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iBOY RECENSIONE
5 (100%) 2 votes

 

Titolo: iBoy

Nazione: UK

Anno: 2017

Regia: A.Randall

Con: B.Millner, M.Williams

INTRODUZIONE

La tecnologia ha una parte apparentemente essenziale nella nostra vita quotidiana e alcuni oggetti in particolare, come gli smartphone, per alcune persone, sono un’estensione di loro stesse.

Cosa accadrebbe se ciò avvenisse letteralmente?

STORIA

iBoy è un film fantascientifico o pseudo tale che racconta la strana storia di Tom, normalissimo adolescente che, dopo uno strano incidente, scopre di avere frammenti del suo stesso cellulare incastrati nel cervello.

Questo bizzarro evento permetterà al ragazzo di acquisire una serie di particolari abilità che lo aiuteranno a sventare i piani di un folle ceiminale.

OPINIONI

iBoy è un film molto interessante che spinge ad una certa riflessione.

A mio parere, infatti, dietro la “patina” di apparente superficialità, si nasconde un certo messaggio critico nei confronti della società odierna e in particolare della nostra generazione.

Quante volte si sente dire che “i ragazzi di oggi stanno sempre attaccati al telefonino”?

Anche in questo caso è così, con la differenza che il protagonista non ha scelta!

In un certo senso è una classica storia del tipo “non ho chiesto io tutto questo!” o “io non lo volevo!” frasi fatte che abbiamo già sentito centinaia di volte ma che si adattano sempre bene quando si parla di un qualche genere di “superpotere”

TECNICAMENTE

Il film è una classica pellicola d’azione, più o meno accostabile al filone supereroistico, anche se non nel senso che intendiamo oggi, come tale si possono trovare alcuni effetti speciali forse non sempre credibilissimi ma che cercano di fare del proprio meglio per simulare le mille possibilità offerte da uno strumento supertecnologico come lo smartphone.

Trattandosi di un film fantascientifico è bene tenere presente la sospensione dell’incredulità, accettando anche cose che non sembrano credibili o fattibili nemmeno con questo tipo di apparecchi.

CONCLUSIONI

Un film interessante che, in un certo senso propone anche una sorta di critica al bullismo e dimostra che chiunque può riscattarsi.


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