted on 15 Dic 2017 in Attualità, Cultura, Tecnologia, Videogiochi

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Con la crescente diffusione della tecnologia cambia anche la considerazione e la concezione di alcune attività e passatempi considerati, fino a pochi anni fa, marginali o “di nicchia”.

In Paesi come l’America o il Giappone, dove gli aspetti tecnologici sono più “sentiti” ed inseriti da tempo nella cultura popolare, con un ruolo sempre più ampio nella società, può capitare di venire a conoscenza di fenomeni particolari, come la vincita milionaria di un montepremi da parte di un ragazzo in una competizione di videogiochi.

Sembra assurdo, invece è realtà, alcuni considerano i videogiochi un vero e proprio sport, con relativi vantaggi e svantaggi: i primi, probabilmente, sono da ricercarsi nella relativa facilità di allenamento, anche se questo, come negli sport tradizionali, richiede molti sacrifici e molte ore di pratica e di allenamento al giorno, oltre a ciò, ovviamente, l’esercizio di questa disciplina comporta un maggior “assorbimento” e decisamente meno tempo per la vita sociale.

Questa lunga introduzione serve semplicemente a far capire quanto certe idee possano contribuire, a volte, a far sentire i “nerd” e gli appassionati di tecnologia e videogiochi meno “soli”.

È recente, infatti, la notizia che il Comitato Olimpico sta valutando l’idea di inserire i cosiddetti esports nell’ambito delle discipline olimpiche, tra le “gare” in programma alle Olimpiadi del 2024.

Da quanto ho capito, a dire la verità, gli esports non entreranno nelle specialità della manifestazione ma, piuttosto, come competizioni “parallele”.

Questa notizia potrebbe illudere tanti appassionati di videogiochi di poter partecipare a queste manifestazioni.

Quello che è certo, però, è che questo tipo di innovazioni, generalmente, sono già state mostrate in alcune produzioni televisive o cinematografiche americane, dove venivano mostrati scontri tra il protagonista di turno e veri “professionisti” e ora, per pochi fortunati, questa possibilità potrebbe diventare concreta.

Non resta che attendere la conferma ufficiale e definitiva.

 


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LA BABYSITTER RECENSIONE

Posted on 04 Dic 2017 in Cinema

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Titolo: La Babysitter
Nazione: USA
Anno: 2017
Regia: McG
Con: S.Weaving, J.Lewis

INTRODUZIONE
Un lavoro molto diffuso in America, soprattutto quando si cerca di arrotondare lo stipendio e di guadagnare qualcosa in più, è il/la babysitter.

Questa volta, però, non ci troviamo davanti ad una storia raccontata dal punto di vista di chi trova questo lavoro, ma da quello di chi ne usufruisce.

Inoltre, in questo caso, c’è molto di più di quello che si vede.

STORIA
La Babysjtter è un film che racconta la particolarissima storia di Cole, quattordicenne con un rapporto molto particolare con la ragazza che si occupa di lui, la sua babysitter, appunto e per questo continuamente oggetto delle fastidiose attenzioni dei bulli.

Una sera Cole decide di rimanere sveglio durante la notte, scoprendo, così, un inquietante segreto sulla sua “amica”.

OPINIONI
Non amo molto i film horror ma La Babysitter non è esattamente quello che si può definire la tipica produzione di questo genere. All’inizio, forse, potrebbe sembrare così, dato che in tutti gli horror la situazione è quasi sempre idilliaca, prima che arrivi “l’elemento di disturbo”.

Qui, però, capiamo quasi subito che il film non ha nessuna intenzione di prendersi sul serio, anche se ogni tanto ci prova, inserendo qualche scena splatter, cioè sanguinosa o qualche jumpscare, ovvero elementi che irrompono improvvisamente, facendoti “saltare sulla sedia”, ma niente di veramente spaventoso o disgustoso.

TECNICAMENTE
Credo che questo sia il primo e vero film di McG, creatore di serie tv come Buffy-L’Ammazzavampiri e altre.

Un vero critico potrebbe dire che questo si nota e che vi sono parecchie ingenuità, sinceramente, dal mio punto di vista, non ho notato grandi pecche, forse perché non sono così esperto.

Gli effetti speciali e visivi, per quello che capisco, mi sono sembrati molto ben realizzati.

CONCLUSIONI
Inquietante, bizzarro e divertente, un film consigliatissimo a tutti quelli che non amano particolarmente il genere horror.

Ideale per farsi due risate con gli amici la sera di Halloween!


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