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Titolo: WestWorld
Nazione: USA
Anno: 2016
Con: E.R.Wood, J.Marsden

INTRODUZIONE
Il western è, forse, insieme all’horror, uno dei generi cinematografici con più storia alle spalle, a tal punto che la sua fama ha superato i confini del grande schermo per entrare anche in quello televisivo.

In questo caso si tratta di qualcosa di decisamente particolare, ecco perché

STORIA
WestWorld è una serie tv che si basa su un film omonimo che prende spunto da un’idea molto particolare.

La storia, infatti è ambientata in un parco a tema western “dove tutto è concesso”: la struttura, infatti, è popolata da androidi, esseri artificiali, creati per l’intrattenimento dei visitatori del parco che, in tal modo, possono sfogare i loro istinti più primordiali.

OPINIONI
Ho iniziato a guardare WestWorld con un certo ritardo, rispetto alla sua uscita e devo dire che alcune cose mi risultano molto difficili da comprendere: in primo luogo, ovviamente, questa serie tv si basa sulle cosiddette “leggi della robotica” di Asimov, che impongono all’androide di non fare del male agli esseri umani.

Il problema è che ci  troviamo in un’ambientazione western, quindi in un contesto molto violento e qui le “vittime” sono esseri artificiali che, in quanto tali, per la loro “programmazione” non possono ribellarsi. Nonostante questo sembra che alcuni di loro siano in grado di ricordare ciò che subiscono dai “visitatori” del parco e questo risulta abbastanza disturbante.

TECNICAMENTE
Anche dal punto di vista tecnico questa serie tv è molto ben realizzata: l’ambientazione del vecchio west risulta ben costruita e ogni episodio pone interrogativi molto interessanti, riguardanti, per la maggior parte, la “natura” di alcuni personaggi.

I dialoghi, poi, sembrano mirati ad inserire alcune riflessioni filosofiche in tal senso.

CONCLUSIONI
Profondo, filosofico e potente, un discreto “pugno allo stomaco”, non adatto a tutti, in particolare per certi sfoggi di “crudeltà”, apparentemente insensati.

Una bellissima riflessione sulla natura umana e sul concetto di giusto/sbagliato.