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Recentemente il mercato cinematografico è stato invaso da una marea di sequel, remake, ovvero rifacimenti di film celebri e reboot, ossia riprese di saghe storiche, talvolta fuori tempo massimo.

Una cosa che, però, forse, non tutti sanno è che una di queste tendenze, quella dei sequel, era iniziata già molto tempo fa.

Mi riferisco, in particolare, a tre sequel targati Disney che, nelle intenzioni degli autori, servivano quasi sicuramente a completare determinate serie, fornendo un quadro più completo di determinati personaggi e che in un solo caso assolvono veramente tale compito.

Il primo di questi esempi è Il Re Leone 3-Hakuna Matata, ultimo capitolo di una trilogia iniziata nel 1994 con Il Re Leone e proseguita nel 1998 con il secondo capitolo, Il Re Leone 2-Il Regno di Simba.

Nel terzo film possiamo assistere ad una riproposizione delle vicende del primo dal punto di vista di Timon e Pumbaa, due personaggi secondari che entreranno in scena a metà circa di Il Re òeone.

Spostandoci più indietro nel tempo troviamo i seguiti di Cenerentola e di La Sirenetta.

Il primo dei due chiude un ciclo iniziato con il film uscito per la prima volta nelle sale cinematografiche negli anni Cinquanta ed utilizza l’ormai abusato espediente del viaggio nel tempo per mostrarci Genoveffa e Anastasia che, dopo aver rubato la bacchetta della fata Smemorina la utilizzano per tentare di impedire l’incontro tra Cenerentola e il Principe.

Se vogliamo trovare una chiusura di trilogia veramente utile e degna di nota, però, dobbiamo arrivare al 2008, anno di uscita di La Sirenetta 3-Quando tutto ebbe inizio, in quanto è in tale film che possiamo scoprire cosa accadde veramente alla madre di Ariel e di conseguenza le ragioni del forte odio di Re Tritone nei confronti degli umani.

Come potete vedere, insomma, le uniche pratiche veramente nuove in ambito cinematografico sono solo due, il remake e il reboot, anche se, in qualche caso c’è da chiedersi se questi seguiti fossero veramente necessari.