FACCE DI NERD RECENSIONE

Posted on 10 Nov 2017 in Cinema, Cultura, Tecnologia, Televisione

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Titolo: Facce di Nerd
Nazione: Italia
Anno: 2017
Condotto da: M.Pozzoli

INTRODUZIONE
La “cultura nerd” sta acquisendo sempre maggiore spazio, a partire da programmi televisivi come The Big Bang Theory, che ridefiniscono questa “categoria sociale” dandole maggiore dignità e contribuendo a farla uscire dai classici stereotipi, fino ad arrivare a piccoli esperimenti che utilizzano le nuove tecnologie e nello specifico uno strumento tanto potente quanto complesso come Google Hangout. Vediamo di esaminare più nel dettaglio questo nuovo format.

STRUTTURA
Facce di Nerd è una nuova rubrica live su YouTube che si occupa, come specificato dal nome, di argomenti vari, attinenti alla cosiddetta “cultura nerd”, ovvero tutto ciò che interessa una nicchia ristretta di appassionati, dal cinefumetto alle serie tv.

In ogni puntata viene proposto un argomento centrale che viene poi “snocciolato” alla presenza e con l’aiuto di vari ospiti, quasi tutti appartenenti all’ambito di YouTube e qualche volta coinvolti anche professionalmente nell’ambiente che genera il prodotto analizzato o che costituisce il nucleo centrale della puntata.

OPINIONI
Vorrei iniziare questa parte chiarendo meglio il concetto appena esposto: gli ospiti presenti nelle varie puntate di Facce di Nerd sono, prima di tutto youtubers, ma, a volte, hanno a che fare anche professionalmente con gli ambiti trattati, quindi possono portare il loro punto di vista “professionale” in questa rubrica, ad esempio uno degli “ospiti fissi” lavora, a quanto ho capito, nell’ambito fumettistico, quindi, se si parla di questo argomento, potrà fornire il suo punto di vista da “addetto ai lavori”.

Io, personalmente, non me ne perdo mai una puntata, ma, in caso dovesse capitare, so di poterla recuperare direttamente, dato che i video, dopo la puntata, rimangono a disposizione sul canale YouTube del “conduttore”.

TECNICAMENTE
Trattandosi di una rubrica trasmessa in live è normale che, di tanto in tanto, si verifichino dei “problemi tecnici”, che vengono prontamente risolti, senza lasciare troppi “tempi morti”: se uno degli ospiti è costretto a scollegarsi si prosegue con l’argomento successivo, per poi riprendere quando l’assente si ricollega di nuovo.

CONCLUSIONI
Una trasmissione molto ben fatta, seppure con alcuni difetti tecnici. Estremamente “settoriale”, quindi, se non siete amanti di fumetti e cinema di un certo tipo, vi consiglio di lasciar perdere.


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STAR TREK: DISCOVERY RECENSIONE

Posted on 03 Nov 2017 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Star Trek: Discovery

Nazione: USA
Anno: 2017
Con: S.M.Green, D.Jones

INTRODUZIONE
Nell’epoca dei remake, dei sequel e dei reboot neppure una serie capostipite della cultura nerd viene risparmiata!

Vediamo, quindi, di analizzare questo nuovo esperimento targato Netflix, che affonda le sue radici in un “passato televisivo” che risale, addirittura, alla metà degli anni Sessanta.

STORIA

Star Trek: Discovery, come già anticipato fin dal nome, è una serie tv ambientata nell’universo narrativo di Star Trek, “rivale storica” della saga cinematografica di Star Wars.

La storia si svolge dieci anni prima dei fatti narrati nella ben più nota “serie classica” e segue le vicende dell’equipaggio della nave stellare U.S.S.Shanzhou, alle prese con i primi contatti e tentativi di negoziazione con la civiltà aliena dei Klingon.

OPINIONI

Apprezzo moltissimo Star Trek: Discovery, anche se devo ammettere di non essere il tipico appassionato di fantascienza, infatti questa serie tv rappresenta uno dei miei primi contatti con questo universo narrativo.

Sinceramente non comprendo neanche i motivi dello “scontro storico” Star Trek contro Star Wars: si tratta di due prodotti appartenenti allo stesso genere, ma con tematiche ed approcci completamente diversi e su due media molto differenti.

A parte questo, secondo me le opere di fantascienza in generale pongono le basi per un discorso sull’accettazione del “diverso” sia che si tratti di una diversità reale o percepita, di “razza”, lingua, cultura e così via.

TECNICAMENTE

Questa serie tv ha una buona storia, ma poggia la maggior parte delle sue basi su un buon lato estetico.

Per quello che posso dire, infatti, gli effetti visivi e speciali sono ottimi e si vede che si tratta si di un prodotto relativamente profondo, ma che non disdegna l’intrattenimento e la spettacolarizzazione, in particolare in alcune sequenze.

CONCLUSIONI

Una serie accolta con freddezza, ma altamente spettacolare e ben realizzata, almeno da quanto posso giudicare da “profano”.

Se non vi siete mai approcciati a questo universo potrebbe essere una buona occasione per cominciare.


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Posted on 04 Lug 2017 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Cotto e Frullato
Nazione: Italia
Anno: 2013
Regia: P.Cellammare
Con: M.Merluzzo

INTRODUZIONE
Una delle tipologie di video più diffusa su Internet è quella dei cosiddetti “workout”, video che puntano tutto sul miglioramento del proprio fisico, attraverso esercizi di vario tipo.

Cosa succede quando questi vengono mescolati con una seppur debole narrazione?

Nascono questo tipo di prodotti, esaminiamoli!

STORIA
Cotto e Frullato è una webserie che si basa su un’idea piuttosto superficiale.

Il protagonista è Maurizio, uno chef molto particolare, la cui filosofia è quella dei “pasti liquidi”.

In ogni puntata, infatti, questo “big jim” in carne ed ossa ci propone una “ricetta” che si basa semplicemente sull’accoppiamento casuale di due alimenti che vengono frullati insieme.

Nel corso della serie entreranno in gioco un gruppo di personaggi sempre più bizzarri, fino al grande colpo di scena che chiude la stagione.

OPINIONI
Cotto e Frullato è una webserie che non apprezzo particolarmente: non sono un fanatico dell’esercizio fisico e trovo che, quando si raggiunge l’esasperazione in certe cose si passa la linea del ridicolo.

Va bene tenersi in forma, ma c’è un limite a tutto!

La vanità del personaggio lo rende il classico stereotipo di “tamarro” che non pensa ad altro che al proprio aspetto e quando capita, alle belle ragazze.

I classici tipi da spiaggia o da copertina di riviste!

TECNICAMENTE
Stiamo parlando di una webserie, quindi di un prodotto amatoriale che dovrebbe fare del suo centro la “cucina” o qualcosa di simile, quindi il lato tecnico, in questo senso, non è importante.

Un discorso diverso subentra quando si ha a che fare con le scene action che, pur non rappresentando il punto principale del programma, sono, comunque, ben girate, tenendo conto della relativa povertà dei mezzi a disposizione.

CONCLUSIONI
Una serie molto particolare, con una trama relegata ad un ruolo marginale, che rappresenta il classico esempio di “action ignorante”.

Recentemente è stato prodotto anche un lungometraggio, Cotto e Frullato-The Crystal Gear, che rappresenta il vero e proprio finale di serie.


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SHADOWHUNTERS: THE MORTAL INSTRUMENTS RECENSIONE

Posted on 28 Giu 2017 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Shadowhunters: The Mortal Instruments
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: K.MacNamara, D.Sherwood

INTRODUZIONE
Ennesimo esempio di trasposizione di una saga letteraria in formato audiovisivo, anche se, questa volta, il primo tentativo è stato lasciato incompiuto, con un cambio decisivo di media, ma andiamo con ordine.

STORIA
Shadowhunters: The Mortal Instruments è una serie tv basata su una saga letteraria che, forse, prende in prestito l’idea da titoli precedenti come la quadrilogia di Twilight o simili.

La storia è quella di Clary Frey, aspirante studentessa di una scuola d’arte che, nel giorno del suo diciottesimo compleanno, viene attaccata da una strana creatura che rapisce sua madre.

Poco dopo la ragazza scoprirà di far parte di una misteriosa stirpe dotata di poteri magici, gli Shadowhunters, il cui compito è quello di proteggere l’umanità dal cosiddetto “mondo invisibile”, popolato da mostri come licantropi e vampiri.

Purtroppo Clary si troverà anche a dover affrontare una scelta difficile, che rischia di compromettere per sempre il rapporto con il suo migliore amico.

OPINIONI
Sto seguendo Shadowhunters: The Mortal Instruments proprio in questi giorni e sono già arrivato a metà della prima stagione.

L’idea di base, come accennato, non è particolarmente originale, soprattutto perché si può quasi indovinare la piega che prenderanno gli eventi da un certo punto in poi, sotto l’aspetto narrativo questa serie tv è comunque molto interessante, con un cliffhanger alla fine di ogni episodio che viene ripreso immediatamente in quello successivo.

La saga era partita tempo fa, con un film, intitolato Shadowhunters: Città d’Ossa che, probabilmente, fu un flop, dal momento che il sequel non fu mai realizzato.

TECNICAMENTE
Il comparto tecnico di questa serie tv è molto buono, con effetti e soluzioni visive interessanti, come quelle che contemplano una fotografia molto scura e cupa che, però, mette in risalto il colore rosso dei capelli della protagonista.

CONCLUSIONI
Il modo perfetto di continuare una serie cinematografica che, a suo tempo, non ebbe, probabilmente, il successo sperato.


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DYLAN DOG-IL TRILLO DEL DIAVOLO RECENSIONE

Posted on 23 Giu 2017 in Cinema, Tecnologia

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Titolo: Dylan Dog-Il Trillo del Diavolo
Nazione: Italia
Anno: 2012
Regia: R.D’Antona
Con: R.D’Antona, F.Emulo

INTRODUZIONE
La Rete è il nuovo mezzo espressivo del nostro secolo, che offre l’opportunità a giovani creativi emergenti di condividere la propria passione e il proprio talento.

Esaminiamo, ora, una delle “perle nascoste” messe a disposizione da questo strumento negli ultimi anni.

STORIA
Dylan Dog-Il Trillo del Diavolo è un film mediometraggio che vede protagonista il celebre “indagatore dell’incubo”, creato dalla penna del fumettista italiano Bruno Bonelli.

La storia si pone come una sorta di Divina Commedia ambientata ai giorni nostri, un viaggio surreale al termine del quale Dylan scoprirà uno sconvolgente segreto sulle proprie origini.

OPINIONI
Dylan Dog-Il Trillo del Diavolo è un film molto interessante e particolare: innanzi tutto la sua durata è inferiore all’ora e questo lo inserisce nella categoria dei cosiddetti mediometraggi, inoltre, quando ho definito questo prodotto una sorta di Divina Commedia dei nostri giorni, non intendevo certo sminuire questo grande capolavoro letterario, ma soltanto sottolineare la similitudine evidente tra questo testo e la produzione in questione.

All’interno della storia il testo è perfino citato dallo stesso protagonista!

TECNICAMENTE
Questo film è stato realizzato in modo indipendente, da una piccola casa di produzione italiana, quindi può darsi che alcuni effetti possano apparire un po’ “caserecci”.

D’altra parte la povertà di mezzi di cui si dispone solitamente per questi progetti conferisce loro un aspetto decisamente più “genuino” rispetto a quello di tante altre grandi produzioni commerciali.

Nel ruolo principale troviamo perfino il regista stesso, segno, probabilmente, del duo grande amore per il personaggio!

CONCLUSIONI
Un prodotto  realizzato a basso budget ma con grande cura.

Un’opera creata da fan per fan e non solo, liberamente visibile in modo gratuito su YouTube, dunque cosa aspettate, correte a vederlo!

Aspetto i vostri pareri e sono sicuro che, qualora fosse possibile, farebbero piacere anche al regista.


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TREDICI RECENSIONE

Posted on 03 Mag 2017 in Tecnologia, Televisione

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Titolo: Tredici

Nazione: USA

Anno: 2017

Con: D.Minnette, K,Langford

INTRODUZIONE

Il bullismo e la pressione dei coetanei sono cose terribili che, qualche volta, se non opportunamente arginati o corretti, possono spingere chi ne è vittima a commettere gesti estremi.

In questo caso è esattamente ciò che accade!

STORIA

Tredici è una nuova serie tv targata Netflix che parte da un presupposto tragicamente verosimile: in un liceo americano si sparge la notizia del suicidio di una giovane studentessa, Hannah Baker, la quale, prima di commettere il gesto, ha inciso tredici nastri.

Queste cassette vengono successivamente recapitate al giovane Clay, apparentemente l’unico estraneo alla vicenda.

Il ragazzo decide di iniziare ad ascoltare i nastri, forse nel tentativo di comprendere fino in fondo le ragioni del suicidio dell’amica.

OPINIONI

Ho appena iniziato a guardare Tredici, ma devo ammettere di essere rimasto subito molto coinvolto, anche se, fortunatamente, ai tempi della scuola, non ho mai avuto problemi di bullismo.

Una parte molto importante nel successo di questo prodotto è data dal “polverone” che questo ha sollevato: si è fatto un gran parlare di questa serie tv fin da subito, forse per la natura particolare dell’argomento trattato è esploso, fin dalla sua pubblicazione sulla piattaforma un vero e proprio “caso”, con decine di video su YouTube che recensiscono e analizzano in vario modo la serie

TECNICAMENTE

Una cosa che mi ha colpito fin da subito di questa serie tv è il contesto estremamente particolare in cui è ambientata: si presume che siamo nel Duemila, eppure compaiono registratori, musicassette e cartine stradali, il tutto da alla serie un’atmosfera estremamente “vintage”.

La regia è molto buona, la fotografia e le musiche si adattano al contesto e danno all’insieme un’impronta estremamente malinconica.

CONCLUSIONI

Commovente, cinico, cattivo e psicologicamente abbastanza forte.

Sicuramente un prodotto che richiede una particolare disposizione d’animo per potervisi approcciare.


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